venerdì 30 gennaio 2015

TESINA SULL'INGHILTERRA

Come da richiesta di un nostro lettore pubblichiamo una tesina che ha come argomento principale l'Inghilterra

Storia=L'Imperialismo
Geografia=L'India
Italiano= "Cuore di tenebra" Joseph Conrad
Inglese=Il sistema scolastico inglese
Francese=Storia dell'Orient Express
Scienze=La Biston Betularia
Tecnologiala= La juta (fibra tessile coltivata in India)
Arte=Il movimento Arts&Crafts
Musica=La Royal Albert Hall (sala concerti tra le più famose al mondo)
Ed.Fisica=Il calcio (è nato in Inghilterra)

ALTERNATIVE
Geografia=L'Australia
Inglese=Il Commonwealth
Francese=Il Tunnel della Manica
Musica=I Beatles


giovedì 29 gennaio 2015

RIASSUNTO FEDERICO II DI SVEVIA

Federico II,  conosciuto poi come "stupor mundi", era figlio di Enrico VI (a sua volta figlio di Federico Barbarossa) e Costanza d'Altavilla. 
Quando Enrico VI muore (a 32 anni, nel 1198), Federico ha solo 4 anni ed eredita la corona imperiale e quella del Regno Normanno (che comprendeva Sicilia ed Italia meridionale).
Federico è troppo piccolo per governare, quindi viene cresciuto dalla madre e affidato alla protezione di Papa Innocenzo III. In quel periodo, in Germania, ci furono violente lotte per la successione (in pratica, i principi tedeschi cercavano di conquistare il potere per diventare essi stessi imperatori).
Queste lotte terminano nel 1220 quando Federico viene incoronato imperatore da Papa Onorio III.

Politica di Federico in Italia meridionale
Nel Regno di Sicilia Federico costruisce uno stato monarchico centralizzato
--->praticamente tutto il potere era concentrato nelle sue mani. Per controllare il territorio Federico fece costruire molti castelli e concesse pochissima autorità ai governi delle città: tutto doveva dipendere dal governo centrale.
Molto importante fu la rete di funzionari che Federico adottò per l'amministrazione fiscale e per quella della giustizia: fu istituita la Magna Curia, cioè una specie di tribunale che serviva proprio ad amministrare la giustizia nel territorio. Le figure più importanti della Magna Curia erano il Mastro Giustiziere (amministrazione della giustizia) e il Mastro Camerario (finanze e amministrazione dei beni).
Molta attenzione fu dedicata da Federico alle finanze del Regno: le tasse erano importanti perché servivano a finanziare le spese dello stato e quindi c'erano molti funzionari che giravano per il territorio e riscuotevano le tasse.

Politica di Federico nell'Italia settentrionale
Federico desiderava più di tutto riuscire a unificare il suo Regno, ma i comuni e le città del centro/nord Italia si opposero sempre ai suoi tentativi di conquista. Federico lottò a lungo anche per conquistare i territori del papato, ma dovette arrendersi e non riuscì mai ad unificare tutto il territorio sotto il suo potere.

Politica di Federico in Germania
In Germania, a differenza di quanto aveva fatto nel Regno di Sicilia, Federico non creò uno stato monarchico centralizzato, ma cercò sempre l'appoggio e la fiducia dei principi tedeschi per mantenere saldo il suo potere.

Scomunica e Crociata
Federico aveva promesso al papa di partecipare alle Crociate per difendere la fede cristiana in Terra Santa, ma poi non era mai riuscito a partire. Per questo fu scomunicato da papa Gregorio IX.
Finalmente, Federico parte per una crociata nel 1228. La differenza è che invece di combattere come tutti avevano fatto prima di lui, preferì usare la diplomazia e grazie a degli accordi riuscì ad ottenere Gerusalemme, il Santo Sepolcro, Betlemme e Nazareth.
Fu un ottimo risultato: ottenuto per di più senza che nessuno morisse in combattimento, ma il Papa non fu contento della cosa.

Morte e declino dell'impero
Federico muore improvvisamente nel 1250, mentre sta preparando un'altro attacco contro i comuni del nord che ancora gli opponevano resistenza. Il suo tentativo di unificare il regno non si realizzò mai, anzi, da allora, piano piano, l'impero si avviò verso un declino da cui non si riprenderà mai più.


giovedì 22 gennaio 2015

TESINA SUL BENESSERE

In seguito alla richiesta di un nostro studente, abbiamo provato ad abbozzare una tesina che ha come argomento il benessere e la salute psico-fisica.
Se avete suggerimenti o alternative da proporci lasciate pure un commento in fondo all'articolo.

Storia=La Belle Epoque
Geografia=L'India (da collegare allo yoga)
Italiano=Pirandello e la maschera (il benessere psicologico si raggiunge solo togliendosi la maschera)
Inglese=Il WHO-->World Health Organization (Organizzazione mondiale della Sanità)
 Francese=Storia del Club Med
Scienze=Il benessere psicologico
Tecnologia=L’inquinamento indoor (legato agli ambienti dove si vive: formaldeidi, amianto, radon, etc)
Arte=La cromoterapia (il colore come fonte di benessere)
Musica=Il canto come disciplina energetica
Ed.Fisica=Lo yoga


ALTERNATIVE

Storia=Il boom economico degli anni ‘60
Italiano=D’Annunzio e il Decadentismo
Ed.Fisica=Le malattie del benessere (obesità infantile)

mercoledì 21 gennaio 2015

PETRARCA VITA RIASSUNTO

Petrarca nasce ad Arezzo, nel 1304, dove la sua famiglia era esiliata dopo che i Guelfi Neri avevano preso il potere a Firenze. Nel 1312 si trasferisce a Carpentras, vicino ad Avignone, città in cui aveva sede in quel momento la curia papale.
Inizia a studiare giurisprudenza, prima a Montpellier e poi a Bologna,  ma non completa gli studi e torna in Francia dove conduce una vita frivola e dissipata, dedicandosi però allo studio dei classici e alla carriera letteraria.
Nel 1327, nella chiesa di Santa Chiara ad Avignone, incontra Laura de Noves, nobildonna italiana sposata al marchese Ugo de Sade, e se ne innamora perdutamente.
Nel 1330 prende gli ordini minori al fine di garantirsi una rendita economica e viaggia a lungo in Europa, alternando questi viaggi a ritiri meditativi soprattutto nella cittadina di Valchiusa (in Francia) dove svolse la maggior parte del suo lavoro letterario, lontano dalla vita sociale e dalle distrazioni mondane.
Nel 1341 viene incoronato poeta laureato in Campidoglio, a Roma.
Nello stesso anno l'entrata in convento del fratello Gherardo diventa per lui motivo di grande turbamento interiore: Petrarca era diviso fra il forte desiderio di mondanità e un'ansia di purificazione, di liberazione da questo desiderio--->avrebbe voluto anch'egli avere la forza di scegliere una vita completamente ritirata, come Gherardo.
Petrarca si dedicò moltissimo allo studio dei classici, alla sua carriera letteraria, all'attività di filologo, ma fu in parte anche attivo politicamente: da alcune lettere e da alcune poesie sappiamo che era contrario alle lotte civili delle città italiane e avrebbe voluto che il Papa riportasse la sua sede a Roma.
Nel 1347 lascia definitivamente Avignone e torna in Italia, dove viaggia a lungo, recandosi come ospite illustre presso le più note corti italiane.
Il 1348 è un anno molto importante per Petrarca: in tutta Europa si diffonde una terribile epidemia di peste e muoiono diverse persone a lui care, fra cui Laura.
Dopo aver a lungo peregrinato per l'Italia, Petrarca si stabilisce definitivamente ad Arquà, vicino a Padova dove continua a lavorare al Canzoniere e ai suoi studi classici.
Muore qui, nel luglio del 1374.




Date importanti
1304=nasce ad Arezzo
1312=trasferimento Avignone
1327=incontra Laura
1330=prende gli ordini minori
1341=poeta laureato
1341=Gherardo entra in convento
1347=lascia la Francia
1348=muore Laura
1374=muore ad Arquà

martedì 20 gennaio 2015

PARAFRASI SERA DI LIGURIA CARDARELLI

Sera di Liguria di Vincenzo Cardarelli 


                           Lenta e rosata sale su dal mare                         
la sera di Liguria, perdizione
di cuori amanti e di cose lontane.
Indugiano le coppie nei giardini, 
    s’accendon le finestre ad una ad una
come tanti teatri
Sepolto nella bruma il mare odora.
Le chiese sulla riva paion navi   
che stanno per salpare.     




                                 
Parafrasi
La sera, in Liguria, sembra salire dal mare lentamente e di colore rosato (per effetto del tramonto), quando si sognano gli amori e le cose lontane.
Le coppie si attardano nei giardini, mentre le finestre delle case si illuminano ad una ad una come avviene nei teatri. 
Il mare, avvolto nella foschia, espande il suo odore.
Le chiese, così vicine alla riva, sembrano navi che stanno per partire.

Analisi metrico stilistica
Livello metrico: è un'unica strofa di 9 versi liberi (non in rima). Sono tutti endecasillabi tranne il v.6 e il v. 9 che sono settenari.

Figure retoriche
Personificazione=v.1 "sale la sera" (la personificazione consiste nell'attribuire a cose o animali azioni/sentimenti umani)Enjambement (vv.2-3 "perdizione..di cuori amanti" )
Metonimia=v. 5 "s'accendon le finestre" (la metonimia sostituisce un termine con un altro che ha con il primo una relazione di vicinanza)
Similitudine: v. 6 "come tanti teatri"
Metafora: v.8-9 Le chiese sono come navi che stanno per salpare
Allitterazione= v.2 la R è ripetuta (sera, liguria, perdizione) e v. 7 (bruma, mare, odora)

Tematiche
La poesia parla della sera che sta scendendo in un paesino ligure situato sul mare.
Vi si descrivono i cambiamenti che il tramonto porta con sé: cambiamenti nel paesaggio e cambiamenti nelle persone, nel loro animo-->man mano che la sera si avvicina, si accentua dentro i sognatori un senso di malinconia, di nostalgia per le cose lontane, per i ricordi che riaffiorano proprio a causa dell'atmosfera che c'è intorno.
I primi due aggettivi "lenta e rosata" si riferiscono a due aspetti diversi, entrambi riferiti alla sera: "lenta" riguarda il tempo che la sera ci mette a calare, mentre "rosata" è una nota di colore tipica del tramonto.
L'enjambemente al v. 2 vuole sottolineare la parola "perdizione"che, secondo molti critici,  in questo caso è usata da Cardarelli in senso positivo, per indicare la tendenza degli innamorati a indugiare, a sognare.
I "cuori amanti" sono gli stessi che più avanti nella poesia tardano a rientrare a casa, per stare ancora un po' insieme in quell'ora del giorno che precede la notte e il momento della loro separazione. 
Una nota malinconica tipica della poetica di Cardarelli è l'espressione "cose lontane" a cui il poeta pensa nell'ora del tramonto. 
In generale il tono della poesia è malinconico e nostalgico. 




lunedì 19 gennaio 2015

CONFRONTO CIVILTA' DEI FIUMI

Civiltà
Civiltà
Dove
Quando
Religione
Capo
Scrittura
Invenzioni
Città
Sumeri
Mesopotamia (Iraq odierno)
4000 a.C.
Politeista
(divinità=vento, acqua, sole, etc.)
Re-sacerdote
Cuneiforme
Ruota, chiodo, mattone, aratro
Ur, Uruk, Lagash, Nippur
Babilonesi
Mesopotamia (Iraq odierno)
2000 a.C
Politeista
(divinità=vento, acqua, sole, etc.)
Re (Hammurabi,  unifica la Mesopotamia in un unico regno)
Cuneiforme
(Codice di Hammurabi)
Astronomia, inventano il calendario di 12 mesi
Babilonia
Assiri
Mesopotamia (Iraq odierno)
1950 a.C.
Politeista
(Assur, dio vendicativo)
Re guerriero
Cuneiforme
Armi di ferro, macchine da guerra
Assur
Egizi
Valle del Nilo (Egitto)
3600 a.C.
Politeista
(Ra, Osiride, Iside, Anubi))
Faraone
Geroglifica
Calendario 365 giorni, clessidra, bilancia, anatomia, astronomia
Nekhen, Menfi, Luxor, Giza, Tebe
Civiltà dell’Indo
Valle del fiume Indo (subcontinente indiano)
2500 a.C.
Politeisti
(fuoco, sole, acqua)
Re-sacerdote
Scrittura non ancora decifrata
Fognature, servizi igienici nelle case,
Moheno-Daro, Harappa
Civiltà del Fiume Giallo
Lungo il fiume Giallo (Cina attuale)
3000 a.C.
Politesiti
(anche il re era venerato come una divinità)
Dinastie di re
Ideogrammi
Filatura della seta, carro a due ruote, carta,

venerdì 16 gennaio 2015

GIULIETTA E ROMEO BREVE SINTESI

Tragedia scritta da William Shakespeare
Ambientata a Verona
Data di composizione incerta (fra il 1593 e il 1596 circa)

Romeo Montecchi e Giulietta Capuleti sono due giovani nobili veronesi, figli di due famiglie rivali.
Durante una festa in maschera si innamorano e, nonostante l'odio che divide i loro genitori, decidono di sposarsi segretamente con l'aiuto di Lorenzo, un frate loro amico.
Il giorno dopo, Tebaldo, cugino di Giulietta si scontra in duello con Mercuzio, amico di Romeo, e lo uccide.
Romeo allora vendica l'amico, uccidendo Tebaldo e, per questo delitto, viene bandito da Verona.
Prima che Romeo lasci la città, i due giovani, con l'aiuto della balia di Giulietta, riescono a passare insieme la loro prima, e unica, notte d'amore.
A questo punto, il padre di Giulietta cerca di affrettare le nozze della figlia con Paride, un giovane a cui era stata promessa in sposa.
Giulietta, che ama Romeo e non vuole sposare Paride, chiede aiuto a frate Lorenzo che le consiglia uno stratagemma: il giorno delle nozze Giulietta avrebbe dovuto bere una pozione che l'avrebbe fatta credere morta mentre, in realtà, sarebbe stata solo profondamente addormentata.
Dopo qualche giorno, al suo risveglio, lui stesso l'avrebbe prelevata dalla cripta dove l'avrebbero sepolta e portata a Mantova dove, intanto, si era rifugiato Romeo. Quest'ultimo, nel frattempo, sarebbe stato avvertito del piano e così, nelle intenzioni del frate, i due amanti avrebbero potuto ricongiungersi.
Il giorno delle nozze, come stabilito, Giulietta beve la pozione, viene creduta morta e viene sepolta nella cripta. Romeo, però, a causa di un imprevisto, non non riesce ad essere avvertito del piano, ma, appresa la notizia della morte di Giulietta, decide di tornare a Venezia nonostante il divieto.
Arrivato alla cripta incontra Paride e lo uccide e poi, vedendo l'amata morta, decide anch'egli di morire bevendo una fiala di veleno. Risvegliatasi dal sonno, Giulietta scopre il cadavere di Romeo accanto a sé e, per la disperazione, si uccide con il pugnale del suo sposo.
A questo punto le due famiglie, di fronte alla tragedia accaduta, decidono di riappacificarsi, dimenticando le antiche rivalità.

giovedì 8 gennaio 2015

RIASSUNTO CAPITOLO 21 PROMESSI SPOSI

La vecchia serva, su ordine dell'Innominato, si reca all'osteria della Malanotte per aspettare l'arrivo della carrozza su cui si trova Lucia. Dopo essere salita a bordo cerca di farle coraggio, così come le era stato richiesto, ma la giovane è spaventata, piange e prega disperata.
Il Nibbio, che nel frattempo ha raggiunto il castello, confessa all'Innominato di aver provato compassione per Lucia e, udite queste parole, l'Innominato vorrebbe che Don Rodrigo venisse subito a portar via la giovane. Poi cambia idea, incuriosito, e decide di andare a conoscerla.
Arrivato nella stanzetta dove è rinchiusa Lucia, i due hanno un breve colloquio. Lucia si getta in ginocchio e pronuncia parole accorate che sembrano muovere qualcosa nel cuore dell'uomo. La prigioniera fa appello a Dio e alla sua misericordia, capace di perdonare qualsiasi scelleratezza. L'Innominato è scosso, promette di andare a trovarla il mattino dopo e la lascia in compagnia della vecchia raccomandandole di mangiare qualcosa e di riposarsi. Le donne restano sole; Lucia continua a non voler mangiare e resta accucciata in un angolo mentre la vecchia approfitta del cibo che è stato portato e si mette a dormire nel letto destinato alla prigioniera.
Lucia trascorre la notte praticamente in uno stato confusionale, fra il sonno e la veglia. Presa dall'angoscia della sua situazione non trova altro conforto che la preghiera e, con la speranza di essere salvata, fa voto di castità alla Madonna. Soltanto dopo riesce finalmente a prendere sonno.
L'Innominato, nel frattempo, sta vivendo anch'egli una notte profondamente angosciosa: è molto turbato dalla presenza di Lucia, vorrebbe liberarla l'indomani, ma sa di aver preso un impegno con Don Rodrigo e non sa come risolvere la situazione. Ripensa alla sua vita, alle tante malefatte e a cosa sarà di lui una volta al cospetto di Dio. Le parole di Lucia hanno mosso qualcosa dentro di lui, si sente cambiato, in bilico fra l'uomo che era e quello che avrebbe potuto diventare da quel giorno in poi. Ad un certo punto medita addirittura di farla finita, prende una pistola, ma poi desiste dal proposito. Alle prime luci dell'alba è ancora preso dai tormento, quando sente voci festose provenire dalla strada e manda a chiedere cosa stia succedendo nel villaggio.

mercoledì 7 gennaio 2015

RIASSUNTO LA TRAVIATA DI VERDI

Opera in 3 atti ambientata a Parigi
Musiche di Giuseppe Verdi
Libretto (cioè la parte in versi che viene cantata) scritto da Francesco Maria Piave
Tratta dal dramma di Alexandre Dumas "La Signora delle Camelie".

Atto I
La scena si svolge a casa di Violetta Valery, una prostituta d'alto bordo, che, dopo un periodo di malattia, riapre i saloni della sua dimora parigina per ricevere amici e conoscenti. Fra questi le viene presentato Alfredo Germont, un giovane che dichiara di essere un suo ammiratore da molto tempo. Violetta, per via della sua professione, non ha mai pensato ad una vera storia d'amore e rimane molto colpita dalla sincerità del sentimento dimostrato da Alfredo nei suoi confronti.

Atto II
Violetta si è ritirata dal bel mondo parigino e ora vive insieme ad Alfredo nella periferia della città. Un giorno, mentre Alfredo è assente, riceve la visita di Giorgio Germont, padre di Alfredo, il quale le chiede di
interrompere la relazione con il figlio. Giorgio è convinto che Violetta voglia approfittare del denaro dei Germont, ma quando la donna dimostra di aver venduto tutti i suoi averi per mantenere lei e l'amante, Giorgio insiste dicendo che il suo passato scandaloso sta mettendo in pericolo il matrimonio della sorella di Alfredo. A questo punto Violetta, seppur ferita, accetta di interrompere la relazione e fugge di casa, dimenticando sullo scrittoio una lettera di addio e l'invito per una festa che si sarebbe tenuta la sera stessa a Parigi.
Alfredo, al rientro, capisce di essere stato lasciato, si sente tradito da Violetta e decide di andare anche lui al ricevimento.
Alla festa Violetta arriva accompagnata da un suo antico protettore, il Barone Douphol, e quando Alfredo la vede le getta contro una borsa piena di denaro che ha appena vinto al gioco, schernendola davanti a tutti. Violetta sviene e il Barone sfida Alfredo a duello.

Atto III
Dopo alcuni mesi Violetta giace a letto, gravemente ammalata di tisi. Il medico che è appena stato da lei dichiara che non c'è più nulla da fare e la donna sente sopraggiungere la fine. Ad un certo punto la cameriera le annuncia l'arrivo di Alfredo. L'uomo, che nel frattempo ha saputo la verità dal padre, le chiede perdono e dichiara di voler stare per sempre con lei. Violetta è felice di averlo accanto e sembra riprendersi per un attimo, ma poi esala il suo ultimo respiro ricadendo morta sul canapè.

Commento
La Traviata è sicuramente una delle opere più conosciute e popolari.
Rappresentata per la prima volta a Venezia nel 1853, al Teatro La Fenice, non ebbe successo: il pubblico fischiò la soprano che interpretava Violetta perché troppo in carne per essere una donna malata e morente. L'argomento, inoltre, era abbastanza scabroso e la rappresentazione fu un fiasco totale.
Verdi non si scompose e lasciò che a giudicare fosse il tempo.
Nell'anno successivo, infatti, l'opera fu di nuovo messa in scena, sempre a Venezia, ma questa volta il pubblico applaudì e da allora ha conosciuto un sempre maggiore apprezzamento da parte del pubblico, venendo rappresentata ancora oggi in tutto il mondo.






venerdì 2 gennaio 2015

RIASSUNTO GEOGRAFIA LA CROAZIA

La Croazia è un paese dell'Europa meridionale che si affaccia sul Mare Adriatico e fa parte dell'Unione Europea.

Confini
NORD=Slovenia
SUD=Mare Adriatico
EST=Mare Adriatico
OVEST=Bosnia ed Erzegovina, Serbia e Ungheria

Capitale
Zagabria

Forma di governo
Repubblica presidenziale

Moneta
Kuna

Territorio
Nella parte centrale del paese si trova una zona montuosa che comprende le Alpi Dinariche e i Monti Velebit (o Alpi Bebie) che sono una catena costiera. I monti principali sono il monte Dinara e il monte Monte Drago nella catena delle Bebie.
Nella parte orientale del paese si trova un'estesa pianura interrotta solo da alcune colline.
La Croazia si affaccia sul Mare Adriatico e ha circa 600 km di coste piuttosto alte e frastagliate.
Fanno parte del territorio croato più di 1000 isole di cui solo una cinquantina sono abitate.

Fiumi
I fiumi più importanti sono la Sava e la Drava che scorrono nella pianura croata. Entrambi sono affluenti del Danubio (in cui sfociano).
I fiumi che sfociano nell'Adriatico hanno un corso breve, fatta eccezione per il fiume Narenta.

Pontile in legno nel parco dei laghi di Plitvice
Laghi
La Croazia è una nazione molto ricca d'acqua: anche i laghi sono numerosi, addirittura il Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice ne conta 16 tutti molto vicini l'uno all'altro.

Clima
All'interno del paese il clima è continentale con inverni lunghi e rigide ed estati calde.
Sulle coste, invece, il clima è di tipo mediterraneo.

Popolazione
In Croazia convivono Serbi, Sloveni, Bosniaci, Albanesi e Italiani.
La lingua ufficiale è il Serbo che non utilizza l'alfabeto latino.
La religione più diffusa è quella cattolica. Vi sono minoranze ortodosse, musulmane e di altre fedi.

Economia 
In Croazia si coltivano barbabietole da zucchero, cereali, mais e patate. Lungo le coste sono presenti le coltivazioni tipiche del mediterraneo quali uliveti e vigneti.
L'allevamento comprende ovini, suini, bovini e volatili.
A livello di  risorse il paese è molto ricco di petrolio, gas naturali e carbone. Le industrie più sviluppate sono quelle siderurgiche, meccaniche, petrolchimiche, tessili e alimentari.
Il settore economico maggiormente sviluppato è quello turistico.






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