mercoledì 5 febbraio 2014

ANALISI MADONNA HA' N' SE' VERTUTE CON VALORE

Madonna hà n'sè vertute con valore - Jacopo da Lentini


Madonna hà n’sé vertute con valore
Piu che nul’altra gemma preziosa:  
che isguardando mi tolse lo core,
cotant’è di natura vertudiosa.
Più luce sua beltate e dà sprendore
che non fa ‘l sole né null’autra cosa;
de tut[t] l’autre ell’è sovran’e frore,
che nulla apareggiare a lei non osa
Di nulla cosa non à mancamento,
né fu ned è né non sera sua pare,
né ‘n cui si trovi tanto complimento;
e credo ben, se Dio l’avesse a fare,
non vi metrebbe al su’ntendimento
che la potesse simile formare.

Parafrasi
La mia donna ha dentro di sé sia la virtù sia un valore superiore a qualunque pietra preziosa: poiché col suo solo sguardo, tanto potente è, per natura, la sua virtù, mi ha trafitto (si è presa) il cuore.
La sua bellezza risplende più del sole e di qualsiasi altra cosa, lei è la regina e il fiore fra tutte le cose, al punto che nient'altro può essere paragonato a lei.
Non le manca alcuna qualità, e non c'è, ne' mai ci potrà essere, qualcosa che le possa essere accostato, perché ella possiede una perfezione tale da superare qualsiasi creatura cui la volontà divina volesse eventualmente dar forma. 

Analisi
E' un sonetto formato da 2 quartine e due terzine di endecasillabi il cui schema metrico è ABAB, ABAB, CDC,DCD.
Madonna=(mia signora) deriva dal latino--->mea domina e sottolinea l'inferiorità e la soggezione del poeta rispetto alla donna amata. 
Gemma preziosa=Il paragone con le pietre preziose deriva dai trattati medievali (chiamati lapidari) che elencavano e illustravano le caratteristiche e le qualità delle pietre preziose.
Sovran' e frore= La donna amata è la più alta e la più perfetta fra tutte le creature.
Complimento=E' un termine che deriva dal provenzale e significa "compiutezza", "pienezza". 

Paragone della donna con elementi naturali--->sole, pietre preziose, fiori. Ella risulta sempre più bella e più perfetta. Più luminosa del sole, più potente e valorosa di una gemma, regina fra i fiori e su tutto il creato. 


Commento
Iacopo da Lentini, notaio e funzionario imperiale vissuto nel 1200, è stato uno fra i maggiori esponenti della Scuola Siciliana (corrente filosofico-letteraria sviluppatasi in Sicilia, alla corte di Federico II di Svevia).
Egli è considerato l’inventore del sonetto e la sua produzione letteraria è improntata quasi esclusivamente sulla poesia d'amore. Le liriche cantano temi amorosi, in cui il rapporto tra uomo e donna è quello tipico della tradizione cortese: la donna riassume idealisticamente tutti i valori  mentre, l'uomo innamorato-vassallo proclama la propria indegnità e nullità. 
La tematica di "Madonna à n’sé vertute con valore" è, quindi, sì l’amore, ma l'autore supera qui la concezione del sentimento fino ad allora espresso, anticipando quello che sarà l'amore "stilnovistico", un amore cioè che passa "dagli occhi" ed eleva l'uomo fino al paradiso. 


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