mercoledì 6 aprile 2016

ANALISI POESIA IL LAMPO GIOVANNI PASCOLI

Il Lampo - Giovanni Pascoli - Myricae 


E cielo e terra si mostrò qual era: 

la terra ansante, livida, in sussulto; 
il cielo ingombro, tragico, disfatto: 
bianca bianca nel tacito tumulto 
una casa apparì sparì d'un tratto; 
come un occhio, che,largo,esterrefatto, 
s'aprì si chiuse, nella notte nera.


Parafrasi
Il cielo e la terra si mostrarono com'erano:
la terra ansimante, scura, scossa da tremiti;
il cielo carico di nuvole, cupo, sconvolto;
una casa bianchissima apparve e scomparve all'improvviso in quella bufera silenziosa;
simile ad un occhio che, dilatato e sbigottito, si apre e si chiude nel buio della notte.


Analisi metrica 
La poesia è costituita da due strofe (un verso-strofa e una sestina) che rimano 
A-BCBCC-A con una struttura ritmica ad anello (rima baciata nel verso 1 e 7)

Figure retoriche
Climax ascendente=  serie di termini disposti in ordine di intensità di significato 
v.2 "ansante, livida in sussulto
v. 3 "ingombro, tragico, disfatto"
v.6 "largo, esterrefatto
Ellissi (del verbo essere)= v. 2 e v. 3
Anastrofe= v. 4 "bianca bianca, nel tacito tumulto/una casa apparì"
Ossimoro= v. 4 "tacito tumulto"
Paronomasia/Antitesi= v. 5 "apparì sparì
Similitudine= "come un occhio"
Enjambement =v. 6 "esterrefatto,/s'aprì"
Allitterazione=  
v. 6 della "r" in largo e esterrefatto
v. 7 della n in  "notte nera"
Antitesi= v. 7 "s'aprì si chiuse


Commento
Attraverso una sequenza di immagini, il poeta descrive l'avvicinarsi di un temporale: un cielo carico di nuvole nere, un lampo che squarcia il cielo e illumina improvvisamente una natura sconvolta, una terra viva, in angosciosa attesa per ciò che sta per succedere. 
E altrettanto vivo sembra essere il cielo, non solo carico di nuvole, ma addirittura tragico, perché presagisce un imminente disastro.
Il climax ascendente posizionato in questo punto serve proprio ad accrescere la sensazione di attesa per lo sconvolgimento che seguirà il lampo.  
La casa, che appare all'improvviso (d'un tratto), è connotata dal raddoppiamento dell'aggettivo "bianca" che, come superlativo,  ha appunto la funzione di rafforzare sia la repentinità dell'apparire della casa sia il contrasto con il buio circostante (notte nera)

Nella poetica pascoliana la casa rappresenta la famiglia, gli affetti più intimi; è il nido che offre rifugio, a cui viene spesso contrapposto un "fuori" tragico, ostile e sconvolgente. 
Il contrasto è sottolineato dai repentini cambi di luce del paesaggio e dalla brevità dello squarcio di luce che illumina la notte (evidenziata dai 4 verbi usati in antitesi ai vv. 5 e 7 apparì sparì - s'aprì si chiuse). 
Come accade in altre poesie quali Il Tuono e Il Temporale, la lirica è costruita su una serie di sensazioni - in questo caso visive - che non descrivono semplicemente degli eventi meteorologici, ma evocano simbolicamente un significato più nascosto: la condizione stessa dell'uomo, il suo essere fragile di fronte alle forze ostili della natura. 


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