domenica 10 dicembre 2017

RIASSUNTO NICCOLO CUSANO

Niccolò Cusano è considerato il maggior rappresentante del platonismo rinascimentale.
Era tedesco, fu cardinale e vescovo.
La sua opera principale è "La dotta ignoranza".
Secondo Cusano la conoscenza è possibile solo quando c'è proporzione fra ciò che si sa e ciò che non si sa--> se ciò che si vuole conoscere è lontanissimo da ciò che si sa già, allora è meglio ammettere la propria ignoranza che in questo caso diventa "dotta", cioè consapevole e fondata su buoni motivi.


Questo è il caso che riguarda la conoscenza di Dio, che è infinito: l'uomo, essendo finito, non potrà mai avvicinarsi abbastanza alla conoscenza di Dio (consapevolezza dei propri limiti).
Si può quindi parlare di teologia negativa: il sapiente non è chi conosce la verità, ma chi conosce la propria ignoranza ed è quindi consapevole dei propri limiti (-->Socrate: so di non sapere).



Secondo Cusano Dio è coincidenza degli opposti-->in Dio ci sono tutte le cose e il loro contrario.
Oltre a ciò, Cusano nega che la parte celeste del mondo abbia una perfezione assoluta--> tutte le parti del mondo hanno lo stesso valore e nessuna ha la perfezione di Dio.
Per Cusano il mondo non ha un centro e una circonferenza (come sosteneva Aristotele), ma il centro è ovunque e la circonferenza in nessun luogo perché la circonferenza e il centro sono Dio stesso che è ovunque e in nessun luogo.
Non essendoci un centro, la Terra non è al centro del mondo--> la Terra è una stella che ha luce e colore come le altre stelle e come ci sono abitanti sulla Terra, così ce ne possono essere sulle altre stelle.
Cusano anticipò in qualche modo il principio d'inerzia--> egli sostenne che ogni corpo persevera nel suo movimento finché il peso o altri ostacoli lo rallentano o lo fermano.

sabato 9 dicembre 2017

PARAFRASI LETTERA AL VETTORI MACHIAVELLI

Durante l'esilio all'Albergaccio, nel dicembre del 1513, Machiavelli scrive la famosa Lettera al Vettori, ambasciatore fiorentino presso il Papa.

Parafrasi
Illustre ambasciatore.
Le grazie ricevute da Dio, anche se arrivano tardi, sono sempre gradite.
["Tarde non furon mai grazie divine" è un verso di Petrarca: Machiavelli vuol dire all'amico che aveva aspettato con ansia la sua lettera].
Dico questo perché mi sembrava di aver non perduto, ma smarrito la vostra benevolenza perché siete stato tanto tempo senza scrivermi e mi chiedevo quale potesse essere il motivo. E tra tutti quelli che mi venivano in mente, tenevo per buono solo quello che mi convinceva di più, e cioè che vi fosse stato scritto che io non ero stato un buon custode (massaio) delle vostre lettere, ma in realtà io non le ho mostrate a nessuno, tranne che a Filippo e Pagolo.
Ho riavuto il piacere della vostra benevolenza con la lettera del giorno 23 [di Novembre] in cui ho letto che svolgete il vostro incarico [di ambasciatore] in modo tranquillo e pacifico e io vi invito a continuare in questo modo perché chi dimentica il proprio comodo per fare il comodo degli altri perde il proprio e non gli viene nemmeno detto grazie.
E siccome la Fortuna vuole fare i suoi comodi, è meglio lasciarla stare e non contrastarla (darle briga), aspettando che essa permetta agli uomini di agire in qualche modo e allora voi dovrete lavorare di più, stare più attento e io sarò pronto a dirvi "Eccomi".
Stando così le cose, non posso far altro, per rendervi il favore che mi avete fatto [raccontandomi della vostra vita attuale], che raccontarvi come trascorro le mie giornate e se voi pensate che la mia vita possa essere scambiata con la vostra, io sarò contento di farlo.

Adesso vivo in campagna e da quando sono successe tutte quelle cose nella mia vita [accusato di congiura contro i Medici, Machiavelli fu arrestato e poi rilasciato], non sono stato a Firenze che 20 giorni, a metterli tutti insieme. Fino ad oggi mi sono dedicato alla caccia ai tordi. Mi alzavo prima dell'alba, preparavo le trappole [impaniavo] e mi incamminavo con un carico di gabbie che sembravo il Geta quando tornava dal porto coi libri di Anfitrione [il Geta è il protagonista di una novella]; riuscivo a catturare dai due ai sei tordi. E in questo modo ho trascorso il mese di Settembre. Poi questo passatempo, sebbene diverso ed estraneo alla mia vita, è venuto a mancarmi e ora vi dirò come conduco adesso la mia vita.
Mi alzo all'alba, vado in un bosco di mia proprietà che sto facendo tagliare e passo almeno due ore rivedendo il lavoro fatto il giorno prima e per ascoltare le liti che i taglialegna hanno fra loro o coi loro vicini. E su questo bosco avrei mille cose da raccontarvi che mi sono accadute, sia con Frosino da Panzano sia con altri che erano interessati alla mia legna. Frosino, ad esempio, aveva mandato a prendere alcune cataste di legna senza dirmi nulla e mi voleva trattenere 10 lire sul pagamento sostenendo che me le aveva vinte giocando alla Cricca [gioco di carte] quattro anni prima in casa di Antonio Guicciardini. Io ho iniziato a fare il matto, volevo accusare di furto il il carrettiere che aveva trasportato la legna. Alla fine (tandem) si è messo di mezzo Giovanni Machiavelli che ha trovato un accordo.
Batista Guicciardini, Filippo Ginori, Tommaso del Bene e diversi altri cittadini mi hanno comprato delle cataste di legna, quando ha iniziato a soffiare la tramontana [cioè si è messo a fare freddo]. Io ho voluto accontentare tutti; ne ho mandata una catasta a Tommaso che però me ne ha pagata solo la metà perché ad accatastarla c'erano lui con la moglie, la fantesca e i figli che sembrava il Gaburra quando bastona il bue di giovedì. Così, vedendo qual era il guadagno, ho detto agli altri che non avevo più legna e tutti si sono arrabbiati, soprattutto Batista che mette questo fatto insieme alle altre sciagure di Prato.

Dopo essere andato via dal bosco, mi reco ad una fonte e da qui in una mia proprietà dove ho messo le trappole per gli uccelli. Ho sempre con me un libro: o Dante o Petrarca o uno di quegli autori minori come Tibullo o Ovidio: leggo delle loro passioni e i loro amori mi ricordano i miei; trascorro così piacevolmente parte del mio tempo. Dopo mi reco sulla strada e nell'osteria, parlo con quelli che passano, chiedo notizie dei loro paesi, vengo a sapere di cose nuove e scopro gusti e fantasie di questi uomini. Intanto è arrivata l'ora di pranzo e insieme alla mia gente gente mangio ciò che questa povera campagna e il piccolo patrimonio ci offrono.
Dopo mangiato torno all'osteria dove di solito trovo l'oste, il mugnaio e due fornai. Insieme a loro per tutto il giorno mi perdo a giocare a Cricca, a tric-trac [gioco di dadi] e ne nascono mille litigi e discussioni piene di insulti; il più delle volte si litiga per un centesimo e ci sentono gridare fin da San Casciano. 
Così, perso in queste occupazioni schifose, tengo il cervello fuori dalla muffa e sfogo così la rabbia per la mia sorte, contenta che vedendomi così abbruttito, si vergogni e la smetta di perseguitarmi.

Quando viene la sera me ne torno a casa e vado nel mio studio; sulla soglia mi spoglio dei panni volgari che ho tenuto addosso tutto il giorno e indosso i panni degni di una curia e di un re; così vestito decentemente entro nelle vite degli uomini antichi e, ricevuto con piacere da questi, mi nutro di quel cibo che è solo per me e per il quale io sono fatto; e non mi vergogno di parlare con loro e di chiedergli il motivo delle loro azioni; e quelli, per loro cortesia, mi rispondono; e per quattro ore io non avverto la noia, dimentico le preoccupazioni, non ho paura della povertà e non mi stupisce la morte: così tanto sono assorbito dal mio studio.

E siccome Dante dice che non si impara nulla se non lo si fissa in qualche modo nella propria mente, io ho scritto un libretto "De Principatibus" in cui io ragiono per quanto posso di questo argomento, esaminando i vari tipi di principati, come si conquistano, come si mantiene il potere su di essi e come si perdono. E se in passato avete gradito qualche mio scritto bizzaro, non vedo perché non dovrebbe piacervi anche questo; e anche un principe potrebbe gradirlo, specialmente uno giunto al potere da poco (nuovo)  e per questo io l'ho dedicato a Sua Magnificenza Giuliano de Medici.
Filippo Casavecchia l'ha visto e potrà darvi più dettagli sul libro in sé e sulle cose che io e lui ci siamo detti, anche se io continuo a rimaneggiarne il testo.

Voi vorreste, illustre ambasciatore, che io lasciassi questa vita per venire a godere della vostra. Prima o poi lo farò, ma quello che mi tiene qui sono alcune faccende che avrò risolto fra sei settimane. Una cosa che mi impensierisce se mi venissi lì dove siete voi è la presenza dei Soderini: dovrei vederli e parlare con loro se fossi lì. Avrei paura che al ritorno invece di smontare da cavallo vicino a casa mia, mi troverei direttamente al Bargello [un carcere fiorentino] perché, sebbene questo Stato abbia grandi fondamenta e sicurezze, è pur sempre uno Stato nuovo, appena sorto, e come tale sospettoso; non mancano poi i saccenti, come Paolo Bertini, che sono pronti a metterti nei guai lasciandoti poi a cavartela da solo. Toglietemi questo dubbio che ancora ho e poi sarò pronto a raggiungervi come vi ho detto.

Ho discusso a lungo con Filippo riguardo al mio libretto [il De Principatibus] se fosse darlo [a Giuliano de' Medici] oppure no, se fosse meglio portarglielo direttamente o farglielo avere. Il non darlo mi dava il dispiacere che Giuliano non mi avrebbe neppure letto e che l'Ardinghelli si prendesse il merito di questo mio lavoro. A darlo mi spingeva il bisogno che io ho di non continuare a lungo nello stato in cui mi trovo, perché presto sarò un miserabile senza più denaro. Inoltre mi farebbe piacere che i Medici volessero darmi degli incarichi, fosse anche solo quello di rivoltare un sasso; se poi loro non fossero contenti del mio operato, allora me la potrei prendere solo con me stesso; se poi quest'opera venisse letta si capirebbe che in questi 15 anni che ho trascorso studiando le forme di governo, non ho né dormito né giocato e tutti dovrebbe capire che è importante avere a fianco qualcuno che è così esperto nell'arte di governare.
E della mia lealtà non si dovrebbe dubitare, visto che sono sempre stato leale, non vedo perché dovrei smettere ora di esserlo; e chi è stato fedele e buono per 43 anni, che sono gli anni che ho io adesso, non vedo perché dovrebbe all'improvviso cambiare; la povertà in cui verso è testimone della mia bontà e della mia lealtà.
Fatemi sapere ciò che pensate di quanto vi ho scritto. E vi raccomando, state bene.(Sis felix)


mercoledì 6 dicembre 2017

RIASSUNTO ISRAELE

Lo Stato di Israele nasce il 14 Maggio del 1948 per volere dell'ONU

Confini
NORD= Libano
NORD-EST=Siria
EST=Giordania e Territori Palestinesi
SUD-OVEST=Egitto 
OVEST=Mar Mediterraneo

Moneta=Sheqel
Capitale= Gerusalemme
Forma di governo= Repubblica Parlamentare
Lingue ufficiali= Ebraico e Arabo (si parla moltissimo anche il russo)
Religione= A maggioranza ebraica (circa 80%), ci sono anche musulmani (circa 20%) e cristiani.

TERRITORIO
Il territorio è prevalentemente arido e desertico, anche se possiamo distinguere tre regioni naturali:

  • una fascia costiera, pianeggiante e bagnata da fiumi, che si affaccia sul Mar Mediterraneo
  • un altopiano interno, coltivato a viti, olivi e agrumi
  • una regione desertica a sud (deserto del Negev)
Nell'estremo sud del paese, presso la città di Eilat, Israele ha anche un affaccio sul Mar Rosso. 
La popolazione vive in maggioranza sulla fascia costiera dove il clima è più mite e dove si concentrano le città principali, le industrie e i centri del commercio e del turismo. 


MONTI
Lo Stato di Israele non ha rilievi importanti: le montagne più alte sono infatti il Monte Meron (1208mt) e il Monte Ramon (1037mt)

FIUMI
Il fiume più importante è il Giordano che segna il confine con la Giordania e i territori palestinesi. 
Un altro corso d'acqua con elevata portata è lo Yarqon che scorre a Ovest del paese (vicino a Tel Aviv) e sfocia nel Mar Mediterraneo. 

LAGHI
Lago di Tiberiade (diviso tra Israele e Siria). Al confine con la Gordania si trova anche il Mar Morto, che è un lago salato. 

CLIMA
A livello climatico si possono distinguere due stagioni principali: quella piovosa, invernale, che va da Novembre e Maggio e quella secca, estiva, che va da Giugno a Ottobre. Le temperature sono molto varie, nonostante la modesta estensione del paese e oscillano dai 20°C a punte elevate che sfiorano i 50°C. 
Sulle coste il clima è di tipo mediterraneo. 
Sui rilievi il clima è più fresco e sono possibili le precipitazioni nevose. 



CITTA'
La capitale è Gerusalemme che si trova al confine tra lo Stato israeliano e i territori palestinesi. 
La parte orientale della città è tutt'oggi oggetto di dispute, in quanto è rivendicata dai Palestinesi quale propria capitale. Gerusalemme è un importante centro religioso e culturale, dove convivono ebraismo, cristianesimo e islam.
Altre città importanti sono Tel Aviv, Caifa, Ramat Gan, Bersabea.  




POPOLAZIONE
La popolazione è composta circa per l'80% da Ebrei e per il restante 20% da Arabi.


ECONOMIA
L'economia è basata sul commercio di prodotti alimentari e sull'esportazione di prodotti tecnologici
Si coltivano diffusamente: grano, orzo, vite, olive. Si esportano anche molti agrumi.
Si allevano bovini, suini, ovini e caprini. 
In Israele sono presenti giacimenti di fosfati, rame, petrolio e gas naturali. 
Fiorenti sono le industrie chimiche, petrolchimiche, tessili, alimentari e dell'alta tecnologia.
Nel settore terziario le voci più importanti sono quelle del turismo di tipo religioso (seppur messo spesso in crisi dalla situazione politica instabile) e delle banche. 






lunedì 27 novembre 2017

VITA MACHIAVELLI IN BREVE

Niccolò Machiavelli nasce nel 1469 a Firenze, da una famiglia borghese.
Segue una formazione umanistica studiando la lingua e la letteratura latina, ma non il greco.
Interessato alla politica fin da giovanissimo, ricopre diverse cariche pubbliche per il governo fiorentino e ottiene vari incarichi diplomatici che lo portano a viaggiare in tutta Europa.
In Francia conosce la corte di Luigi XIII e lo stato monarchico, che saranno per lui un modello politico, mentre la Svizzera e la Germania lo colpiscono per le antiche tradizioni guerriere.
Ammira moltissimo anche Cesare Borgia  soprattutto la spregiudicatezza, l'audacia e la freddezza.
Nel 1512 l'esercito spagnolo, appoggiato dalle milizie papali di Giulio II, provoca la caduta della Repubblica di Firenze e i Medici tornano a governare la città.
Machiavelli viene licenziato da tutti gli incarichi pubblici e l'esclusione dalla vita politica rappresenta per lui è un durissimo colpo.
Si ritira infatti in esilio a San Casciano dove si dedica agli studi e all'attività letteraria: è qui che scrive Il Principe e La Mandragola.
Dedica Il Principe a Lorenzo de' Medici per cercare di riottenere qualche incarico, ma i Medici continuano a guardarlo con diffidenza.
Dopo la morte di Lorenzo sale al potere Giulio de' Medici che offre a Machiavelli l'incarico di scrivere un'opera sulla storia di Firenze.
Piano piano Machiavelli riesce ad inserirsi nuovamente nella vita pubblica cittadina.
Nel 1527 i Medici vengono cacciati e viene ristabilita la Repubblica.
Machiavelli muore il 21 Giugno del 1527.


sabato 25 novembre 2017

RIASSUNTO LANDOLFO RUFOLO DECAMERONE


  • II giornata - Narratrice: Lauretta
  • Fa parte delle novelle a lieto fine
  • Tema della Fortuna
  • Ambiente marino


Landolfo Rufolo è un mercante di Ravello, sulla Costiera Amalfitana, che intraprendo un viaggio a Cipro per vendere merci preziose. Una volta arrivato, però, si accorge che ci sono molte altre navi che trasportano le sue stesse merci. Per questo motivo non riesce a vendere al prezzo che gli consentirebbe, se non di guadagnare, almeno di ripagarsi quanto trasportato fin lì. Per non finire in completa rovina, allora, decide di mettersi a fare il corsaro per recuperare denaro e ricchezze.
In un anno riesce ad accumulare una grossa fortuna e decide di tornare a casa.
Durante una tempesta in mare viene a sua volta depredato di tutte le ricchezze, la sua barca  affondata e lui è fatto prigioniero.
Un'altra tempesta fa però naufragare la barca dei predoni e Landolfo riesce a non affogare aggrappandosi ad una cassa galleggiante che trova in mare.
Le correnti lo spingono sulle coste dell'isola di Corfù dove viene soccorso da una donna che lo asciuga e gli offre cibo, curandolo e tenendolo a casa sua per dargli tempo di recuperare le forze.
Quando Landolfo sta per ripartire, apre la cassa che lo aveva salvato dalla morte e dentro vi trova molte pietre preziose.
Sbarcato a Brindisi vende le gemme e manda alla donna di Corfù molti denari come ricompensa per averlo aiutato. Gli altri denari invece li conserverà fino alla fine della sua esistenza, senza più sperperarli.


mercoledì 22 novembre 2017

10 FRASI COL PAST SIMPLE

Alcune frasi col past simple alla forma affermativa, interrogativa e negativa

Affermativa

1) I went to the cinema yesterday
2) Laura studied English last year
3)We walked for a mile last night
4)Mike played football last Friday
5)I passed my exam last month
6) We went to Paris last year
7) I was in Rome three months ago
8)Paul called me last weekend
9) She talked to her sister two days ago
10) You had lunch already


Interrogativa

1) Did you go to Madrid last month?
2) Did they play volleyball  last weekend?
3) Did Mark live in London two years ago?
4) Did I listen to music yesterday?
5) Did she liked pizza?
6) Did he travel to Dublin last night?
7) Did you call Patrick yesterday?
8) Did we phone our cousins last week?
9) Did Jane brush her teeth?
10) Did you have coffee for breakfast?


Negativa

1) I didn't go to school yesterday
2)Today she didn't have classes
3) She didn't win a gold medal at the Olympics
4) You didn't send me a message last week
5) John didn't write to his sister
6)He didn't sleep all the night
7)Joanna didn't go to Milano last summer
8) You didn't eat pasta yesterday
9) We didn't play tennis last weekend
10) I didn't see Laura at the party





lunedì 20 novembre 2017

ANALISI PADRE DEL CIEL DOPO I PERDUTI GIORNI PETRARCA


Padre del ciel, dopo i perduti giorni,
dopo le notti vaneggiando spese,
con quel fero desio ch’al cor s’accese,
mirando gli atti per mio mal sì adorni,

piacciati omai col Tuo lume ch’io torni
ad altra vita et a più belle imprese,
sì ch’avendo le reti indarno tese,
il mio duro adversario se ne scorni.

Or volge, Signor mio, l’undecimo anno
ch’i’ fui sommesso al dispietato giogo
che sopra i più soggetti è più feroce.

’’Miserere’’ del mio non degno affanno;
reduci i pensier’ vaghi a miglior luogo;
ramenta lor come oggi fusti in croce.


Parafrasi

Signore, dopo i giorni sprecati,
dopo le notti che ho trascorso vaneggiando,
tormentato da quel desiderio feroce che mi è divampato nel cuore,
contemplando i suoi gesti, per mia sventura tanto affascinanti,

fa in modo che, grazie alla tua luce, [cioè la Grazia]
io torni a condurre un vita migliore e a compiere azioni più degne,
così che il mio avversario [il diavolo], pur avendomi teso le sue trappole,
possa uscirne sconfitto.

Sta per finire l'undicesimo anno
da quando fui sottoposto a questo legame [l'amore]
che si accanisce soprattutto con chi è più debole.

Abbi pietà del mio dolore così indegno;
riporta i miei pensieri verso il bene;
ricorda loro come tu, in questo giorno, affrontasti il martirio della croce.


Analisi metrica
Si tratta di un sonetto con schema ABBA ABBA CDE CDE

Figure retoriche
Apostrofe: v. 1 "Padre del Ciel"
Perifrasi: v. 3 "fero desio"
Metafora: v. 3 "s'accese"; v. 5 "col tuo lume" (cioè la Grazia divina); v. 7 "avendo le reti tese" (metafora della trappola)
Chiasmo: v.1 e 2 "perduti giorni... notti spese"
Climax: v.12-13-14 "Miserere... reduci... ramenta" (il climax è di tipo ascendente)

Commento
Petrarca finge di aver scritto questo sonetto, che fa parte della sezione "In vita di Madonna Laura" del Canzoniere,  nel giorno di Venerdì Santo del 1338, cioè l'undicesimo anniversario dell'incontro del poeta con Laura. (questo si capisce dai versi 9 e 14 dove ci sono precisi riferimenti temporali).
La lirica, che si apre con una citazione quasi letterale del "Padre Nostro", è incentrata sulla tematica religiosa: Petrarca mostra di provare disgusto per la passione amorosa, perché è causa di desideri sensuali, di ossessioni che portano l'uomo alla perdizione.
Il poeta desidera purificarsi da questo desiderio terreno, prova rimorso e pentimento.
Nella lirica è presente anche il tema del tempo e della memoria: il passato è visto come il tempo dell'errore, il presente come il tempo dell'incertezza e della precarietà, mentre il futuro è il tempo dedicato a Dio, quando il poeta riuscirà a liberarsi dalle passioni terrene.


sabato 18 novembre 2017

PARAFRASI L'ASSIUOLO PASCOLI

Dov’era la luna? chè il cielo
notava in un’alba di perla,
ed ergersi il mandorlo e il melo
parevano a meglio vederla.
Venivano soffi di lampi
da un nero di nubi laggiù;
veniva una voce dai campi:
8chiù...

Le stelle lucevano rare
tra mezzo alla nebbia di latte:
sentivo il cullare del mare,
sentivo un fru fru tra le fratte;
sentivo nel cuore un sussulto,
com’eco d’un grido che fu.
Sonava lontano il singulto:
16chiù...

Su tutte le lucide vette
tremava un sospiro di vento:
squassavano le cavallette
finissimi sistri d’argento
(tintinni a invisibili porte
che forse non s’aprono più?...);
e c’era quel pianto di morte...
24chiù...



Parafrasi 

Mi chiedo dove fosse la luna, dato che il cielo era immerso [notava=nuotava] in una luminosità perlacea e il mandorlo e il melo sembravano ergersi più in alto per vederla meglio [la luna]. Nelle nuvole nere in lontananza si scorgevano lampi silenziosi [il rumore non si sente per la lontananza] mentre una voce nei campi ripeteva: chiù.
Solo poche stelle brillavano nella nebbia biancastra. Sentivo il rumore delle onde del mare, sentivo un fruscio tra i cespugli, sentivo un’agitazione nel cuore come il lontano ricordo di un grido per un antico dolore. Si sentiva un singhiozzo lontano: chiù.
Sulle cime degli alberi illuminati dalla luna, soffiava un vento leggero mentre il canto delle cavallette sembrava il suono dei sistri d'argento (un tintinnio che sembra bussare alle porte della morte che forse non si apriranno più?…) e continuava quel pianto funebre … chiù…

Analisi metrica
Sono tre strofe di otto versi ciascuna a rima alternata (7 novenari e un trisillabo
--> l'onomatopea chiù [è un verso trisillabo  perché accentato]

Figure retoriche

Sinestesia= v. 7 "bagliori di lampi";
Metonimia= v. 8 "nero di nubi";
Onomatopea= vv. 8-16-24 "chiù" (fonosimbolo e onomatopea che riproduce il verso dell'assiuolo"; -
v. 12 "fru fru" (fonosimbolo e onomatopea che riproduce il fruscio dei cespugli);
Analogia= v. 10 "nebbia di latte";
Anafora: vv. 10-11-12 "sentivo... sentivo... sentivo";
Climax: vv. 10-11-12" sentivo..sentivo..sentivo";
Similitudine: v. 14 "com'eco";
Metafora: v.20 "finissimi sistri d'argento";
Allitterazione:  v. 12 allitterazione della F "fru fru tra le fratte" ; v. 19-20 allitterazione della S "squassavano.... finissimi sistri";

Commento
Questa lirica, inserita nella sezione "Campagna" della raccolta Myricae, è ambientata in un paesaggio notturno dove si fa fatica a scorgere la luna, nonostante il chiarore del cielo. Nel buio il poeta sente un suono triste e lontano: è il verso dell'assiuolo, un uccello notturno, che ispira al poeta pensieri legati alla morte. Pascoli si interroga sul mistero che incombe sul nostro universo e sul destino dell'uomo, votato alla morte senza rimedio. La figura retorica più utilizzata è l'onomatopea con cui Pascoli rende il verso dell'assiuolo, il chiù, che chiude ogni strofa con un sinistro presagio di sventura.
All'inizio della lirica prevale un sentimento positivo, di meraviglia e stupore: il cielo è chiaro e luminoso e sembra che persino gli alberi cerchino di scorgere la luna, nascosta dalle nubi, mentre in sottofondo si sente il ritmico rumore del mare, il fruscio del vento nella vegetazione e il frinire delle cavallette. Tutta l'atmosfera di una notte apparentemente pacifica è disturbata da alcuni elementi: le nubi nere che si vedono in lontananza, i lampi e soprattutto il verso dell'assiuolo che evoca pensieri di morte e disgrazia. Il verso del rapace cresce di intensità nel corso della poesia, e da semplice voce, diventa singhiozzo e infine pianto. E, nello stesso modo, cresce l'angoscia del poeta: i suoi sentimenti passano dalla meraviglia ai pensieri sulla morte e sul destino dell'uomo. L'assiuolo rappresenta in qualche modo il punto di contatto fra vivi e morti, fra chi è ancora sulla terra e chi invece non c'è più, ma sembra parlare e comunicare attraverso il verso di questo uccello, come a voler ricordare che la morte attende tutti, inevitabilmente.

mercoledì 15 novembre 2017

DOMANDE SU MACHIAVELLI

Una serie di argomenti e domande utili per prepararsi ad un'interrogazione o una verifica su Niccolò Machiavelli

Di alcune si presentano anche le possibili risposte (per vederle cliccare sul pulsante)






  • Breve sunto della vita
  • Struttura del Principe (divisione in capitoli)
  • Relazioni fra la vita di Machiavelli, la situazione politica di Firenze e i De' Medici
  • Le due opere "I Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio" e "Il Principe" sono in contraddizione per quanto riguarda la concezione dello Stato?
  • Erudizione storica (lezione degli antichi) ed esperienza politica diretta 
  • Spiega le idee di Machiavelli riguardo le milizie
  • Realtà effettuale delle cose e immaginazione di essa 


  • Ragione etica (morale) e ragione politica 


  • Rapporto tra Fortuna e Virtù


  • Cos'è l'occasione in Machiavelli?
  • Funzione dello Stato in Machiavelli


  • Libero arbitrio "non sia spento" (cap. 25 de "Il Principe")


  • Il pessimismo di Machiavelli


  • Circolarità della storia


  • Spiega l'attualità di Machiavelli


  • Perché Machiavelli era contro Savonarola?


  • Perché bisognava imitare i classici secondo Machiavelli?


  • Le teorie di Machiavelli sono immorali?


  • Concezione naturalistica dell'uomo 


  • Spiega la similitudine nella dedica a Lorenzo De Medici


  • Per Machiavelli è meglio che il principe sia amato o temuto?


  • Cosa intende Machiavelli con l'espressione "profeti disarmati"?


  • Quando dice che il principe deve essere "volpe e leone" cosa intende? 


martedì 14 novembre 2017

RIASSUNTO VITA GALILEO

Galileo Galilei nasce nel 1564, a Pisa, da una famiglia della media borghesia.
Iscritto a medicina più per volere del padre che per scelta propria, dopo alcuni anni abbandona questa disciplina per dedicarsi agli studi scientifici che lo avevano sempre appassionato.
In questo periodo scrive il trattato "La Bilancetta" in descrive il perfezionamento della bilancia idrostatica, strumento già ideato da Archimede.  .
Nel 1589 inizia a insegnare matematica presso l'Università di Pisa e intanto compie esperimenti di meccanica, costruendo il termoscopio e ideando il compasso geometrico.
Venuto a conoscenza dell'esistenza del cannocchiale, costruito per la prima volta da un olandese, lo perfezione e lo presenta al governo veneziano come propria invenzione. 
Nel 1610 pubblica il "Sidereus Nuncius" nel quale enuncia le sue scoperte astronomiche: le macchie solari, le fasi di Venere e la scoperta dei quattro satelliti di Giove che lui chiama "pianeti medicei" in onore di Cosimo II de' Medici a cui l'opera è dedicata. Nello stesso anno viene chiamato dal governo fiorentino come "matematico primario" ricevendo uno stipendio di mille scudi l'anno.
Il suo appoggio alle teorie copernicane, però, gli attira le critiche della Chiesa e, tra il 1611 e il 1615, Galileo scrive le "Lettere copernicane" in cui cerca di far concordare la sua visione copernicana dell'Universo con le Sacre Scritture.
Nonostante questo riceve l'ammonizione da parte del Cardinale Bellarmino che gli vieta di diffondere le teorie di Copernico.
Nel 1623 pubblica il trattato "Il Saggiatore" scritto in forma di lettera e nato da una disputa con il padre gesuita Orazio Grassi circa l'origine delle comete.
Nel 1633 pubblica il "Dialogo sui due massimi sistemi del mondo", nel quale la teoria copernicana e tolemaica vengono messe a confronto. L’Inquisizione lo condanna per eresia, obbligandolo ad abiurare pubblicamente, mentre tutte le sue opere vengono inserite nell’Indice dei libri proibiti.
Condannato agli "arresti domiciliari" ad Arcetri, vicino a Firenze, vecchio, malato e quasi cieco, prosegue nel suo lavoro e nei suoi studi, spegnendosi nella notte dell'8 gennaio del 1642, all'età di 77 anni.

giovedì 9 novembre 2017

PARAFRASI LO SCUDO DI ACHILLE ILIADE

Parafrasi dell'episodio "Lo scudo di Achille" Iliade Libro XVIII


vv. 468 - 505

Dopo aver detto questo [Efesto] la lasciò e tornò vicino mantici, girandoli verso il fuoco affinché potessero fare il loro lavoro e tutti e 20 i mantici si misero a soffiare sulla fornace, emettendo sbuffi d'aria potenti e mutevoli, a volte più veloci e a volte più lenti, a seconda di come Efesto voleva che venisse il lavoro. Efesto gettò nel fuoco l'indistruttibile bronzo, lo stagno, il prezioso oro e l'argento e poi, dopo aver messo l'incudine sul piedistallo, afferrò con una mano un enorme martello e con l'altra le tenaglie. Per prima cosa forgiò uno scudo grande e pesante, decorandolo dappertutto. Realizzò un triplo bordo, lucido e brillante, e una tracolla d'argento. Lo scudo era diviso in cinque parti che decorò a suo piacimento in modi diversi. Vi fece la terra, il cielo, il mare, il sole tenace [perché sorge e tramonta ogni giorno] e la luna piena, e tutte le stelle che adornano il cielo, le Pleiadi, le Iadi, Orione e l'Orsa, conosciuta come Carro, che gira su se stessa e guarda sempre verso la costellazione di Orione che è l'unica che non si getta mai nelle acque [cioè che non tramonta mai].
Poi vi fece due belle città abitate da uomini mortali. In una si celebravano nozze e banchetti, le spose si allontanavano dalle loro stanze e, guidate da torce fiammanti, andavano per le strade, mentre veniva intonato il canto "Imeneo" e giovani danzatori ballavano al suono di flauti e cetre; le donne assistevano alla festa, ognuna in piedi davanti alla propria porta. 
Una folla si era radunata in piazza e qui nasceva una lite fra due uomini per un risarcimento: uno diceva di aver  pagato il dovuto, l'altro diceva di non avere ricevuto nulla. Entrambi si rivolgevano al giudice per avere una giusta sentenza e il popolo gridava, difendendo ora l'uno ora l'altro. Gli araldi trattenevano la folla, mentre gli anziani sedevano in sacro cerchio su sedili di pietra e, con in mano i bastoni degli araldi, si alzavano di volta in volta per dare il proprio parere; in mezzo a loro erano posate due monete d'oro da offrire come ricompensa a chi avesse dato la sentenza più giusta  [o da offrire come ricompensa a quello tra i contendenti che avesse avuto ragione].


vv. 541 - 590

Efesto vi realizzò anche un terreno appena lavorato e un grande campo fertile, arato tre volte, dove i contadini spingevano i buoi aggiogati, da una parte all'altra del campo; un uomo allora si avvicinava e porgeva loro una coppa di vino dolcissimo e insieme giravano per ogni solco, desiderosi di arrivare nuovamente al margine del campo arato. Dietro ai contadini il terreno era scuro, sembrava davvero un campo arato, sebbene fosse d'oro ed era di grande bellezza.
Vi fece poi un terreno appartenente al re, dove i contadini mietevano con falci taglienti; i mazzetti di spighe [mannelli] cadevano numerosi sul terreno, alcuni  [cadevano] nei solchi, altri venivano legati con corde di paglia dai legatori; c'erano tre legatori in piedi, ma dietro di loro alcuni fanciulli, raccogliendo le spighe cadute [spigolando] e le passavano di continuo ai legatori. Il re stava sul bordo del campo, tenendo in mano lo scettro e godendo del lavoro che si svolgeva davanti ai suoi occhi.
Gli araldi, da una parte, preparavano il pranzo sotto una quercia; dopo avere ucciso un grosso bue lo mettevano sul fuoco. Le donne versavano molta farina per il pasto dei mietitori. Disegnò [il soggetto è sempre Efesto!] anche una bella vigna, carica di grappoli d'oro pendenti, appoggiata su pali d'argento. Intorno fece un fossato di smalto e una siepe di stagno. Un solo sentiero portava alla vigna e da qui passavano i coglitori per vendemmiare; ragazzi e ragazze, dal cuore sereno, portavano l'uva in cestini intrecciati e in mezzo a loro un ragazzo cantava con voce melodiosa, accompagnandosi con la cetra; i suoi compagni lo seguivano battendo il tempo con le mani, gridando e saltellando.
Poi con l'oro e lo stagno, realizzò una mandria di vacche dalla testa dritta che muggendo uscivano dalla stalla dirette al pascolo e camminavano lungo il fiume rumoroso e attraverso i canneti flessuosi.
Quattro pastori guidavano le vacche aiutati da nove cani veloci. In testa alla mandria due terribili leoni trattenevano con gli artigli un toro che, emettendo profondi muggiti, veniva azzannato; i giovani e i cani lo cercavano, ma i leoni, dopo aver lacerato la pelle del toro, ne mangiavano le interiora e ne bevevano il sangue nero; i pastori aizzavano i cani contro i leoni, ma questi non avevano il coraggio di attaccare le belve e si limitavano ad avvicinarsi e ad abbaiare con forza.
L'illustre zoppo [Efesto] vi disegnò un pascolo di pecore in un'ampia valle, con stalle, recinti e capanne col tetto.


lunedì 6 novembre 2017

FRASI COL PRESENT SIMPLE

Alcune frasi con il present simple 


  • My sister loves Justin Bieber
  • Paul looks very nice
  • Jane has breakfast everyday
  • Sometimes I drink beer
  • We ride a bike every weekend
  • I play computer games in my bedroom
  • They see their parents every week
  • I get up at 7 o' clock every morning
  • I like chicken soup
  • The children usually go to bed at 9 o'clock
  • George often draws funny animals at school
  • I close the window when it's cold
  • She watches a lot of cartoons
  • Mike lives in a big house in the centre of London
  • You go to the gym every day
  • I learn Spanish twice a week
  • She comes from France
  • He speaks German very well
  • Laura and I study together on Saturdays
  • My mom washes the dishes every day
  • The British drink tea
  • My mother works as a nurse
  • We live in Florida
  • My dad always walks the dog
  • We often go to the cinema
  • He swims every morning
  • They go on holiday every summer
  • It usually snows in the winter
  • My sister plays tennis on Sundays
  • The shopping center closes at 7 p.m. 


sabato 4 novembre 2017

RACCOLTA DI DOMANDE SUI FILOSOFI GRECI

Una serie di domande sui primi filosofi greci (Talete, Anassimandro, Anassimene, Pitagora, Eraclito, Parmenide, Empedocle, Anassagora, Democrito) per prepararsi ad una verifica o ad una interrogazione

  • Qual è l'archè per Talete, Anassimandro e Anassimene? 
  • Cos'è l'apeiron per Anassimandro? 
  • Spiega il nascere e il divenire delle cose nella filosofia di Anassimandro
  • Quale analogia c'è, in Anassimene, tra aria e soffio?
  • Spiega brevemente la condensazione e la rarefazione in Anassimene
  • Qual è la differenza tra arché e physis?
  • In che senso per i pitagorici il numero è il principio delle cose? 
  • Come definivano il numero 1 i Pitagorici?
  • Cosa portò alla crisi della scuola pitagorica?
  • Quali sono i dieci opposti per i pitagorici? 
  • Che significato assume l'opposizione tra limite e illimitato nella filosofia pitagorica?
  • Spiega la dottrina della musica in Pitagora
  • Rapporto di Pitagora con la religione
  • Cosa rappresenta il logos per Eraclito?
  • Da cosa si lascia ingannare l'uomo nel corso della sua vita secondo Eraclito?
  • Qual è l'arché per Eraclito? 
  • Perché tutto scorre nella realtà secondo Eraclito?
  • Quali sono le due forme di verità individuate da Parmenide? 
  • Quali e quante sono le vie di ricerca secondo Parmenide? 
  • Perché il "non essere" non può essere pensato? 
  • Elenca alcuni attributi dell' Essere parmenideo
  • Che differenza c'è tra doxa e alètheia per Parmenide?
  • Perché Parmenide è considerato il padre dell'ontologia?
  • Qual'è la differenza sostanziale tra Eraclito e Parmenide che i fisici pluralisti tentano di riconciliare? 
  • Che differenza c'è tra le radici di Empedocle e i semi di Anassagora?
  • A chi appartiene la teoria del "simile conosce il simile"? Spiega brevemente
  • Di chi è la teoria del "simile conosce il dissimile"? Spiega brevemente
  • Quali sono le caratteristiche degli atomi per Democrito?


venerdì 3 novembre 2017

RIASSUNTO TETTONICA A PLACCHE

Oggi è stato dimostrato che i continenti si muovono l'uno rispetto all'altro, ma come perché si muovono?
La teoria della Tettonica a placche (formulata negli anni '60) spiega che la litosfera (cioè la parte rocciosa e più esterna del nostro pianeta) è divisa in grandi blocchi, le placche appunto, che galleggiando su uno strato di rocce fuse (il mantello), si muovono.

Quando due placche si allontanano--> si forma un oceano
Quando due placche si scontrano--> si forma una catena montuosa

Da cosa sono mosse le placche?
Si ritiene che le placche siano mosse dal grandissimo calore presente all'interno della Terra che causa dei movimenti convettivi--> le rocce fuse, che sono più calde, si muovono verso la superficie del mantello (esattamente come accade all'aria calda che tende a salire verso l'alto) e spingono le rocce che già si trovano in alto, spostandole lateralmente.
Una volta che le rocce si sono un po' raffreddate scendono verso il basso, lasciando nuovamente il posto alle rocce più calde e così via.. Questo movimento continuo di rocce dovrebbe spiegare lo scontro e l'allontanamento delle placche terrestri.
Secondo un'altra teoria anche l'attrazione solare e lunare e la rotazione terrestre avrebbero un ruolo nel movimento delle placche.

Ci sono 7 placche maggiori-->

  • Placca Indoaustraliana
  • Placca Africana
  • Placca Euroasiatica
  • Placca Nordamericana
  • Placca Sudamericana
  • Placca Pacifica 
  • Placca Antartica
e anche una serie di placche "minori" come quella arabica, caraibica, di Cuzco, etc. 

Margini delle placche
Le zone di contatto fra le placche si chiamano margini e ce ne sono di 3 tipi a seconda del movimento:
  • margini trasformi: le placche scivolano orizzontalmente andando in direzione opposta
  • margini divergenti: le placche si separano e si formano i mari (e poi gli oceani)
  • margini convergenti: le placche si scontrano (e si formano le catene montuose)




Nel caso di placche convergenti (cioè che si scontrano) si verifica il fenomeno della
subduzione--> una delle due placche scivola sotto l'altra e va a finire nel mantello. Qui, a causa del grandissimo calore, si scioglie diventando roccia fusa.
Anche in questo caso possiamo avere 3 tipi di "scontro"

  • placca oceanica + placca continentale (la placca oceanica scivola sotto la placca continentale)

  • placca oceanica + placca oceanica (si formano catene di vulcani sottomarini che, con l'andare del tempo emergono creando gruppi di isole vulcaniche [le Aleutine ne sono un esempio]

  • placca continentale + placca continentale (si formano le catene montuose, ad esempio l'Himalaya o le Alpi)

domenica 29 ottobre 2017

SPIEGAZIONE FACILE SUL COMUNISMO

Spiegazione semplice sull'ideologia comunista, adatta a ragazzi delle scuole medie 

Cos'è il comunismo?

E' un'ideologia socio-politica basata sulla proprietà comune dei beni (case, terreni, etc), dei mezzi di produzione (macchine, utensili, fabbriche) e dei servizi (scuole, trasporti).

Il comunismo prevede l'assenza di classi sociali (non ci sono più “ricchi” e “poveri”→ poiché tutti possiedono la stessa ricchezza -cioè poco o nulla- tutti sono uguali).

Il comunismo mette al primo posto l'interesse della comunità (quindi di tutti i cittadini) per garantire a tutti un “benessere” di base, cioè le condizioni che consentano a tutti di vivere in maniera dignitosa: un lavoro per tutti, una casa per tutti, cure mediche per tutti, istruzione per tutti.

Come pensa il comunismo di attuare questo piano sociale? Attraverso una pianificazione economica che diriga e regoli sia la produzione che la distribuzione dei beni. 


Karl Mark è stato uno dei maggiori fautori del comunismo. 
Dove ha preso le sue idee Marx?
Dai socialisti utopisti francesi (Fourier, Saint-Simon) e dai filosofi tedeschi Hegel e Feuerbach, che gli fornirono appunto un sostrato filosofico su cui fondare il proprio sistema.
Le teorie economiche che lo influenzarono maggiormente furono quelle di Adam Smith e David Ricardo.

Una frase che può ben spiegare come Marx vedesse il sistema sociale è
Ognuno secondo le sue capacità, a ognuno secondo i suoi bisogni
Cosa intendeva con questo? Che tutti dovevano partecipare, attivamente, all'impianto sociale: in base alle proprie capacità, al proprio sapere, alla propria conoscenza ognuno doveva contribuire al benessere comune e, nello stesso tempo, ricevere da altri in base ai propri bisogni, non di più e non di meno.
Secondo Marx, quindi, tutti partecipano ai processi di produzione e tutti avranno accesso in egual modo a ciò che viene prodotto. In questo modo le classi sociali si annullerebbero e non avrebbe più senso la lotta di classe (il povero che vuole diventare ricco, il ricco che vuole diventare più ricco del suo amico ricco, etc. etc.).
Dove si affermò maggiormente il comunismo?
Nell'Europa dell'Est (Russia soprattutto) e Asia (Cina soprattutto).
Nei paesi occidentali (Europa, America), invece, continuò ad esistere un'economia di tipo capitalista.





Ancora oggi ci sono molti paesi in regime comunista (Cina, Laos, Cambogia, Cuba, Nord Corea, Cipro, Nepal, etc.). 

venerdì 27 ottobre 2017

PARAFRASI A SILVIA LEOPARDI

Silvia, ricordi ancora
quel tempo della tua vita
quando la bellezza risplendeva
nel tuo sguardo sorridente e timido
e tu felice e pensierosa
entravi nell'età della giovinezza?

Le stanze della tua casa e le vie vicine
risuonavano del tuo continuo canto,
quando ti dedicavi ai lavori femminili,
contenta del dolce futuro che immaginavi per te.
Era il mese di Maggio, profumato di fiori,
e tu di solito trascorrevi così le tue giornate.

Io a volte lasciavo gli studi e le carte
sui cui mi affaticavo e su cui consumavo
me e la mia giovinezza,
e dai balconi della casa di mio padre
ascoltavo il suono della tua voce
e anche quello della tua mano che correva veloce sulla tela,
frutto del tuo faticoso lavoro.

In quei momenti osservavo anche il cielo sereno,
le vie illuminate dalla luce e gli orti,
da una parte (osservavo), lontano, il mare e dall'altra le montagne.
Non ci sono parole umane per descrivere
ciò che allora provavo dentro di me.

Che pensieri dolci,
che speranze, che sentimenti, Silvia mia!
Come ci apparivano allora la vita e il destino!
Quando ricordo una così grande speranza
mi sento oppresso da un sentimento doloroso
e disperato e torno
a dispiacermi della mia sventura.
O natura, o natura,
perché non dai nell'età adulta
quello che prometti nella giovinezza?
Perché inganni così tanto i tuoi figli?

Tu, prima che l'inverno inaridisse le piante,
morivi, o giovinetta, combattuta e vinta
da una malattia nascosta. E non riuscivi a vivere
interamente gli anni della tua giovinezza;
e non allietavano il tuo cuore
i complimenti rivolti ai tuoi capelli neri
o al tuo sguardo innamorato e timido;
e neppure potevi parlare d'amore
con le tue compagne nei giorni di festa.

Dopo poco tempo moriva
anche la mia dolce speranza di felicità: anche alla mia vita
il destino ha negato la giovinezza. Ahimè come,
come te ne sei andata in fretta,
amata compagna della mia giovinezza,
mia speranza sempre rimpianta!
E' questa la vita che sognavamo?
Sono questi i piaceri, gli amori, i progetti, gli eventi
di cui abbiamo a lungo parlato insieme?
E' questo il destino dell'uomo?
All'apparire della verità della vita,
tu, misera speranza, svanisti: e con la mano
mi mostravi da lontano
una tomba nuda e la fredda morte.

martedì 24 ottobre 2017

IL CONCILIO DI TRENTO IN BREVE

Cos'è= riunione universale di tutti i Vescovi della Chiesa Cattolica (insieme al Papa e altre figure di rilievo)

Quando= dal 1545 al 1563 (dura 18 anni, ma 4 anni effettivi di lavori.. le altre sono interruzioni!)

Dove= a Trento e a Bologna

Perché= Per riformare la Chiesa Cattolica (Controriforma) dopo la Riforma Protestante di Lutero


Il Concilio di Trento fu molto importante per la Chiesa Cattolica perché servì a riaffermare i suoi princìpi (che Lutero aveva contestato con le sue Tesi) e per rivitalizzare la propria immagine che si era andata offuscando in molte parti d'Europa.

Come dicevamo il concilio durò per ben 18 anni, con varie interruzioni, e si articolò in 3 fasi:

PRIMA  FASE - 1545 - 1547

La Germania, dopo la scomunica di Lutero, aveva richiesto al Papa un concilio ecumenico, ma Papa Clemente VII non si decideva a convocarlo (temeva che la sua autorità venisse messa in discussione).
Il suo successore, Paolo III, era invece convinto che la riforma della Chiesa Cattolica potesse avvenire solo dopo un concilio che infatti fu indetto (varie volte, ma senza successo!) e finalmente inaugurato il 13 Dicembre 1545 a Trento.

Perché il concilio si tenne a Trento?
Paolo III scelse proprio questa città perché Trento geograficamente era italiana, ma apparteneva al Sacro Romano Impero--> il Papa voleva mostrare la volontà della conciliazione fra poteri opposti (papale e imperiale) e fra cattolici e protestanti.
I protestanti, però, seppur convocati non si presentarono; la delegazione francese era esigua, poco più numerosa quella spagnola, mentre dall'Inghilterra e dalla Scozia giunse solo un vescovo per nazione..questa scarsa partecipazione impedì in definitiva una vera riunificazione della Chiesa Cattolica.

In questa prima fase il Concilio si occupò delle grandi questioni teologiche--> fede, peccato originale, interpretazione delle Sacre Scritture, giustificazione e sacramenti (cioè tutte le questioni che erano state contestate da Lutero)
Per tutte queste questioni la Chiesa ribadì la propria posizione senza praticamente cambiare nulla rispetto al passato.
Il concilio si interruppe per una serie di conflitti a livello internazionale (anche fra il Papa e Carlo V).


SECONDA FASE  -  1551 - 1552

Intanto era diventato Papa Giulio III.
A questa fase del concilio parteciparono inizialmente anche alcuni vescovi riformati provenienti dalla Germania, ma il tentativo di conciliazione non portò a nulla perché non si arrivò ad un compromesso fra le posizioni di cattolici e protestanti.
Furono quindi riprese le questioni sui sacramenti e si parlò soprattutto di Eucarestia.
I lavori si interruppero nuovamente per la guerra tra Carlo V e Enrico II (Re di Francia).

TERZA FASE   -  1562 - 1563

In quest'ultima fase si susseguirono vari pontefici: Paolo IV pubblicò nel 1559 l'Indice dei Libri Proibiti e poi, con Papa Pio IV, si arrivò alla conclusione definitiva del Concilio.
Nell'ultima fase si discusse soprattutto dell'obbligo per i Vescovi di risiedere presso la diocesi di appartenenza e di alcune questioni legate agli obblighi dei prelati (celibato, abito talare, etc).


COSA STABILI' IL CONCILIO DI TRENTO

  • Solo la Chiesa e il Clero potevano interpretare le Sacre Scritture (e quindi la parola di Dio) che dovevano continuare ad essere divulgate in latino
  • La Salvezza era possibile grazie alle opere di bene amministrate dalla Chiesa
  • I Sacramenti rimanevano 7 ed erano tutti validi
  • La Verginità di Maria fu ribadita
  • Il Purgatorio esisteva
  • Il culto dei Santi e delle loro reliquie era valido
  • La Chiesa poteva ridurre le pene terrene attraverso le indulgenze
  • Furono istituiti i seminari--> luoghi dove si formavano i nuovi ecclesiastici (i preti)
  • Si riaffermò che i vescovi dovessero risiedere presso la propria diocesi
  • Si riaffermò che i preti dovessero indossare sempre l'abito talare e che non potessero sposarsi

sabato 21 ottobre 2017

RIASSUNTO DERIVA DEI CONTINENTI

Tramite misurazioni effettuate da satelliti, oggi siamo certi che i continenti si muovano l'uno rispetto all'altro, ma questa idea nacque per la prima volta intorno al 1500. Fu poi il geologo Wegener, nel 1912, a presentare per primo la teoria della deriva dei continenti.

Secondo questa teoria 200 milioni di anni fa tutte le terre erano unite in un unico blocco chiamato Pangea (e vi era anche un solo grande oceano, la Panthalassa).


Quali prove portò a sostegno della propria teoria Wegener?


1) PROVE GEOGRAFICHE 
Guardando attentamente la cartina del mondo è chiaro che c'è una coincidenza delle coste di almeno 4 continenti (America del Nord, America del Sud, Africa ed Europa)



2) PROVE GEOLOGICHE
Sono state ritrovate rocce dello stesso tipo in continenti diversi e lontani. Potrebbe essere una coincidenza, ma più probabilmente se le rocce sono uguali è perché si sono formate nello stesso momento in determinate condizioni atmosferiche, climatiche, etc. Quindi è probabile che queste rocce oggi così lontane fossero un tempo unite.



3) PROVE FOSSILI
Sono stati ritrovati gli stessi resti fossili di piante e animali in continenti diversi e lontani. E' molto improbabile che animali terrestri abbiano potuto attraversare un oceano (così come lo conosciamo oggi).

4) PROVE CLIMATICHE
Sono state ritrovate tracce di una glaciazione in area tropicale--> è improbabile che, dai poli, la glaciazione potesse arrivare così lontano.. Queste tracce sono spiegabili solo supponendo che i continenti fossero allora riuniti in un super-continente collocato nei pressi del Polo Sud.


giovedì 19 ottobre 2017

ESEMPI TESTO OGGETTIVO E SOGGETTIVO

TESTO OGGETTIVO
TESTO SOGGETTIVO
Le parole sono “neutre”, denotative in quanto non dicono nulla circa le emozioni di chi racconta o parla. I testi oggettivi infomano, ma non fanno provare sentimenti (positivi o negativi) riguardo a quanto descrivono.
Vediamo un esempio:
Le parole sono “connotative”, cioè portano con sé un'impressione, un giudizio (negativo o positivo) su quanto stanno descrivendo.
Vediamo un esempio:
Giovedì mattina c'era una coda di 3 chilometri sul raccordo anulare. Ci ho messo un'ora per arrivare in ufficio.
Giovedì mattina c'era una coda interminabile sul raccordo anulare! Ci ho messo un'infinità di tempo per arrivare in ufficio.
Sappiamo che questa persona è stata in coda per un'ora, ma non sappiamo niente di cosa pensi riguardo al traffico e all'esperienza di rimanere in coda..
In questo caso sappiamo esattamente come si sentiva la persona che era in coda.. l'aggettivo “interminabile” e la locuzione “un'infinità di tempo” connotano una visione negativa dell'esperienza di stare in coda per un'ora




Vediamo altri esempi di uno stesso testo trasformato da oggettivo a soggettivo


TESTO OGGETTIVO

TESTO SOGGETTIVO

A Marzo dello scorso anno volevo cambiare una maglietta da Bollyvood, ma non ho potuto farlo: era un regalo e non avevo lo scontrino.

Il servizio clienti di Bollyvood è veramente pessimo: l'anno scorso, a Marzo, solo perché non avevo lo scontrino, non hanno voluto cambiarmi una maglietta che mi era stata regalata.. neanche fosse colpa mia!

Il trend delle mini-case è in crescita: l'anno scorso ne sono state prodotte circa 7 milioni. Le tiny-houses hanno in genere una superficie che va dai 10 ai 30 metri quadrati e sono fornite di tutto il necessario per vivere. Spesso possono essere montate su ruote per essere trasportate dove si vuole.

Le case in miniatura sembrano essere oggi la nuova frontiera dell'abitare: nonostante siano molto piccole contengono tutto l'essenziale per vivere bene, tagliando sprechi e consumi eccessivi. Hanno anche la grande comodità di poter essere montate su ruote ed essere trasportate dove si vuole.

I selfie-stick sono piccoli bastoni telescopici che permettono di tenere il telefono distante mentre si scatta una foto.

Recentemente ero alla recita di mio nipote e una signora accanto a me ha registrato tutta lo spettacolo tenendo il telefono con uno di questi bastoni.

Come se non bastasse la moda dei selfie, ora è arrivato anche il selfie-stick! In pratica ti porti dietro un bastone telescopico a cui attacchi il telefono per scattarti una foto da lontano.. peccato che con questo aggeggio infernale riesci ad entrare nel campo visivo di qualunque altra persona sia nelle vicinanze!! Figurati che sono stata alla recita di mio nipote e non ho visto praticamente niente perché davanti a me avevo una sciroccata che riprendeva lo spettacolo con questo aggeggio occupandomi tutta la visuale!

Quest'estate insieme ai miei genitori ho visitato le Grotte di Frasassi. Le grotte sono state scoperte intorno al 1948 e in seguito sono state aperte al pubblico che può visitarle seguendo vari percorsi. La nostra visita è durata circa due ore.

Che figata ragazzi! Ques'estate sono stato coi miei genitori a vedere le grotte di Frasassi. Sono bellissime! Furono scoperte nel 1948 e poi vennero aperte al pubblico perché tutti potessero ammirare una tale meraviglia! Le visite sono organizzate seguendo vari percorsi; noi abbiamo fatto un bellissimo giro, simile ad un'avventura, che è durato due ore, ma il tempo è volato in un attimo!


martedì 17 ottobre 2017

PARAFRASI DEH SPIRITI MIEI QUANDO MI VEDETE CAVALCANTI

Parafrasi della poesia di Guido Cavalcanti "Deh spiriti miei quando mi vedete"



Deh, spiriti miei, quando mi vedete
con tanta pena, come non mandate
fuor della mente parole adornate
di pianto, dolorose e sbigottite?


5Deh, voi vedete che ’l core ha ferite
di sguardo e di piacer e d’umiltate:
deh, i’ vi priego che voi ’l consoliate
che son da lui le sue vertù partite.

I’ veggo a luï spirito apparire
10
alto e gentile e di tanto valore,
che fa le sue vertù tutte fuggire.

Deh, i’ vi priego che deggiate dire
a l’alma trista, che parl’ in dolore,
com’ ella fu e fie sempre d’Amore.



PARAFRASI

Oh miei spiriti, quando vedete che
soffro così tanto, perché non fate uscire 
dalla mia mente parole che sanno di 
pianto, piene di dolore e di stupore?

Oh, voi vedete il mio cuore ferito  
a causa dello sguardo, della bellezza e dell'umiltà,
allora vi prego di consolarmi
perché proprio dal mio cuore se ne sono andate tutte le virtù. 

Io vedo che a al mio cuore appare uno spirito
elevato, gentile e di grande valore,
che fa fuggire tutte le sue virtù

Allora vi prego, dite a quell'anima triste 
che si esprime con dolore, che è sempre
stata piena d'amore e sempre lo sarà.  




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