lunedì 28 settembre 2015

IL GELSOMINO NOTTURNO ANALISI E COMMENTO

Il Gelsomino Notturno - Giovanni Pascoli 




E s’aprono i fiori notturni,
nell’ora che penso ai miei cari.
     Sono apparse in mezzo ai viburni
     le farfalle crepuscolari.

5 Da un pezzo si tacquero i gridi:
là sola una casa bisbiglia.
     Sotto l’ali dormono i nidi,
     come gli occhi sotto le ciglia.

9 Dai calici aperti si esala
l’odore di fragole rosse.
     Splende un lume là nella sala.
     Nasce l’erba sopra le fosse.

13 Un’ape tardiva sussurra
trovando già prese le celle.
     La Chioccetta per l’aia azzurra
     va col suo pigolio di stelle.


 17 Per tutta la notte s’esala
l’odore che passa col vento.
     Passa il lume su per la scala;
     brilla al primo piano: s’è spento...

21 È l’alba: si chiudono i petali
un poco gualciti; si cova,
     dentro l’urna molle e segreta,
     non so che felicità nuova.


Parafrasi 
Di sera, quando in giardino si schiudono i fiori del gelsomino e le farfalle notturne iniziano a volare tra i viburni, il poeta pensa ai suoi cari.
Il silenzio avvolge ogni cosa, solo da una casa lontana si sente ancora qualche bisbiglio. Gli uccellini dormono nei nidi, come gli occhi riposano sotto le ciglia; dai calici aperti dei gelsomini si diffonde un profumo che sembra quello delle fragole mature. Nella casa splende una luce e nel cimitero l’erba cresce lentamente sopra le fosse. 
Un’ape ronza: è arrivata tardi all'alveare e ha trovato le cellette occupate. La costellazione delle Pleiadi splende nel cielo azzurro e procede come una chioccia, seguita dalle sue stelline. Per tutta la notte il vento diffonde il profumo del gelsomino; nella casa il lume sale lungo le scale e poi si spegne. È l’alba: le corolle del gelsomino si chiudono, un po’sciupate: dentro un’urna umida e segreta sta nascendo una nuova felicità.

Struttura 
Sono versi novenari- a rima alternata abab cdcd efef - organizzati in 6 quartine.
I primi due versi di ogni strofa descrivono la natura, gli altri due, invece, si legano alle sensazioni personali del poeta. Questo schema (sottolineato anche dal punto fermo presente alla fine di ogni distico) non vale per l'ultima strofa che è un tutt'uno e che mostra, anche a livello sintattico, di racchiudere tutto il significato della lirica.
Prevale la paratassi-->ci sono più frasi coordinate che subordinate.
La lirica si apre con la congiunzione "E" come se i versi del poeta fossero una continuazione logica di qualcosa che è accaduto prima---> cioè il matrimonio dell'amico. 

Figure retoriche
Onomatope v. 6 bisbiglia - v. 13 sussurra - v. 16 pigolio
Enjambement  vv.9-10 (si esala/l'odore di fragole rosse), vv. 13 (sussurra/trovando già prese le celle),
 vv. 17-18 (s’esala/l’odore che passa)
Sinestesia= v. 10 (odore di fragole rosse)
Metonimie= v. 6 (una casa bisbiglia) [sono le persone dentro la casa a bisbigliare] e v. 7 (dormono i nidi) [sono le nidiate a dormire, i piccoli uccellini]
Similitudine=vv. 7 -8 (Sotto l’ali dormono i nidi, come gli occhi sotto le ciglia)
Chiasmo= vv. 7-8 (ali/ciglia - nidi/occhi)
Metafore
v. 9 calici aperti e v. 10 fragole rosse= metafore dell'organo sessuale femminile
vv. 13 e segg. l'ape che trova le celle occupate-->esclusione del poeta a godere delle gioie di una sposa
v. 23 = l'urna è metafora dell'ovario del fiore

Temi
Fecondazione della sposa/sessualità (fiori che si aprono, le fragole rosse, il lume che si spegne al primo piano, i fiori "gualciti")
Tema della morte (la sera, le farfalle crepuscolari, il pensiero dei propri cari, l'erba che cresce sulle tombe)
Tema dell'esclusione (ape che torna tardi all'alveare, il poeta che osserva da lontano la vita dentro la casa)
Tema del nido (il pensiero dei propri cari, la casa lontana, i bisbigli, il lume che indicano una vita familiare)

Contenuto e simbolismo
La poesia venne scritta in occasione del matrimonio dell'amico Gabriele Briganti e racchiude un forte simbolismo legato al matrimonio e all'amore coniugale. I fiori notturni che si aprono, il lume che sale le scale e poi si spegne al primo piano, dove solitamente sono collocate le camere da letto, i fiori sgualciti al mattino.. tutte queste immagini rimandano all'atto d'amore fra due sposi. Un tipo di amore da cui il poeta si sente escluso - lui è l'ape che è arrivata tardi e che ha trovato le cellette occupate- significa che a lui non è toccato di avere una famiglia, una sposa sua.. La sua famiglia è solo quella d'origine: è ai genitori morti, alla sorella che pensa quando arriva la sera e la coppia sale le scale per generare una nuova vita (la felicità dell'ultimo verso).
Da notare la forte contrapposizione fra amore e morte che pervade tutta la lirica: la notte è il momento in cui lui pensa ai suoi cari scomparsi ed è anche il momento in cui i due sposi si accingono a giacere insieme.
Il lume indica vita all'interno della casa e gli fa da contrappunto l'erba (anch'essa immagine di vita) che però cresce nel luogo dove riposano i defunti.
In generale si può dire che è difficile ricostruire una vera e propria trama nella poesia: la lirica è costituita da piccoli quadri a sé stanti. Non c'è lo svolgersi di un'azione, ma il susseguirsi di impressioni apparentemente disordinate e casuali, unite tra loro da un filo sottile più legato al sentimento che alla logica.

venerdì 25 settembre 2015

SCHEMA DEI ILIADE

DALLA PARTE DEI GRECI
DALLA PARTE DEI GRECI
DEI
MOTIVAZIONE
Atena ed Era
Sono offese dalla scelta di Paride
Poseidone
Pur avendo contribuito alla fondazione di Troia non aveva ricevuto il compenso pattuito da parte di Laomedonte (padre di Priamo
Efesto
E’ il marito di Afrodite e fabbrica le armi di Achille
Teti
E’ la madre di Achille
DALLA PARTE DEI TROIANI
Afrodite
Perché scelta da Paride come la più bella fra le dee
Ares
E’ dalla parte dei Troiani, ma viene ferito da Diomede
Latona, con i figli Artemide e Apollo
Perché i Greci hanno rapito Criseide, figlia di Crise sacerdote di Apollo
Scamandro
(dio-fiume)
E’ il protettore di Troia, ma verrà domato da Achille
Zeus
Perché i Troiani discendono da suo figlio Dardano

mercoledì 23 settembre 2015

ILIADE BREVE RIASSUNTO

L’Iliade inizia durante i nono anno della guerra di Troia.
Gli Achei (i Greci) hanno saccheggiato una città vicina portando via molti tesori e diverse schiave. Fra queste c’è Criseide, figlia di Criso, sacerdote di Apollo, che ne chiede la restituzione ad Agamennone. Questi rifiuta e Apollo si vendica mandando una pestilenza sull’accampamento. Agamennone si convince allora a restituire Criseide, ma pretende per sé Briseide, schiava di Achille. Scoppia una lite furibonda fra i due e Achille, ritenendo di aver subito un grave affronto, lascia l’accampamento. Nel frattempo viene stabilito di sospendere le ostilità e di lasciare che le sorti della guerra  vengano decise da un duello fra Paride (troiano) e Menelao (greco). Nello scontro è Menelao ad avere la meglio, i Greci vorrebbero che fosse proclamato vincitore, ma un troiano gli scaglia contro una freccia, interrompendo di fatto la tregua e riaccendendo una violentissima battaglia fra i due schieramenti.

Senza il valoroso Achille al loro fianco, i Greci subiscono gravi perdite e si decide di mandare una delegazione a chiedere il ritorno dell’eroe.
Achille non vuole tornare, ma acconsente che il suo carissimo amico Patroclo indossi  in battaglia le sue armi e la sua uniforme. Patroclo fa strage di troiani, ma viene ucciso da Ettore che lo scambia per Achille. Questi, venuto a sapere dell’accaduto, decide di vendicare l’amico e torna all’accampamento acheo. Qui viene accolto dalle scuse di Agamennone che invia alla sua tenda ricchi doni e la schiava Briseide. Achille scende in battaglia, uccidendo moltissimi troiani.
A questo punto Ettore decide di scontrarsi in duello con lui, ma ha la peggio e viene ucciso. Achille strazia il suo corpo, trascinandolo nudo sotto le mura della città. Dopo la sua vendetta, Achille può finalmente seppellire l’amico Patroclo.
Priamo, re di Troia e padre di Ettore, si reca all'accampamento per chiedere il corpo del figlio e Achille, commosso dal dolore dell’uomo, acconsente.
Priamo fa ritorno a Troia col corpo di Ettore, a cui verranno tributati grandi onori e funerali solenni. 

martedì 22 settembre 2015

RIASSUNTO NASCITA FILOSOFIA ABBAGNANO

Riassunto del capitolo I - La Grecia e la nascita della filosofia - Abbagnano/Fornero
(circa 25 pag.)


Il mondo occidentale riconosce nella Grecia antica la culla del pensiero filosofico, mentre gli orientalisti sostengono che i Greci sono stati solo i "ripetitori" di un sapere più antico, proveniente dall'Oriente.

Le filosofie orientali
L'Induismo si è sviluppato in India nel 1300 a.C. circa
Il Buddismo si è sviluppato in India nel 500 a.C. circa
Zarathustra si è sviluppato in Persia nel 600 a.C. circa
Il Taoismo si è sviluppato in Cina nel 600 a.C. circa

La filosofia orientale si concentrò sui problemi esistenziali e religiosi: la conoscenza porta alla salvezza--->il filosofo è un illuminato.
Secondo il Buddismo l'uomo attraverso la sofferenza arriva a 4 nobili verità:
  • la realtà del mondo è dolore
  • l'origine del dolore è la brama
  • la liberazione dal dolore arriva dal Nirvana (estinzione del desiderio)
  • la via di questa liberazione è indicata da Buddha [ottuplice sentiero]

Medicina-->inizialmente era strettamente collegata alla magia, poi gli Egiziani iniziarono a studiare le malattie secondo i disturbi. In Mesopotamia ci furono ottimi chirurghi.

Astronomia--> la studiarono soprattutto i Caldei

Matematica-->Egiziani e Babilonesi

Caratteri specifici della filosofia greca
I Greci vennero in contatto con molte popolazioni però la filosofia greca si distingue da quella orientale perché non è legata alla religione. E' una ricerca razionale, che qualunque uomo può portare avanti, mentre in oriente la sapienza (e quindi il filosofare) era riservata alla classe sacerdotale: non tutti gli uomini potevano fare filosofia.
Per questo la filosofia greca è profondamente diversa, quasi in antitesi con quella orientale.

C'è anche da ricordare la grande differenza di mentalità e situazione sociale:

In Oriente società statica, tradizionalista, autoritaria
In Grecia società dinamica, che andava verso l'uguaglianza e la democrazia

In Grecia non c'era una classe sacerdotale che detenesse l'unico sapere sacro derivante dalla parola divina come accadeva in Oriente--->tutto ciò permise al pensiero filosofico greco di svilupparsi in modo libero. 
Questa è la ragione per cui la filosofia greca non si è sviluppata a Sparta: perché qui c'era una società autoritaria e conservatrice.
La filosofia greca nasce invece nelle colonie ioniche (Asia Minore) perché in queste colonie circolavano genti, merci, persone, idee, influenze straniere, etc. 

Di cosa si occuparono i filosofi greci
Erano molto interessati alla politica perché vivevano da dentro l'esperienza della polìs.
Quando il sistema delle città-stato entra in crisi (nascita dei regni macedoni) anche la filosofia si allontana dagli aspetti politici e i filosofi si mettono a ragionare su altri temi (vita, morte, origine del mondo, etc.)

Va ricordato che la polìs era democratica sì, ma non era una democrazia come la intendiamo noi oggi-->la cultura, il dibattito politico erano comunque riservati a pochi (anche se la partecipazione del cittadino era sicuramente maggiore rispetto all'oriente).

Le cosmologie mitiche
Prima della filosofia la religione aveva provato a dare risposte sull'uomo e sulla realtà-->
Esiodo ne la "Teogonia" prova a ricercare il principio delle cose e la forza che le generò-->trova le risposte nel mito: il caos, la terra, l'amore sono entità mitiche secondo lui.
Ferecide di Siro-->nella sua cosmologia aveva distinto fra materia e forza organizzatrice del mondo.

I miti greci
Come altri miti sono il tentativo di spiegare alcuni aspetti della realtà
I miti sono tanti e diversi e sarebbe sbagliato cercare di dare loro un unico significato e un'unica funzione: sono forme di sapere, di cultura. Vanno contestualizzati nel tempo e nella società in cui hanno avuto origine e va considerato che essi costituirono un approccio adeguato allo spirito e alla cultura del tempo (quindi non devono banalmente essere visti come favolette o storielle).

I misteri e i Sette Savi
La religione dei Misteri si diffonde dal VI sec. a.C. --->ad essa appartennero il culto di Dioniso, il culto di Demetra e l'orfismo.

L'orfismo era un culto dedicato a Dioniso, la cui rivelazione originaria era attribuita al poeta Orfeo che era sceso nell'Ade. Lo scopo dei riti era purificare l'anima dell'iniziato in modo che la sua anima non trasmigrasse più (la trasmigrazione è il passaggio dell'anima da un corpo ad un altro dopo la morte). Il corpo era visto come una prigione per l'anima, quindi era un rito importantissimo.
Secondo gli orfici il pensare è un'attività che porta gli uomini verso la vita autentica (concetto che si ritroverà poi in Platone).

Leggenda dei Sette Savi
Ai Sette Savi si attribuivano brevi sentenze morali--> es. a Talete "conosci te stesso", a Solone "Prendi a cuore le cose importanti", etc. Sono motti di natura pratica o morale, ma rappresentano comunque una prima riflessione filosofica sul modo di condurre una vita saggia (che è ciò di cui si occuperanno principalmente i filosofi greci).

Importanza della poesia
In Omero per la prima volta si trova una legge che dà unità al mondo-->la fede nella giustizia che viene garantita dagli dei. Omero ci dice che il giusto trionfa e l'empio è punito.
Secondo Esiodo la legge è Dike, dea figlia di Zeus. L'infrazione di questa legge è la tracotanza (la hybris.)
Per Solone chi infrange la legge verrà punito e se si sottrae alla punizione la colpa ricadrà sui discendenti.
Il poeta Eschilo trattò a lungo nelle sue tragedie questa legge di giustizia.

Nome filosofia
Il termine filosofia compare tardi con un senso ben preciso di distacco disinteressato dei filosofi rispetto all'affaccendamento degli altri uomini (lo usò Pitagora in questo senso).
Più tardi la filosofia assunse due significati fondamentali--->

  • ricerca autonoma razionale
  • ricerca sui fondamenti dell'essere, del conoscere e dell'agire
Le scuole filosofiche
Le scuole filosofiche in Grecia non erano "scuole" come le intendiamo oggi, era condivisione di uno stile di vita, di un sapere, di valori e idee politiche. La filosofia si concretizzava in sforzi comuni e in una comunicazione incessante fra i partecipanti.

Periodi filosofia greca
  • periodo cosmologico--->Presocratici (non i sofisti)--->da dove deriva l'ordine del mondo
  • periodo antropologico-->Sofisti e Socrate--->problema dell'uomo
  • periodo ontologico--->Platone e Aristotele--->Realtà e Essere
  • periodo etico--->Stoicismo, Epicureismo--->condotta dell'uomo
  • periodo religioso--->scuole neoplatoniche--->la via verso Dio





lunedì 21 settembre 2015

COS' E' IL PROTOCOLLO DI KYOTO

Il Protocollo di Kyoto è un trattato che riguarda il riscaldamento globale firmato a Kyoto (città del Giappone) l'11 Dicembre 1997. E' entrato in vigore solo nel Febbraio del 2005 perché, per essere valido e attuabile, doveva essere ratificato da almeno 55 nazioni che fossero responsabili dell'emissione del 55% dei gas serra mondiali (l'obiettivo è stato raggiunto solo nel 2005 con la firma della Russia).
Il trattato prevede l'obbligo da parte dei paesi firmatari di operare una riduzione nell'emissione dei gas inquinanti

Obbligo riduzione gas serra
Le nazioni che si sono impegnate nel Protocollo di Kyoto sono tenute a ridurre in modo importante l'emissione dei gas serra rispetto ai propri livelli relativi al 1990. Per far questo è stato necessario introdurre un piano di monitoraggio nazionale per controllare quanti gas venissero prodotti e le misure necessarie per diminuirli. Le percentuali di riduzione variano da paese a paese: ad esempio i paesi dell'Unione Europea sono tenuti ad una riduzione dell' 8%, il Giappone del 6%, mentre alcune nazioni hanno poturo incrementare le loro emissioni, ad esempio l'Australia che può aumentarle dell'8% e l'Islanda del 10%.

Nazioni che non hanno ancora ratificato il protocollo
Gli Stati Uniti, pur essendo fra le nazioni che maggiormente emettono gas serra (36% di biossido di carbonio nel 2001)hanno firmato il protocollo, ma non l'hanno ancora ratificato, cioè non si sono ancora formalmente impegnati nella riduzione sostenendo che l'economia americana non sarebbe ancora pronta per una trasformazione mirata ad un minore impatto ambientale. 
Altri paesi in via di sviluppo, come India e Cina, pur avendo ratificato il protocollo, non sono tenuti a ridurre le emissioni di anidride carbonica in quanto non sono stati tra i principali responsabili della produzione di gas serra durante il periodo di industrializzazione che si crede stia provocando oggi il cambiamento climatico.



venerdì 18 settembre 2015

SCHEMA AVVERBI E PREPOSIZIONI

AVVERBI

AVVERBI

stanno con un verbo, un aggettivo o un altro avverbio
CONGIUNZIONI
subordinanti

stanno fra due verbi, col secondo dei quali danno inizio ad una frase dipendente
PREPOSIZIONI

stanno con un nome o con un pronome, coi quali formano i complementi indiretti


Verrò dopo
Andrò prima


Va’ su
Va’ avanti
Sta’ dietro
I nomi sopra elencati


Quando vieni?
Come hai fatto?
Dove vai?
Studia sempre/mai/oggi/ora/
Pensa attentamente

Verrò dopo aver cenato
Andrò prima che torni


Vado a passeggiare
Leggo per divertirmi
Ti prego di ascoltare


Arrivò sul far della sera
Arrivò quando partivi
Entrò mentre arrivavi
Non dorme sebbene sia stanco
Ho fatto come hai detto
Sappiamo che tornerà
Cadde nell’entrare

Verrò dopo cena
Verrò prima di te
Vado a passeggio
Leggo per divertimento
E’ il cane di Paolo
Comanda sull’intero reparto
Un secolo avanti Cristo
Stai dietro Carlo
Passò sotto la scala
E’ sopra il lavello

Cadde nell’angolo

Andrò da Elena
E’ tra i libri
Verrò con te

mercoledì 16 settembre 2015

SCHEMA ILIADE

ILIADE significa poema di ILIO
ILIADE significa poema di ILIO
DOVE
La città di Troia in Asia Minore (oggi Turchia)
La pianura che si stende dalle mura della città al mare
L’accampamento dei greci sulla riva del mare
QUANDO
L’Iliade narra solo un breve periodo della guerra di Troia che durò 10 anni.
La narrazione occupa infatti un periodo di soli 50 giorni alla fine del nono anno di combattimento
TEMA PRINCIPALE

L’ira di Achille (ne parla il proemio) – il più forte guerriero greco – causata da un litigio con Agamennone – comandante in capo dei Greci
GRECI
Sono chiamati anche ARGIVI, ACHEI, DANAI

TROIANI
Sono chiamati anche FRIGI, TEUCRI, DARDANI

NARRAZIONE
La narrazione procede in ordine cronologico lineare, quindi fabula e intreccio coincidono

NARRATORE
E’ esterno all’azione, ma interviene spesso nella narrazione: esorta gli eroi, li ammonisce, etc.

lunedì 14 settembre 2015

TRAMA IN INGLESE SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

The play is set in Athens where Duke Thesus is planning his marriage with Hippolyta, the queen of the Amazons. Their plans are interrupted by an Athenian citizen, Eugeus, who arrives at Theseus's palace with a problem: he wants her daughter Hermia to marry Demetrius, but she is in love with another boy, Lysander. Eugeus asks Thesus a legal judgment for this problem and the Duke agrees that Hermia has to obey to his father and marry Demetrius. Her punishment for disobedience will be death or a life spent in a nunnery. Lysander and Hermia decide to run away and meet by night into the woods near Athens. She tells her close friend Helena, madly in love with Demetrius, about her plan and Helena tells Demetrius hoping that he will forget about Hermia and stay with her, but  Demetrius chases after the couple followed by Helena.


Some local workmen want to produce a play to celebrate Thesus’ wedding. They decide to perform the tragedy of Pyramus and Thisbe and agree to meet the next night in the woods to rehearse the play.

In another part of the forest, Oberon and Titania, king and queen of the fairies, are arguing about a child that Titania has stolen. Oberon demands that she give him the boy, but she refuses, so Oberon decides to take his revenge on Titania putting a special juice on her eyes while she’s asleep. The magical juice will make her fall in love with the first thing she sees when she wakes up. Oberon, seeing Demetrius reject Helena, tells his servant Puck to put the potion on Demetrius’ eyes also. But Puck mistakes Lysander for Demetrius, and Lysander, seeing Helena falls in love with her and leaves Hermia alone.
Oberon realizes the mistake and puts the juice also on Demetrius’ eyes who also falls in love with Helena.

The rustics begin to practice their play very close to where Titania is sleeping. Puck decides to play a trick on them and gives Bottom the head of an ass, which everyone can see but Bottom. When Bottom return to his friends they run away frightened and Titania wakes up. Under the spell of the juice, she immediatly falls in love with Bottom and takes him with her.
Oberon is furious with Puck for his mistake and orders to put things rights with the four lovers. Puck  puts an antidote on Lysander’s eyes so that he resumes his love for Hermia. 
Oberon finds Titania and releases her from the spell having received the boy from her. Puck removes the ass’s head from Bottom.

Thesus and Hippolita arrive in the forest for a hunting party and find the sleeping lovers. The lovers explain why they are in the woods, at which point Theseus decides they shall be married as they wish, despite Egeus’ will. 
Bottom wakes up and thinks that he has dreamed the entire episode. He returns to Athens where he meets his friends and go to Theseus's palace for the wedding. Theseus chooses their play to be represented and Bottom and the rest of his company perform the play, after which everyone retires to bed.
After they leave Puck and the fairies come out of the shadows and he tells that if anyone disliked the play, they should imagine that it was only a dream.

mercoledì 9 settembre 2015

RIASSUNTO RIME DI DANTE

E’ una raccolta di poesie ordinata in questo modo non da Dante, ma da editori e critici moderni.
Ci sono sia liriche giovanili che di età più matura (fino al tempo dell’esilio), comunque tutte quelle poesie che Dante non volle personalmente inserire in altre raccolte come La Vita Nova o Il Convivio
Quest'opera mostra la grande versatilità poetica di Dante, la sua capacità di spaziare fra temi, lingua e stili molto diversi fra loro. 

Le rime giovanili risentono dell’influenza dell’amor cortese, di Guittone d’Arezzo, di Guinizzelli e Cavalcanti. Sono anche dette liriche stilnovistiche, appunto perché riflettono temi e stile di questa corrente poetica. 

Rime allegoriche
Dopo la morte di Beatrice (1290) nacque in Dante una forte passione per la filosofia--> compose per questo alcune canzoni allegoriche (sotto l’immagine della donna cantata si cela in realtà la filosofia).
In alcune liriche Dante condanna la corruzione della propria epoca: la scoperta della vita politica lo instradò infatti verso un’ideale di vita attiva, di impegno civile ispirato al rigore morale.

Le rime petrose= influenzate dalla poesia trobadorica (Arnaut Daniel), hanno un linguaggio ricco di tecnicismi e immagini difficili (tipici del trobar clou).
Le rime petrose sono chiamate così perché dedicate ad una donna, Petra, bella e insensibile, e sono  rime ricche di passione sensuale e forte carica erotica.

Rime dell’esilio=sono caratterizzate da una visione apocalittica del mondo: una visione cupa, in cui i valori morali sono profondamente degradati e dove si avverte un forte desiderio di pace e giustizia. 

lunedì 7 settembre 2015

RIASSUNTO REGIONE BALCANICA

La regione balcanica comprende 9 stati che sono (elenco da nord a sud):
Slovenia - Croazia- Bosnia Erzegovina - Serbia - Montenegro - Kosovo - Albania - Macedonia  - Grecia continentale
[non c'è un accordo ufficiale sulla composizione della regione--->alcuni testi scolastici includono nell'elenco anche altri stati come la Romania, l'Ungheria, la Bulgaria e Cipro, alcuni testi escludono Grecia e Slovenia...]

Confini 
A nord-ovest con l'Italia
A nord con l'Ungheria
A nord-est con la Moldavia
A sud con il Mar Egeo e la Turchia
[i confini dipendono naturalmente dalle nazioni che si decide di includere nella regione]

Perché questo nome
La parola "Balcani" è di origine turca e significa "monte" -->il nome è dovuto alla conformazione del territorio

Territorio
Il territorio è aspro e montuoso quasi ovunque e ciò ha reso particolarmente difficile l'agricoltura e la costruzione di vie di comunicazione.
La regione si sviluppa lungo le coste del Mar Adriatico e del Mar Egeo, ma non tutti gli stati hanno uno sbocco sul mare: la Serbia, il Kosovo e la Macedonia, ad esempio, sono regioni interne.

Monti
Ci sono due gruppi montuosi principali: le Alpi Dinariche e i Carpazi.
Le Alpi Dinariche sono il naturale proseguimento delle Alpi svizzere e austriache e corrono parallelamente al Mar Adriatico, in alcuni casi allungandosi fino alla costa.
I Carpazi si trovano nel nord della regione balcanica e le loro vette raggiungono i valori più elevati nella regione della Transilvania, in Romania.
Altri gruppi montuosi sono i Monti del Pindo, i monti Rodopi e il Parnaso (quest'ultimo si trova in Grecia)

Coste e fiumi
Le coste sono quasi ovunque rocciose e frastagliate.
I fiumi navigabili sono pochissimi, l'unica eccezione è il Danubio che attraversa la regione nel suo corso verso il Mar Nero dove sfocia.

Clima
La montuosità del territorio influenza profondamente il clima che al nord e al centro della regione è tipicamente continentale, caratterizzato da inferni freddi, estati calde e piogge ben distribuite durante il corso dell'anno. A sud e lungo le coste, invece, il clima è tipicamente mediterraneo con estati piuttosto calde e inverni miti.

Etnia e popolazione
I Balcani sono caratterizzati da una profonda differenza di etnìe: il gruppo più numeroso è comunque quello degli Slavi che formano la maggioranza della popolazione negli stati della Bulgaria, Bosnia-Erzegovina, Serbia, Croazia, Slovenia, Macedonia, Croazia e Montenegro.

giovedì 3 settembre 2015

ANALISI QUADRO LA CITTA' IDEALE

Il quadro “La città ideale”, dipinto durante il periodo del Rinascimento, è una tavola in legno che misura 70 cm di altezza per quasi 2m e 40cm di larghezza ed è conservato presso La Galleria Nazionale delle Marche, ad Urbino.


L’opera raffigura una grande piazza su cui si affacciano molti edifici, alcuni di tipo religioso, altri dal carattere civile. Sulla piazza spiccano, in posizione simmetrica, due pozzi o forse fontane, mentre al centro è collocato un edificio religioso a base circolare, sormontato da una croce.
Sui lati della piazza sono invece raffigurati una serie di edifici, molto curati dal punto di vista architettonico.
Ad un primo esame, la natura è poco presente nel quadro, se non per le colline che si intravedono sullo sfondo. In realtà, guardando bene, ci sono diversi elementi naturali nell’opera, che sono stati ben nascosti dall’autore. Ad esempio, al primo piano del primo edificio a destra sono state dipinte due colombe, mentre a sinistra, all’altezza del terzo edificio, è possibile riconoscere un giardino rialzato.

Oltre a questo, diverse piante in vaso e rami verdeggianti punteggiano l’architettura qua e là. Proprio questi particolari ci fanno capire che la città deve essere abitata da qualcuno, perché altrimenti, non comparendo alcuna figura umana nell’opera, si sarebbe potuto pensare ad una città abbandonata o, comunque, non abitata.
Il colore dominante è il bianco, che è presente in varie sfumature dall’azzurro al rosa chiaro al beige.
Solo il marrone delle decorazioni in pietra di alcuni edifici fa da contrasto a questa impressione di generale biancore.
Ancora oggi, nonostante le molte ricerche e i molti studi compiuti sull’opera, non è stato possibile individuare chi sia l’autore dell’opera. Si è ipotizzato che potesse essere l’architetto Luciano Laurana, il noto pittore Piero della Francesca o anche l’architetto Leon Battista Alberti.
Oltre a questo molti altri misteri circondano il dipinto di Urbino: intanto ci si è chiesti per quale scopo venne dipinto e quale fosse la sua funzione.
Secondo alcuni studiosi, la tavola doveva servire come scenografia in un teatro, secondo altri era invece la rappresentazione pittorica delle correnti filosofiche di quel periodo.
C’è però anche un mistero legato alla data di realizzazione dell’opera: un critico moderno, infatti, Federico Zeri, ha scoperto, dipinto su di un edificio, il numero 149. Si è quindi pensato che “La città ideale” sia stata realizzata proprio nell’anno 1490.
Resta comunque fitto l’enigma che da sempre ha caratterizzato questo quadro e che ha affascinato sia gli studiosi sia i semplici osservatori, dal Rinascimento fino ad oggi.




mercoledì 2 settembre 2015

RIASSUNTO CAPITOLO 22 PROMESSI SPOSI

Questo capitolo è quasi interamente dedicato alla figura del Cardinale Federigo Borromeo.
Dopo la notte insonne, l’Innominato viene a sapere che nel paese vicino è arrivato il cardinale Federigo Borromeo, arcivescovo di Milano, e che lo scampanio e  il viavai che vede in strada sono appunto dovuti alla presenza del religioso.
Tutto ciò lo porta a riflettere su quanto buono deve essere un uomo per attirare tanta gente e decide di andare a trovarlo, per capire se anche per lui ci saranno parole caritatevoli.
Dopo essersi vestito e aver preso con sé alcune armi, l’Innominato esce dal castello non prima di essersi raccomandato con la vecchia che ogni richiesta di Lucia venisse soddisfatta.
Arrivato in strada chiede dove si trovi il cardinale, suscitando grande stupore fra la gente, sia per il fatto di non essere scortato dai bravi come al solito sia per il timore che tutti avevano di lui.
Arrivato alla canonica chiede di essere ricevuto dal cardinale e un cappellano piuttosto intimorito si reca nella stanza vicina ad annunciare la sua presenza.
A questo punto Manzoni interrompe la narrazione degli eventi e inizia una lunga digressione sulla figura del cardinale Federigo, cugino del più famoso Carlo Borromeo.
Fin dall’infanzia Federigo aveva mostrato una grande umanità e un forte desiderio di dedicarsi agli altri. Dopo aver intrapreso la carriera ecclesiastica, per le sue doti intellettuali, per la fama del suo nome e per la pietà dimostrata verso i più poveri viene nominato arcivescovo di Milano.
Nonostante l’alto titolo Federigo continua a comportarsi in modo umile e dimesso, non trascurando, però, l’importanza della cultura. E’ a lui, infatti, che si deve la realizzazione della biblioteca ambrosiana: una raccolta di circa 30 mila volumi stampati e 14 mila manoscritti.
La biblioteca da lui voluta era molto diversa da quelle del suo tempo: era aperta agli studiosi, i volumi potevano essere consultati e utilizzati per la conoscenza.

Tutta la vita di Federigo, insomma, fu dedicata agli altri, a portare conforto, carità e amore presso coloro che meno possedevano in beni materiali e che, quindi, potevano avere maggiormente bisogno della sua opera di carità.  
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