venerdì 21 aprile 2017

PROPOSIZIONI DA IMPLICITE AD ESPLICITE ESEMPI

PRINCIPALE

SUBORDINATA IMPLICITA

SUBORDINATA ESPLICITA

TIPO DI PROPOSIZIONE

Paolo ha telefonato

per essere informato

affinché fosse informato

FINALE

Fu arrestato

per aver rapinato una banca

perché aveva rapinato una banca

CAUSALE

Ho talmente sonno

da non poter tenere gli occhi aperti

che non posso tenere gli occhi aperti

CONSECUTIVA

Avvisami

prima di partire

prima che tu parta

TEMPORALE

Speriamo

di arrivare in tempo

che arriveremo in tempo

OGGETTIVA

Ti prego

di fare attenzione

affinché tu faccia attenzione

FINALE

Non sapeva

se accettare l'offerta

se avrebbe accettato l'offerta

IPOTETICA

Non ho capito

di averlo offeso

che l'avevo offeso

OGGETTIVA

Gesticolava

arringando la folla

mentre arringava la folla

TEMPORALE

Fu premiato

per aver salvato quella donna

poiché aveva salvato quella donna

CAUSALE

Partì

pur non avendo salutato tutti

anche se non aveva salutato tutti

CONCESSIVA


mercoledì 19 aprile 2017

RIASSUNTO APPARATO CIRCOLATORIO

Le funzioni dell'apparato circolatorio sono

  • nutritiva=fornire alle cellule le sostanza necessarie (ossigeno, proteine, vitamine, etc.)
  • depurativa=portare via da organi e tessuti i prodotti di rifiuto (anidride carbonica)
  • di difesa dell'organismo (attraverso i globuli bianchi)
  • termoregolatrice=mantenere la temperatura interna del corpo stabile sui 37°
  • regolazione degli apparati (attraverso gli ormoni) 



Gli organi dell'apparato circolatorio sono: 
  • il cuore che pompa sangue nei vasi sanguigni
  • i vasi sanguigni che si dividono in--->  
arterie=portano il sangue ricco di ossigeno dal cuore agli organi
vene=portano il sangue ricco di anidride carbonica dagli organi al cuore
capillari=portano e raccolgono il sangue in ogni punto del corpo


Il sangue compie due circuiti
  • la circolazione polmonare (piccolo circolo) in cui il sangue va dal cuore ai polmoni e viceversa 
  • la circolazione sistemica (grande circolo) in cui il sangue va dal cuore a tutto il corpo

Piccola circolazione--->
1)il ventricolo destro spinge il sangue nei polmoni per ossigenarlo
2)il sangue ossigenato arriva all'atrio sinistro e da qui passa nel ventricolo sinistro
Grande circolazione--->
3)il ventricolo sinistro spinge il sangue attraverso l'aorta in tutto il corpo
4)il sangue torna nell'atrio destro
5)l'atrio destro spinge il sangue nel ventricolo destro (punto 1) e ricomincia il circolo

Il sistema circolatorio viene definito come "sistema chiuso" perché il sangue circola continuamente nei vasi sanguigni senza mai fuoriuscirne. 
Questo però non significa che il sangue non interagisca con altri apparati del nostro corpo---> 
  • c'è interazione coi polmoni dove avviene lo scambio ossigeno/anidride carbonica
  • c'è interazione con l'intestino perché è qui che il sangue preleva le sostanze nutritive da portare agli organi
  • c'è interazione con i reni perché qui il sangue cede le sostanze di rifiuto e l'acqua in eccesso.
Gli scambi con gli altri apparati avvengono tramite i capillari---> 

il cuore pompa il sangue nelle arterie che si ramificano in vasi più piccoli chiamati arteriole, le arteriole si ramificano in vasi ancora più piccoli, i capillari. I capillari si riuniscono poi nelle venule che a loro volta confluiscono nelle vene che riportano il sangue al cuore. 



Il cuore è un muscolo involontario situato nel torace tra i polmoni, leggermente spostato a destra. E' avvolto da una membrana protettiva--> il pericardio.

La frequenza cardiaca è il numero dei battiti al minuto
La gittata cardiaca sono i litri di sangue pompati al minuto

I movimenti del cuore sono 2:
sistole=movimento di contrazione
diastole=movimento di dilatazione

Ciclo cardiaco: il sangue arriva negli atri che si dilatano (diastole), quando sono pieni si contraggono (sistole) e spingono il sangue nei ventricoli che si dilatano a loro volta (diastole) e poi si contraggono (sistole) per spingere il sangue nelle arterie o nelle vene. 

mercoledì 12 aprile 2017

RIASSUNTO MARTIN LUTHER KING

Martin Luther King nasce ad Atlanta, in Georgia, il 15 Gennaio del 1929.
Compiuti gli studi superiori presso il Morehouse College, si iscrive all'Università di Boston dove incontra Coretta Scott che diventerà sua moglie e da cui avrà quattro figli: due maschi e due femmine.
Nel 1954 King è ordinato pastore presso la Chiesa Battista di Montgomery in Alabama.
Le pesanti discriminazioni a cui erano sottoposti gli afro-americani in quel periodo lo spingono a diventare un attivista nella lotta per la conquista dei diritti civili.
Quando Rosa Parks venne arrestata, nel 1955, King guidò l'azione di protesta contro i soprusi dei bianchi: la comunità afro-americana di Montgomery attuò un boicottaggio dei mezzi pubblici che durò ben 382 giorni.
Nonostante i ripetuti attacchi e le minacce ricevute dalla sua famiglia, Martin Luther King non perse mai la fede e la determinazione nei propri ideali, anche quando fu tratto in arresto dalla polizia locale. L'azione di boicottaggio ebbe infine un esito positivo: oltre all'abolizione della segregazione razziale sugli autobus, il boicottaggio ebbe risonanza in tutti gli Stati Uniti e da molte parti si levarono grida di protesta per il trattamento dei neri: la lotta per la conquista dei diritti civili era ufficialmente cominciata.
Divenuto Presidente della Conferenza dei Cristiani del Sud, King adottò subito i metodi di un altro leader pacifista, il Mahatma Gandhi: portò le sue idee in tutto il paese, viaggiò, tenne moltissimi discorsi, incontrò leader politici, pubblicò articoli e libri per diffondere il suo messaggio di pace e libertà.
Il suo discorso più famoso è quello pronunciato a Washington, presso il Lincoln Memorial, davanti a una folla di 250.000 persone. King parlò del suo sogno, della speranza che un giorno i suoi figli avrebbero vissuto in un mondo libero, un  mondo in cui  non sarebbero più stati giudicati per il colore della loro pelle. (A questo link un estratto del discorso "I have a dream")
Nel 1964, a soli 35 anni, fu insignito del Premio Nobel per la Pace.
Venne tragicamente assassinato il 4 Aprile 1968 mentre si trovava sul balcone dell'Hotel Lorraine, a Memphis, dove si stava preparando per guidare un'altra marcia di protesta in difesa dei lavoratori.
E' sepolto presso il King Center, ad Atlanta, dove ogni giorno la sua tomba è meta di pellegrinaggi e omaggi floreali. Il suo epitaffio recita: "Free at last" (Finalmente libero)
Martin Luther King è oggi ricordato in tutto il mondo per i suoi famosi discorsi e per la forza con cui sostenne i principi di uguaglianza e libertà.
Ogni anno, il terzo lunedì di Gennaio, gli Stati Uniti celebrano una giornata di festa in suo onore, il Martin Luther King Day, per ricordare la sua importanza nella storia della nazione.


lunedì 10 aprile 2017

PLINIO IL VECCHIO RIASSUNTO

Nasce a Como nel 23 o 24 d.C. da una famiglia di ceto equestre. Funzionario imperiale, fece parte dell'esercito di Tito e fu uno dei più stretti collaboratori di Vespasiano. Quando erutta il Vesuvio, nel 79 d.C., si trova a Miseno dove ha il comando della base navale. Imbarcatosi per osservare meglio
l'eruzione, muore per asfissia o per collasso cardiaco.

Molte opere di Plinio sono andate perdute. Era un instancabile lettore: impiegava qualunque momento per leggere e, se non poteva farlo personalmente, incaricava qualcuno di leggere per lui.
L'unica opera pervenuta per intero è la Naturalis Historia--> 37 libri riguardanti le scienze della natura (geografia, cosmologia, metallurgia, mineralogia, materiali per le arti, etc.).

Epistola dedicatoria: dedica l'opera a Tito e scrive l'epistola nel 71 in occasione della pubblicazione dell'opera. Nell'epistola espone la novità della sua opera: nessun pregio letterario, solo una descrizione della natura anche nei suoi aspetti più umili, tanto da dover usare termini "rustici" e "barbari". Il lessico è ricchissimo, anche di termini tecnici.
L'opera ha carattere tecnico-scientifico e uno scopo pratico: era una sorta di enciclopedia di carattere "compilativo", ma per noi importantissima perché riporta dati e informazioni di testi ormai perduti.
Plinio non indaga le cause dei fenomeni, ma si preoccupa soprattutto di accumulare quanti più dati e informazioni ha di un determinato argomento. Non è sempre del tutto acritico: contesta e respinge ciò che non gli sembra accettabile, non su base scientifica, ma basandosi sul buon senso.

Mirabilia: grande attenzione di Plinio per fatti straordinaria ed eccezionali. Tramanda notizie curiose e leggendarie derivate anche dalla cultura greca, che nel Medioevo e oltre furono ritenute reali (poi smentite dalla scienza moderna).

Prefazioni-Digressioni: in queste parti dell'opera emerge la personalità di Plinio e il suo moralismo: critica la corruzione dei costumi, l'avidità di ricchezze, la ricerca del lusso e del piacere. Tutte queste cose si accompagnano al progresso della scienza e della tecnica---> atteggiamento antitecnologico di Plinio: la vita dell'uomo può essere migliorata con lo studio della natura, ma ha timori di tipo superstizioso: non bisogna cercare di carpire alla natura i suoi segreti più nascosti. E' favorevole alla ricerca scientifica, ma è contro la tecnologia perché la considera un incentivo all'avidità e all'ambizione che sfocia nel lusso e nella corruzione morale.

lunedì 3 aprile 2017

POSIZIONE DELL'AGGETTIVO NELLA FRASE

L'aggettivo (sia qualificativo che non) può essere messo prima o dopo il nome a cui si riferisce, senza che la sua posizione ne alteri completamente il significato (quando è messo dopo il nome acquista in genere maggior risalto)

Esempio-->
La tua è una bella macchina---> La tua macchina è bella
E' un bravo ragazzo---> E' un ragazzo bravo


Ci sono però dei casi in cui uno stesso aggettivo acquista un significato del tutto diverso a seconda della sua posizione nella frase-->

Vediamo degli esempi per capire meglio:

Un uomo gentile---> un uomo cortese
Un gentil uomo----> un uomo nobile, onesto, dall'educazione impeccabile


Una macchina nuova----> una macchina non usata
Una nuova macchina---> un nuovo tipo di macchina


Un'unica condizione---> una sola condizione
Una condizione unica---> una condizione speciale


Usare colori diversi---> usare colori non uguali
Usare diversi colori---> usare molti colori


Una notizia certa--->una notizia sicura
Una certa notizia--->una notizia vaga, incerta (esattamente il contrario)


C'era una ragazza sola--->c'era una ragazza non in compagnia
C'era una sola ragazza---> c'era soltanto una ragazza


E' una domanda semplice---> è una domanda facile
E' una semplice domanda---> è soltanto una domanda


Betta ascolta qualunque discorso---> Betta ascolta tutti i discorsi
Betta ascolta un discorso qualunque---> Betta ascolta un discorso di nessuna importanza


Farò una cosa qualsiasi---> farò una cosa, non importa quale
Farò qualsiasi cosa---> farò tutto, ogni cosa



sabato 1 aprile 2017

PARAFRASI DIDONE ED ENEA LIBRO IV

Parafrasi del dialogo fra Didone ed Enea - Libro IV
Dal v. 296 al v. 396

La regina ebbe dei presentimenti- perché un'amante non può essere ingannata- e capì subito i progetti futuri e ciò che sarebbe successo, sentendosi troppo tranquilla.
Fu la Fama, portatrice di dolori, ad avvisarla che stavano preparando le navi ed erano pronti a partire.
Didone si aggira inquieta e furente per la città come una Tiade (una Baccante) eccitata quando è il tempo dei riti e il dio Bacco la richiama con fragore sul monte Citerone per le orge triennali.
Parla Didone
Didone si rivolge infine ad Enea dicendogli che forse lui sperava, traditore com'è, di poter nascondere una tale cattiveria e di riuscire ad andarsene da Cartagine senza dare spiegazioni. Poi gli chiede se non servano a trattenerlo il loro amore, il patto nuziale che avevano stabilito stringendosi la mano e il fatto che lei morirà sicuramente di dolore per questo abbandono.
Gli chiede se sia così crudele da prepararsi a partire di notte, d'inverno, quando i venti del nord ostacolano la navigazione. Poi gli domanda se, invece di essere alla ricerca di terre sconosciute e di luoghi lontani, partirebbe davvero per Troia -se fosse ancora in piedi- con il mare in tempesta.
Infine gli chiede se sta scappando da lei.
Poi lo prega, per il proprio dolore e per la mano destra di Enea- visto che nient'altro ha lasciato per sé disgraziata - per la loro unione, per il rito nuziale già iniziato, se un po' del bene di Enea ha meritato, o ha saputo regalargli un po' di dolcezza, di avere pietà di lei e del suo regno e di abbandonare, se le sue preghiere hanno valore, l'idea di partire.
Continua dicendo che a causa di Enea le popolazioni libiche e di Numidia ora la odiano e anche i Titi sono diventati suoi nemici; a causa sua lei ha perso per sempre la sua virtù e l'onore che la caratterizzavano. Gli chiede cosa le accadrà se lui, accolto come un ospite quando era in difficoltà, la abbandona. (Poi sottolinea che ormai Enea si comporta con lei solo come un ospite).
Si chiede cosa potrà aspettarsi ora, perché probabilmente Pigmalione distruggerà le mura della città o forse Iarba, re dei Getuli, la farà prigioniera per costringerla alle nozze.
Prosegue dicendo che sarebbe bello poter stringere fra le braccia il figlio di Enea, poterlo guardare mentre gioca nella corte e rivedere in lui il padre, in modo da non sentirsi abbandonata del tutto.
Questo dice Didone.
Parla Enea
Enea aveva lo sguardo fermo, col pensiero rivolto al proprio dovere, e cercava di contenere il dispiacere che sentiva nel cuore. Poi risponde brevemente a Didone dicendole che lui non potrebbe mai negare tutte le cose buone che lei ha fatto per lui e che mai proverà dispiacere nel ricordare il nome di Elissa, almeno fino a quando ricorderà il proprio nome e lo spirito sarà vivo nel suo corpo. Prosegue dicendo che le spiegherà brevemente cosa è accaduto. Lui non aveva mai pensato di nasconderle la sua partenza e neanche aveva mai pensato di sposarla o di essere arrivato ad un punto così importante della loro relazione. Prosegue dicendo che se i fati gli permettessero di avere la vita che desidera, egli tornerebbe a Troia, dove riposano i suoi cari, per ricostruire la rocca di Pergamo, caduta una volta a causa di Ercole e una volta a causa dei Greci. Spiega che adesso Apollo Grineo e gli oracoli della Licia gli hanno ordinato di andare in Italia e che questo deve essere il suo volere e che quella sarà la sua patria. Poi domanda a Didone perché non lascia che i Troiani trovino una nuova patria in Italia, visto che lei è al sicuro fra le mura di Cartagine, il regno che ama così tanto. Dice che anche i Troiani possono cercare regni sconosciuti. Dice che l'immagine del padre Anchise, ogni volta che scende la notte e le stelle brillano nel cielo, lo rimprovera e lo spaventa adirato per il suo comportamento; trattenendosi a Cartagine sta facendo un torto al figlioletto Ascanio, suo successore del regno d'Italia e delle terre che dal fato sono state a loro destinate.
Continua dicendo che anche Mercurio, inviato da Giove - e lo giura sulla propria testa e su quella di Didone - gli ha ordinato di partire; Enea stesso ha visto il dio coi propri occhi entrare attraverso i muri e ha sentito la sua voce con le proprie orecchie. Conclude suggerendo a Didone di smettere di piangere, perché non è solo per sua volontà che deve recarsi in Italia.
Parla Didone
Didone lo ha ascoltato con uno sguardo adirato, voltando gli occhi di qua e di là, squadrando Enea e infine lo aggredisce chiedendogli se sia davvero figlio di una dea e il capostipite della stirpe dei
Dardani o se se sia piuttosto figlio delle selvagge montagne del Caucaso e sia stato nutrito dalle tigri dell'Ircania. Gli chiede anche perché abbia finto e le abbia riservato un così grande affronto. Si domanda se Enea abbia mostrato dispiacere vedendola piangere o se abbia abbassato gli occhi. E se commosso, abbia anche lui versato qualche lacrima o abbia compatito la sua amata. Dice che non c'è offesa più grave di questa indifferenza. Continua dicendo che lo sguardo di Giunone e di Giove, sovrano dell'Olimpo, non sembrano più esprimere giustizia: ovunque regna una fragile lealtà.
Lei ha accolto Enea quando aveva fatto naufragio e aveva bisogno di tutto e aveva diviso con lui il proprio regno; aveva tratto in salvo le sue navi e salvato i suoi compagni dalla morte. Didone si sente travolgere dalla rabbia. Si lamenta perché Apollo, gli oracoli della Licia e Mercurio, inviato da Giove, gli hanno ordinato di partire. Questa cosa agita gli dei e turba la loro tranquillità. Poi dice di non voler trattenere Enea, non vuole ribattere alle sue parole. Lo invita ad andarsene, a cercare l'Italia spinto dal vento, attraverso il mare. Poi si augura, se gli dei avranno pietà di lei, che Enea possa naufragare sugli scogli e che allora possa a lungo invocare invano il nome di Didone. Gli dice che lo seguirà da lontano con fuochi maligni e che quando la morte sarà sopraggiunta il suo fantasma lo perseguiterà ovunque.
Continua dicendo che arriverà per lui il castigo e che lo sconterà nel regno dei morti.
Conclusione
Didone smette di parlare e fugge via, di schiena, sottraendo il suo sguardo a quello di Enea e lasciandolo lì, timoroso di parlare, ma con la voglia di farlo. Le ancelle accolgono Didone che sviene e la portano sul letto di marmo adagiandola sui cuscini. Enea vorrebbe calmare la sofferenza di Didone e confortarla, allontanando il dolore con le sue parole, ma, con molti lamenti e incerto nel camminare per il grande amore che prova, esegue l'ordine divino e ritorna alla flotta.

venerdì 31 marzo 2017

ETA' DEI FLAVI RIASSUNTO

Con la morte di Nerone nel 64 d.C. finisce la dinastia Giulio Claudia e inizia l'età dei Flavi.

Dopo una serie di lotte per il potere, sale al trono Vespasiano nel 69 d.C.
Proveniva da una famiglia di rango equestre, ma recente---> esponente del ceto emergente, Vespasiano promuove nuove costruzioni (ad esempio il Colosseo) e approva una legge che ufficializza i poteri dell'imperatore e regola la successione---> criterio ereditario.
A livello culturale Vespasiano promosse la scuola pubblica, aprì una nuova biblioteca, stipendiò retori del calibro di Quintiliano. Per capire la novità introdotta da Vespasiano bisogna ricordare che a Roma la scuola era sempre stata privata, ma Vespasiano finanziò alcune cattedre di retorica dove si formavano i funzionari imperiali: questa scuola aveva il compito di preparare i futuri collaboratori del princeps.


Vespasiano resta al potere per 10 anni e, alla sua morte, gli succede il figlio Tito che avrà un regno breve, ma molto apprezzato per la vittoria contro gli Ebrei ribelli e per le campagne militari nel nord della Britannia.
Sotto Tito viene terminato l'Anfiteatro Flavio. In questi anni ci furono anche alcune gravi calamità come l'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. (documentata da Plinio il Vecchio) e nell'80 d.C. un incendio a Roma seguito da una terribile epidemia.
A livello culturale anche Tito fu persona molto colta e interessata alle arti.


Tito muore nell'81, senza avere eredi diretti: gli succede il fratello Domiziano che instaura una monarchia assoluta di stampo orientale: l'imperatore si attribuiva poteri divini e come tale voleva essere venerato dai suoi sudditi.
A livello politico fu molto attivo nell'espansione dell'impero e stabilì misure protezionistiche per l'agricoltura italica minacciata dalle produzioni delle province. Tito muore nel 96 per una congiura di aristocratici.
Domiziano si dedicò personalmente alla poesia, istituì dei Ludi e dei concorsi letterari. Era odiato dai senatori romani per cui l'immagine che emerge dagli intellettuali dell'epoca è quella di un tiranno, persecutore di scrittori e filosofi non in linea con il suo pensiero. Mise a morte molti esponenti dello Stoicismo. Prosegue quell'azione di controllo della vita intellettuale che era iniziata anni prima con la dinastia Giulio Claudia.



Dopo l'esperienza di Domiziano, il Senato si preoccupa che al potere salgano persone capaci di governare--> diventa imperatore Nerva, esponente dell'antica nobiltà romana. Il suo regno durò solo due anni, ma Nerva si impegnò molto per rimediare ai danni provocati da Domiziano: provò a risanare le finanze statali, donò terre ai nullatenenti e liberò molti prigionieri politici di Domiziano.
Nel 97 adotta Traiano, comandante militare spagnolo: con Nerva nasce il Principato Adottivo--> era l'imperatore in carica a scegliere il suo successore, adottandolo. In questo modo si salvaguardava il criterio dinastico (caro al popolo) e il criterio meritocratico (caro al Senato).


Traiano governa dal 98 (morte di Nerva) al 117. Fu il primo imperatore di origine provinciale. Volle espandere l'impero--> conquista la Dacia ricca di oro con cui finanziò opere pubbliche: nuovo foro, mercati, terme, ampliamento del porto di Ostia, strade, etc. Attuò anche provvedimenti economici istituendo gli Alimenta--> prestiti di denaro agli agricoltori.
Massima espansione dell'impero sotto Traiano
Nel 114 si volge a Oriente e occupa Armenia, Assiria, Mesopotamia. Sotto Traiano si ha la massima espansione dell'impero e un periodo di benessere economico, con una notevole fioritura delle arti e delle lettere. A livello culturale scrisse personalmente alcune opere come il "De Bello Dacico" (opera andata perduta) e poesie sia in latino che in greco. Finanziò cattedre pubbliche di retorica, filosofia e diritto. Traiano rappresenta la figura di "optimus princeps" per eccellenza.
Muore improvvisamente nel 117 e sul letto di morte adotta Adriano.


Scorcio di Villa Adriana a Tivoli
Adriano regna dal 117 al 138. Sale al trono a 41 anni. In politica estera adottò una politica difensiva e pacifica, rinunciando all'espansionismo che aveva caratterizzato i suoi predecessori. Consolidò i confini dell'impero costruendo grandi opere di fortificazioni lungo il Reno e il Danubio e il celebre Vallo in Britannia (oggi confine Inghilterra-Scozia). Sotto Adriano vi fu un periodo di pace, a parte una rivolta di Giudei in cui Gerusalemme venne distrutta e poi rifondata.
Adriano diede il via a molte opere urbane: Villa Adriana a Tivoli, ricostruzione del Pantheon, Castel Sant'Angelo, etc. A livello culturale pubblicò discorsi personali ed epistole.
Fu però un imperatore poco amato sia dal popolo che dal Senato.
Muore nel 138 d.C. dopo aver adottato Antonino.




giovedì 30 marzo 2017

RIASSUNTO IL RITRATTO OVALE DI EDGAR ALLAN POE

Racconto fra i più brevi di Edgar Allan Poe, Il Ritratto Ovale è ambientato all'inizio dell'800 in una località imprecisata degli Appennini.
La storia è narrata in prima persona dal protagonista, un uomo ferito, che, insieme al suo valletto Pedro, si introduce in un castello abbandonato per passarvi la notte.
I due scelgono di dormire in una delle tante stanze del castello: una camera riccamente adorna di quadri e pitture di ogni tipo.
Qui il protagonista trova un libretto dove vengono raccontate le storie dei quadri e, alla luce di un candelabro, si mette a leggerlo, mentre il valletto si assopisce.
Ad un certo punto, spostando il candelabro, nota un quadro che prima era rimasto nell'ombra e che lo colpisce immediatamente perché la giovane donna che vi è ritratta appare quasi viva.
Leggendo nel libretto, scopre che la donna era la moglie del pittore stesso: una giovane molto bella e amante dell'arte. Il marito aveva un giorno deciso di farle un ritratto e l'aveva fatta salire in una stanza buia e fredda in cima alla torre. Qui la donna aveva posato per lunghissime ore, mentre il marito, preso da una specie di delirio artistico, si era dimenticato di lei e di tutto il resto, tanto da non accorgersi che via via che il tempo passava la moglie deperiva, pendendo la sua bellezza, le forze, l'energia.
Arrivato il momento di dare l'ultima pennellata, aveva osservato il ritratto compiacendosi di quanto viva apparisse la moglie nel dipinto, accorgendosi poi che la donna che aveva di fronte era morta.

martedì 28 marzo 2017

CONFRONTO COMUNISMO FASCISMO NAZISMO



COMUNISMO

FASCISMO

NAZISMO

SIMBOLO

FALCE E MARTELLO

FASCIO

SVASTICA




LEADER

LENIN

MUSSOLINI

HITLER

QUANDO

1917-1989

1919-1945

1933-1945

DOVE NASCE

URSS

ITALIA

GERMANIA

ORIENTAMENTO POLITICO

SINISTRA

DESTRA

DESTRA

IDEOLOGIA

Sistema socio-economico basato sulla proprietà comune dei mezzi di produzione

Ideologia secondo cui il governo ha il totale controllo sui cittadini e sulla loro vita

Dittatura che ha il controllo completo sui cittadini (di razza ariana!) e sulla loro vita

BACKGROUND CULTURALE

Teorie di Karl Marx ed Friederich Engels

“Manifesto degli intellettuali fascisti” e “Manifesto del Fascismo” (Giovanni Gentile)

Mein Kampf

ESSENZA

Abolizione della proprietà privata

Controllo totale da parte dello stato

Esaltazione della razza ariana

NEMICI

Capitalismo (crea differenze sociali)

Socialisti e democratici e tutti coloro che si oppongono al regime

Ebrei e minoranze etniche

STRUTTURA POLITICA

Partito unico, un solo leader + Politburo (in pratica una dittatura)

Partito unico, un solo leader (una dittatura)

Partito unico, un solo leader (una dittatura)

STRUTTURA ECONOMICA

Il governo controlla i mezzi di produzione

Stato corporativo

Capitalismo e proprietà privata a servizio dello Stato

SOCIETA'

I cittadini sono tutti uguali, non ci sono classi sociali

Lo stato è al di sopra di tutti i cittadini

Disuguaglianza fra le razze

NAZIONALISMO

IMPERIALISMO

No (avrebbe creato disugaglianza sociale)

Sì (per il prestigio della nazione)

Sì (affermazione superiorità della razza ariana)

REPRESSIONE LIBERTA' INDIVIDUALI


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