lunedì 14 dicembre 2015

VIDERO LI OCCHI MIEI QUANTE PIETATE ANALISI E COMMENTO

Videro li occhi miei quanta pietate
era apparita in la vostra figura
quando guardaste li atti e la statura
ch’io faccio per dolor molte fiate.

Allor m’accorsi che voi pensavate
la qualità de la mia vita oscura,
sì che mi giunse ne lo cor paura
di dimostrar con li occhi mia viltate.

E tolsimi dinanzi a voi, sentendo
che si movean le lagrime del core,
1ch’era sommosso da la vostra vista.

Io dicea poscia ne l’anima trista:
"Ben è con quella donna quello Amore
lo qual mi face andar così piangendo".


Parafrasi
I miei occhi videro quanta compassione
era apparsa sul vostro volto
quando vi accorgeste del  mio atteggiamento e 
dell'espressione che faccio (che assumo) molte volte per il dolore. 

Allora mi accorsi che voi pensavate
a quanto fosse dolorosa la mia vita,
tanto che nel cuore mi venne paura
di mostrarvi col pianto la mia debolezza

Mi sono allontanato dal vostro sguardo,
sentendo uscire le lacrime che avevo nel cuore,
agitato dalla vostra presenza.

Io dissi poi dentro di me
"Certamente con quella donna si trova quell'Amore
che mi rende così triste".


Metro
Sonetto composto da due quartine e due terzine che rimano ABBA ABBA CDE EDC

Commento
La lirica fa parte della Vita Nova: Beatrice è morta da un anno e Dante incontra per strada una "donna gentile" che sembra accorgersi del dolore che il poeta prova dentro di sè. Questo lo porta ad allontanarsi dalla sua presenza, affinché non veda i suoi occhi piangere, e gli fa pensare che anche dentro questa donna debba esserci Amore, quel sentimento così nobile e potente da renderlo ancora, dopo tempo, infinitamente triste per la scomparsa della sua amata.

Parola chiave del testo è pietate, posta all'inizio del sonetto e caratterizzata da un enjambement che serve appunto a rallentare il ritmo e a focalizzare l'attenzione su questa parola. La compassione che Dante legge nel volto di questa donna lo commuove fino alle lacrime, la sua disponibilità alla comprensione e alla tenerezza la rendono nobile e degna di Amore. 
Non è stato possibile da parte della critica risalire all'identità della donna che -Dante lo indica nell'introduzione in prosa che precede il sonetto - lo sta osservando da una finestra. 
Questa notazione introduttiva conferisce alla poesia un'atmosfera più quotidiana, meno idealizzata: verosimilmente Dante sta passeggiando, è triste e si accorge dello sguardo compassionevole di questa donna che coglie l' espressione e l'atteggiamento addolorato del poeta.


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