mercoledì 1 ottobre 2014

TESINA SUI COLORI

Rispondiamo alla richiesta di un affezionato lettore e pubblichiamo una tesina di terza media che ha come argomentocolori. 

Storia=Il Fascismo (il nero)
Geografia=Il Medio Oriente (focus sul Libano--->il porpora)
Italiano="I limoni" di Montale (il giallo)
Scienze=L'ecologia (Il verde)
Inglese=Il Grande Gatsby di F.S. Fitzgerald (il giallo)
Francese="IL rosso e il nero" di Stendhal (il rosso e il nero)
Tecnologia=La centrale idroelettrica (l'azzurro)
Arte=Van Gogh (Il giallo)
Musica="Brown Sugar" dei Rolling Stones (il marrone)
Ed.Fisica=La cromoterapia


ALTERNATIVE

Storia=L'Unità d'Italia (Il Tricolore)
Storia=Il comunismo (il rosso)
Geografia=L’Africa (il continente nero)
Italiano=Il positivismo (confronto letterario fra naturalismo francese e verismo italiano)
Italiano=I colori in letteratura (il giallo, il rosa, il nero)
Scienze=L'occhio e il sistema visivo nell'uomo
Scienze=Esperimenti di Newton sulla luce
Scienze=Il daltonismo e la trasmissione di questa malattia (la genetica)
Inglese=L'Arcobaleno di William Wordsworth
Inglese=L'AIC (Association internationale de la couleur)
Francese=Emile Zola
Francese=Rimbaud “Le Vocali”
Tecnologia=La colorazione dei tessuti nell'industria
Tecnologia=I coloranti alimentari
Tecnologia=Il sistema Pantone
Arte=I mosaici bizantini
Arte=L'Impressionismo
Arte=Il Divisionismo (si collega bene con il Positivismo)
Musica=Lista di canzoni che hanno un colore nel titolo



BREVE RIASSUNTO IL PICCOLO PRINCIPE IN FRANCESE

Ce livre raconte l’histoire d’un aviateur tombé en panne avec son avion dans le désert du Sahara. Ici il rencontre le Petit Prince, un petit garçon aux cheveux d'or et au rire cristallin, qui lui demande de faire un dessin d'un mouton. Le petit prince n’aime aucun dessin du narateur. L’aviateur lui dessine alors une boîte  qui contenait le mouton, et cela plaît tout de suite au petit prince.
Jour après jour, le petit prince raconte son histoire au narrateur : il habite sur l'astéroïde B 612, une planète très très petite, où il a laissé trois volcans et une rose.
Un jour, le petit prince décide de quitter son planète et d’aller explorer les autres planètes pour trouver des amis. Pendant le voyage, il rencontre des personnages trés bizarres : le roi d'un empire factice, le vaniteux qui veut que le petit prince l’admire, , le buveur qui boit pour oublier qu'il boit, le businessman qui croit posséder toutes les étoiles, le géographe écrivant d'énormes livres et beaucoup d'autres.
Tous ces personnages représentent en quelque sorte les nombreuses absurdités et contradictions du monde des adultes.
De rencontre en rencontre, il arrive sur la Terre et découvre l'amitié avec le renard. Il apprend avec lui que l'essentiel est invisible pour les yeux et réalise à quel point sa rose lui manque
Pour retrouver sa rose, Le Petit Prince repart chez lui en se faisant mordre par un serpent venimeux. L’aviateur, qui a fini de réparer son avion, quitte lui aussi le désert.
Il espère toujours le retour du Petit Prince et nous prie de le prévenir si jamais nous le rencontrons.

(Controllare accenti e segni grafici!)

sabato 27 settembre 2014

TRAMA BREVE LA MANDRAGOLA DI MACHIAVELLI

Una breve trama de "La Mandragola" di Niccolò Machiavelli con analisi dei temi principali e dei personaggi.

Trama
La commedia occupa l'arco temporale di 24 ore e racconta le vicende di Callimaco, un gentiluomo fiorentino di 30 anni che da 20 vive a Parigi, il quale, avendo sentito parlare della favolosa bellezza di una giovane donna fiorentina, Lucrezia, decide di volerla incontrare e torna nella sua città. Dopo averla vista, ne resta folgorato e desidera ardentemente farla sua.
La donna però, oltre che essere estremamente virtuosa, è anche sposata con un avvocato molto più anziano di lei, Nicia, conosciuto per la sua dabbenaggine (in pratica era uno sciocco!).
Callimaco chiede aiuto a Ligurio, consigliere di Nicia, affinché elabori un piano per fargli trascorrere una notte d'amore con Lucrezia.
Ligurio sfrutta il desiderio di Nicia di avere un figlio e gli combina un incontro con Callimaco, travestito da medico parigino. Quest'ultimo convince l'avvocato che il modo più sicuro perché la moglie resti incinta sia quello di farle bere una bevanda preparata con la mandragola, un'erba dalle capacità magiche. Il farmaco però ha un effetto collaterale: provoca la morte del primo uomo che giacerà con la moglie dopo l'assunzione della bevanda. Qui interviene Ligurio che propone di far rapire un garzone qualunque e di portarlo a letto con la moglie, cosicché sarà lui a morire e non Nicia.
Il marito, seppur perplesso, acconsente. Adesso resta da convincere Lucrezia, la cui virtù era ben nota a tutti. Per questo Callimaco e Ligurio chiedono l'aiuto di Fra' Timoteo, confessore personale della ragazza, il quale, dietro lauta ricompensa, la persuade a giacere con il garzone. Lucrezia inizialmente è restìa, ma dopo l'intervento rassicurante della madre Sostrata, accetta.
Nicia, Ligurio e Timoteo (che si finge Callimaco!)  rapiscono il grazone-Callimaco e lo portano a casa, nel letto di Lucrezia.
La donna viene a sapere dell'inganno da Callimaco stesso, la mattina dopo, e accetta di diventare la sua amante in quanto ritiene che tutto sia accaduto per volere del cielo. Callimaco riprende il suo travestimento da medico e, conquistata del tutto la fiducia di Nicia, riceve da questi le chiavi di casa sua affinché possa andare e venire a suo piacimento.

Temi dell'opera
  • l'inganno
Uno dei temi principali di tutta la commedia è l'inganno, di cui tutti i personaggi si servono in qualche modo, per ottenere il proprio scopo.
Vittima dell'inganno per eccellenza è lo sciocco Nicia che, a causa del suo desiderio di avere un erede, diventa oggetto dei raggiri di Callimaco e Ligurio. Il piano iniziale prevedeva che Lucrezia si recasse ai bagni, fuori città, affinché Callimaco avesse la possibilità di catturare la sua attenzione e conquistarne l'amore. Ma Ligurio, la mente di tutto l'inganno, non è soddisfatto e s'inventa la storia del medico venuto da Parigi con l'erba miracolosa. In entrambi i casi Nicia dimostra tutta la sua stupidità credendo a quei fasulli rimedi medici pur di ottenere il figlio desiderato.
Anche Lucrezia, l'unico personaggio che all'inizio della commedia è dotato di una qualche virtù, alla fine approfitta della stupidità del marito per continuare la sua relazione con Callimaco.
Lucrezia è anche vittima, però, oltre che ingannatrice. E' vittima perché, come suo marito, crede alla storia della mandragola e viene convinta da Frate Timoteo e da sua madre a giacere con un uomo che non sia il consorte.
Sostrata, madre di Lucrezia, è parte attiva nell'inganno ai danni della figlia. Forse non del tutto consapevole, fa comunque di tutto affinché la giovane abbia rapporti con un altro pur di ottenere il figlio tanto desiderato.
Timoteo è una delle figure più ironiche di tutta la commedia ed è anche il personaggio che maggiormente esercita l'arte dell'inganno nei confronti di tutti gli altri. Callimaco e Ligurio, infatti, quando domandano il suo aiuto per convincere Lucrezia, sono convinti di aver raggirato anche lui, ma il frate è ben sveglio e capisce l'inganno, però tace e porta avanti il disegno al fine di ottenere il suo tornaconto personale (una certa somma di denaro). Timoteo sa benissimo cosa sta consigliando a Lucrezia (giacere con un altro uomo) e fa leva proprio sulla fiducia che la giovane ripone in lui per convincerla, mettendo da parte qualsiasi scrupolo morale.

  • Il fine personale
Ognuno dei personaggi è guidato da un forte desiderio personale: Nicia vuole un erede, Ligurio un tornaconto personale (l'utile che io sento e che io spero), Callimaco desidera a tutti i costi possedere Lucrezia, Sostrata vuole un nipote, Lucrezia desidera anch'ella un bambino e Timoteo una ricompensa in denaro.
Come dicevamo l'unico personaggio virtuoso della commedia è Lucrezia, almeno all'inizio. Poi, pur avendo saputo dell'inganno di cui sono stati vittime lei e il marito, decide comunque di tacere e segue il suo desiderio personale di tenersi un amante fresco e giovane come Callimaco.
La commedia ha un lieto fine generale in cui ognuno ha ottenuto ciò che desidera. Il fatto che questo stato di cose positive sia stato generato da un inganno offre una visione dell'ideologia machiavellica--->se il fine è positivo, qualunque mezzo per ottenerlo è accettabile, anche l'inganno.
Anche Frate Timoteo lo sottolinea in un punto della commedia dicendo  che "in tutte le cose bisogna guardare al risultato".  Quindi l'inganno è più forte sia dell'intelligenza che della religione. Questo è il messaggio principale dell'opera. Nel caso del frate, che rappresenta appunto il sentimento religioso, il fine personale prevale su qualunque precetto di morale cristiana ed egli non impiega molto a perseguire il male pur di ottenere ciò che vuole.

mercoledì 24 settembre 2014

RIASSUNTO CAPITOLO 19 PROMESSI SPOSI

E' il capitolo del dialogo fra il conte zio e il padre provinciale dei cappuccini.
Il desco a cui viene invitato il padre provinciale
Il conte, imbeccato dal nipote Attilio, vuole chiedere il trasferimento di  Fra Cristoforo e, per questo, invita a pranzo il potente uomo di chiesa. Insieme a loro siedono a tavola alcuni ospiti di nobile casata e altri dalla dubbia fama, tutti chiamati appositamente per fare impressione sul reverendo.
Dopo aver pranzato, i due si appartano per conversare liberamente.
Il conte zio, per spiegare le ragioni della sua richiesta, inizia ad elencare i demeriti di Fra Cristoforo, denunciando tra l'altro il fatto di aver aiutato e coperto Renzo, divenuto poi un fuorilegge.
Il padre dei cappuccini, capendo che dietro a questa richiesta ci sono motivazioni più profonde, è deciso a non cedere e si oppone, sostenendo di volersi accertare della veridicità di quanto successo a Renzo.
A questo punto il conte zio vuole concludere la questione e tira in ballo il conflitto tra Don Rodrigo e Fra Cristoforo, ricordando al padre questioni di onore, di "amicizia" fra la casata il convento, minacciandolo più o meno velatamente di gravi conseguenze se il frate non verrà allontanato.
Il padre provinciale, in nome di una pacifica convivenza tra potere politico e potere religioso, alla fine si dimostra disposto ad allontanare il suo sottoposto.
Fra Cristoforo, infatti, qualche giorno dopo riceve l'ordine di recarsi a Rimini e parte a piedi in compagnia di un altro frate, senza protestare per quell'improvviso provvedimento, ma con una grande preoccupazione per Renzo, Agnese e Lucia che rimarranno senza il suo appoggio.
Il racconto riprende poi con Don Rodrigo deciso a chiedere aiuto ad un personaggio temutissimo e molto potente di cui Manzoni non rivela il nome. L'uomo, macchiatosi di ogni delitto e nefandezza, cacciato perfino dal ducato lombardo, ha stabilito la sua dimora in un castello inaccessibile, situato sì in territorio veneto, ma proprio al confine e in posizione dominante, per poter controllare tutto il territorio circostante.
Don Rodrigo, dunque, parte a cavallo per recarsi al castello dell'Innominato, in compagnia del Griso e di altri quattro bravi.
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