martedì 29 aprile 2014

L'OLOCAUSTO BREVE SINTESI

La casacca di un prigioniero con appuntata
la stella di David
Con il termine Olocausto, che deriva dalla lingua greca e significa "tutto(olos) bruciato(kaustos)", si intende lo sterminio, sistematico e programmato, di circa 15 milioni di persone ritenute "indesiderabili" che fu portato avanti dal regime nazista tra gli anni '30 e gli anni '40.
In questo senso il termine va distinto dalla parola Shoah, che si riferisce specificatamente al genocidio ebraico durante il quale morirono circa 6 milioni di ebrei europei, di ogni sesso ed età, appartenenti a qualunque classe sociale,
Durante il nazismo, quindi, non vennero perseguitati soltanto gli ebrei, ma anche altre persone o gruppi etnici "non ariani", quindi ritenuti inferiori, inutili e indesiderabili; rientrano nel genocidio nazista gli zingari (Rom e Sinti), i polacchi, alcune popolazioni slave, i disabili, i testimoni di Geova, gli omosessuali, gli oppositori politici e tutti coloro che rappresentavano una minaccia per la purezza della razza ariana.

Le leggi razziali
Una volta salito al potere Hitler si preoccupò subito di distinguere fra "ariani" e non "ariani", dando il via ad una serie di azioni antisemite che portarono, in un crescendo di violenza e crudeltà, alla Shoah.
Un primo atto di rilevante importanza fu l'emanazione delle leggi di Norimberga (1935) con cui gli ebrei tedeschi furono esclusi da ogni aspetto della vita sociale: vennero licenziati dagli impieghi statali, furono costretti a cedere le loro attività economiche e non poterono più praticare la professione medica, l'avvocatura, etc.

La notte dei cristalli
Il culmine di questa iniziale politica antisemita si ebbe nella famosa "notte dei cristalli", avvenuta fra il 9 e 10 novembre del 1938, durante la quale vennero bruciate moltissime sinagoghe, distrutti più di 800 negozi ebraici (per questo si chiama la notte dei cristalli, per le vetrine mandate in frantumi) e furono incendiate numerose abitazioni. In quella notte trovarono la morte molti cittadini ebrei e moltissimi altri, circa 20 mila, furono immediatamente deportati nei campi di lavoro.
La vetrina di un negozio ebraico,
 infranta durante la Notte dei Cristalli
L'opinione pubblica fu scossa da tanta violenza, ma il regime non intendeva certo fermarsi.
I nazisti volevano liberare il territorio tedesco dalla presenza delle razze impure e, per questo, si stava procedendo già da tempo ad espulsioni forzate.
La possibilità di salvezza per gli ebrei si arrestò quando molte nazioni non furono più in grado (o non vollero più!) accogliere i profughi provenienti dalla Germania: paesi come la Francia, l'Inghilterra e Stati Uniti, infatti, inasprirono proprio in quegli anni le leggi sull'immigrazione. Molti ebrei, quindi, riuscirono a mettersi in salvo fuggendo in altri paesi, ma la maggior parte di loro non poté lasciare la Germania, divenendo così il primo obiettivo della macchina di morte organizzata dal Terzo Reich.

Deportazione e ghettizzazione
Dopo l'invasione della Polonia, il programma di sterminio subì una svolta crudele: i dirigenti nazisti avviarono il loro piano di sterminio di massa e, per prima cosa, crearono dei ghetti, cioè dei quartieri o delle zone cittadine in cui gli ebrei venivano rinchiusi - fisicamente rinchiusi attraverso l'innalzamento di mura o recinzioni- e totalmente isolati dal resto della città, in modo da poter essere facilmente controllati dagli ufficiali nazisti. La vita nei ghetti divenne ben presto difficilissima: a causa del sovraffollamento, della fame, delle malattie e delle violenze operate dai nazisti il tasso di mortalità fu altissimo.
Dal ghetto si passò poi alle deportazioni di massa: iniziate nel 1939, subirono un arresto a causa di problemi logistici (difficoltà nei trasporti, territori non disponibili alla creazione di campi di concentramento), ma questo non impedì al regime di uccidere migliaia di ebrei polacchi in esecuzioni sommarie di indicibile crudeltà.

La Soluzione Finale
Il 18 Agosto 1841 fu deciso che tutte le persone di razza ebraica dovevano essere contrassegnate da una stella gialla (la stella di David) appuntata sul petto, in modo che fossero immediatamente riconoscibili dalla Gestapo, la polizia nazista. Nell'autunno del 1941 iniziarono i rastrellamenti e le gassazioni di massa nel campo di Chelmo (in Polonia) che proseguirono poi nei vari campi di Belzec, Sobibor e Treblinka.
Nel frattempo venivano costruiti nuovi campi, appositamente studiati per portare a termine il genocidio di massa. Il più famigerato fu Auschwitz, dove per la prima volta avvennero gassazioni su larga scala e dove venne messo a punto lo Zyklon-B, un gas micidiale che, immesso in camere apposite, poteva uccidere anche 650 persone alla volta.

Auschwitz
Nel giugno del 1942 iniziarono i rastrellamenti e le deportazioni da paesi come Francia, Belgio, Olanda, verso il campo di sterminio di Auschwitz.
Una camera a gas di un lager nazista
Fondamentale per questa operazione fu l'efficientissimo sistema di trasporto ferroviario tedesco: i deportati venivano ammassati su treni-bestiame senza finestrini, rinchiusi per giorni senza acqua ne' cibo e trasportati prima a Birkenau, un campo di smistamento, e poi ad Auschwitz. Coloro che non morivano durante il viaggio, una volta giunti al campo, venivano selezionati dai nazisti: coloro che potevano essere utili al Reich venivano tatuati equindi impiegati in lavori durissimi, mentre coloro che non potevano lavorare o perché troppo piccoli o troppo anziani, o perché deboli, malati, etc., venivano immediatamente avviati verso le camere a gas. I sopravvissuti venivano comunque periodicamente selezionati ed, eventualmente, mandati a morte, mentre altri restavano a disposizione dei medici e dei biologi presenti ad Auschwitz per i loro esperimenti medici.
Dopo lo sterminio pressoché totale degli ebrei polacchi e tedeschi, i nazisti procedettero con altre comunità ebraiche presenti in Europa: ebrei ungheresi, francesi, belgi, greci, italiani, etc. I numeri di questo genocidio palano chiaro: solo ad Auschwitz vennero uccisi quasi un milione e mezzo di ebrei.

La liberazione
Nei mesi finali della Seconda Guerra Mondiale i prigionieri conobbero un ulteriore inasprimento della loro già difficile condizione: l'avanzata sovietica sul fronte orientale costrinse i nazisti a radere al suolo molti campi di concentramento per evitare la liberazione dei prigionieri. I detenuti, se in grado di camminare ed affrontare uno spostamento, vennero costretti alle famigerate "marce della morte": lunghi e terribili viaggi verso altri campi di sterminio situati più a ovest; i deboli e i malati, invece, venivano uccisi in esecuzioni sommarie o abbandonati a se' stessi. Molti, tra questi, non riuscirono a sopravvivere fino alla liberazione da parte dei sovietici.

Il campo profughi di Hasenhecke nella
Germania centro-occidentale
Il dopo Olocausto
Le marce della morte continuarono fino al 7 maggio del 1945 quando l'esercito tedesco si arrese incondizionatamente agli Alleati.
Dopo l'Olocausto molti dei sopravvissuti vennero trasferiti nei campi profughi gestiti dalle forze alleate. Da qui vennero organizzati i trasferimenti verso altri paesi o verso la terra di origine.
Tra il 1948 e il 1951 circa 700 mila ebrei emigrarono in Israele, altri negli Stati Uniti o in altre nazioni del mondo.
L'ultimo campo profughi chiuse nel 1957.


lunedì 28 aprile 2014

SCHEMA PERSONAGGI AMLETO


Amleto=Protagonista della tragedia e principe di Danimarca. E' figlio della regina Gertrude e del compianto re Amleto e nipote dell'attuale re Claudio, suo zio. Amleto,che ha studiato presso l'università di Wittenberg, è un personaggio malinconico, indeciso, cinico e molto amareggiato dagli intrighi di suo zio e sua madre per impossessarsi del potere.

Claudio=Attuale re di Danimarca, zio di Amleto e suo antagonista nella tragedia. Claudio è il "cattivo", l'ambizioso uomo politico, guidato dalla sua sete di potere e senza scrupoli, che però mostra ogni tanto segni di umanità-->ad esempio il suo amore per Gertrude sembra sincero.

Gertrude=Regina di Danimarca e madre di Amleto, ora sposata con Claudio. Gertrude ama profondamente il figlio, ma è comunque una donna debole, superficiale.

Polonio=Ciambellano di Elsinore, padre di Laerte e di Ofelia.

Orazio=Amico di Amleto, compagno di studi presso l'università di Wittenberg. Orazio aiuta Amleto nella scoperta della verità e gli rimane fedele per tutta la tragedia. Quando Amleto muore, Orazio rimane in vita per raccontare la storia di Amleto.

Ofelia= Figlia di Polonio, di cui Amleto è stato innamorato. Impazzisce per il dolore quando il padre muore per mano di Amleto e terminerà la sua esistenza affogandosi in un corso d'acqua e scatenando l'ira del fratello Laerte che si vendicherà uccidendo Amleto.
La morte di Ofelia

Laerte=Figlio di Polonio e fratello di Ofelia. Giovane impulsivo, trascorre molto tempo in Francia.

Fortebraccio=Giovane principe di Norvegia, il cui padre è stato ucciso dal padre di Amleto, che vuole attaccare la Danimarca per vendicare la morte del padre.

Il fantasma=E' lo spettro del padre di Amleto, che sostiene di essere stato assassinato da Claudio e che invita Amleto a vendicarlo. Tuttavia, non è mai sicuro che il fantasma sia proprio il padre morto: Amleto ipotizza che lo spettro potrebbe essere il diavolo stesso, che vuole ingannarlo e fargli commettere un omicidio. La questione su chi sia il fantasma e da dove venga non viene mai risolta e svelata.

Rosencrantz e Guildenstern=Due cortigiani un po' maldestri, ex amici di Amleto, che vengono convocati da Gertrude e da Claudio per cercare di scoprire il motivo dello strano comportamento di Amleto.

Osric=Il cortigiano stolto che chiama Amleto al suo duello con Laerte.

Voltimand e Cornelius=Cortigiani che vengono inviati in Norvegia per convincere Fortebraccio a non attaccare la Danimarca.

Marcello e Bernardo=Le due guardie che per prime vedono il fantasma del sovrano camminare sui bastioni del castello. Marcello è presente quando Amleto incontra per la prima volta il fantasma.

Reynaldo=Servo di Polonio che viene inviato in Francia da Polonio stesso per controllare e spiare il figlio Laerte.

USO DI ALL E WHOLE

ALLWHOLE hanno significato simile, ma con sfumature diverse---->>

All significa "tutto" nel senso di "ogni singolo componenente di un gruppo/di una quantità"

Whole significa "tutto" nel senso di "intero"

La prima cosa da imparare è che l'ordine delle parole è diverso a seconda se si usi all o whole:

1.Posizione dell'articolo 

All + the + noun -------> I have read all (of) the book. (l'articolo viene dopo all)
The + whole + noun --->I have read the whole book.   (l'articolo viene prima di whole)

All the day/The whole day
All the cake/The whole cake


2. Whole si usa più con i countable nous,  all con gli uncontables 

Anderson spilled all the water on his laptop. (not … the whole water)
The whole town burnt down in a big fire in 1886.


3. Entrambi possono essere usati con i countable nouns al plurale, ma hanno significati diversi.

All of the students failed in the exam. (“ogni” studente)
I need to finish three whole books by the end of the week. (3 libri interi)


4. Whole può essere usato dopo un aggettivo possessivo, mentre all deve sempre precedere l’aggettivo possessivo.

My whole life / all my life

My whole day / all my day

ESEMPI

Mary is a lovely girl. All the class likes her.  (Mary è adorabile. Piace a tutta la classe)
Mary is a lovely girl. The whole class likes her. (Mary è adorabile. Piace alla classe intera)

He ate the whole box of chocolates (Ha mangiato l'intera scatola di cioccolatini)
He ate all the chocolates in the box (Ha mangiato tutti i cioccolatini della scatola)

All exams were affected----> tutti gli esami sono stati falsificati 
(ha il senso che----->il semestre scorso ogni singolo esame è stato falsificato)

Whole exams were affected----> interi esami sono stati falsificati
(questo invece non vuol dire che ogni esame è stato falsificato, ma che quelli che lo sono stati lo sono stati completamente.)

Come dicevamo all'inizio sono sfumature di significato per cui è utile un po' di esercizio..
Se volete mettervi alla prova cliccate qui. 

mercoledì 23 aprile 2014

RIASSUNTO SUI VINTI DI VERGA

"Uomo con la zappa" Jean-Francois Millet
Per spiegare la "poetica dei vinti" di Giovanni Verga, bisogna innanzitutto capire in quale tipo di ambiente storico, politico e sociale si sviluppa il pensiero dello scrittore siciliano.
Ci troviamo nell'Italia post-unitaria: le regioni del nord, seppur in ritardo rispetto agli altri paesi europei, hanno iniziato un processo di industrializzazione e modernizzazione, mentre il sud è rimasto ancora arretrato e fortemente legato al mondo contadino. Nonostante si siano succeduti diversi governi (destra e sinistra storica), poco è stato fatto per migliorare la condizione di povertà in cui ancora si trovano gli abitanti del sud. Ricordiamo che in quegli anni, soprattutto dalle regioni meridionali, migliaia di italiani furono costretti ad emigrare all'estero (soprattutto in America) per cercare di migliorare la propria condizione di vita, mentre, per coloro che restarono in patria, il destino fu di riuscire a sfamarsi e tirare avanti giorno per giorno con il poco che possedevano.

E' in questo clima socio-economico che si sviluppa il pessimismo di Verga relativamente alla condizione degli uomini--->egli scrisse quasi esclusivamente di persone povere: contadini, braccianti, muratori, pescatori per i quali non vedeva alcun cambiamento possibile, nessun tipo di avanzamento nella scala sociale. Anzi, nel caso in cui avessero provato a farlo, il destino si sarebbe rivoltato contro di loro, facendoli precipitare ancora più in basso di quanto fosse la loro condizione iniziale (simbolo di questo è la vicenda di Padron ', comprando una partita di lupini e la barca fa naufragio! Perdono i lupini, la barca e, a causa dei debiti, anche la casa del Nespolo!)
E' questo il senso dei "vinti"-->sono uomini vinti nel senso di "battuti", "sconfitti" dalla vita, che non hanno possibilità di elevarsi ad una condizione sociale migliore.
L'unica possibilità che hanno è quella di rimanere strettamente legati alla loro terra, alla casa, alla famiglia
-->questo è l'ideale dell'ostrica: come l'ostrica non può abbandonare il suo guscio, il suo scoglio per non finire divorata o trascinata via dalla corrente, così gli uomini è bene che restino legati al loro ambiente, ai loro valori, senza provare a distaccarsene... la conseguenza sarebbe un destino avverso e terribile.

Questa sorta di "immobilità" sociale rappresenta il pessimismo di Verga, ma è anche, per un altro verso, espressione del suo pensiero positivo: non è un pessimismo "cosmico" il suo--->gli uomini possono vivere una vita serena e tranquilla e lo possono fare appunto rimanendo attaccati alla famiglia, alla terra, al proprio lavoro, al senso di sacrificio e alla fatica quotidiana. Sono questi i valori positivi per Verga: egli crede che, se gli uomini saranno abbastanza saggi capire i propri limiti e da saper godere delle gioie più semplici in seno alla famiglia, allora potranno condurre un'esistenza tranquilla e (quasi) priva di affanni.

sabato 19 aprile 2014

IL JAZZ DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE

Il Jazz nacque a New Orleans da una commistione fra blues e sonorità di influenza europea ed africana, e conobbe la sua maggiore popolarità soprattutto a partire dagli anni '20.
Un gruppo di jazzisti su una
nave della marina statunitense
Durante gli anni' 30 dal jazz si sviluppò un nuovo genere musicale, lo swing, caratterizzato da una spensieratezza e da uno ritmo "dondolante" (lo swing, appunto). Questo genere musicale divenne molto popolare durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale e questo fu l'unico momento storico in cui il jazz, tradizionalmente considerato come musica "colta", riuscì a raggiungere le masse, conoscendo una diffusione che mai si era avuta e che mai più si è ripetuta.
La musica jazz e la Seconda Guerra Mondiale ebbero una forte e reciproca influenza: la rivista americana "Down Beat" pubblicò queste parole "I musicisti oggi, non sono soltanto suonatori di jazz, loro sono i soldati della musica", questo perché il jazz contribuì a tenere alto il morale dei soldati impegnati sul fronte di guerra e, nello stesso tempo, fu di conforto per i loro cari rimasti ad attenderli in patria. La musica e i pochi divertimenti che i soldati si concedevano al fronte erano forieri di cari ricordi che aiutavano e motivavano i giovani ad impegnarsi per riuscire a tornare a casa il più presto possibile. Inoltre la musica era certamente utile per distrarsi e trovare un momento di distacco dagli orrori che venivano vissuti quotidianamente sui campi di battaglia.
In quegli anni molti musicisti jazz si arruolarono volontariamente nell'esercito, altri, invece, portarono i loro concerti negli Stati Uniti o, quando possibile, anche all'estero, contribuendo a diffondere i valori americani nel mondo.

Il sassofonista jazz Charlie Parker
Se però il jazz ebbe un impatto importante sulla guerra, anche la guerra influì sul genere musicale allora più popolare in America.
Intanto, a causa dei razionamenti della benzina, viaggiare era diventato più difficoltoso: c'erano meno autobus a disposizioni delle orchestre e i treni, spesso, erano occupati dai soldati che partivano o tornavano dall'Europa. In quegli anni, inoltre, una forte tassa sugli intrattenimenti serali decretò la chiusura di molte sale da ballo americane che non riuscivano più a sostenere i costi di gestione, in un momento economicamente già piuttosto difficile. In più, nel 1942, la Federazione Americana dei Musicisti impose un divieto di registrazione agli artisti(il Recording Ban), almeno fino a quando le case discografiche non si fossero impegnate nel pagamento dei diritti d'autore per le canzoni suonate alla radio e nei juke-box.
Fu in questo periodo abbastanza difficile della musica jazz, che si impose un nuovo genere: il bebop. Dizzie Gillespie e Charlie Parker ne furono gli iniziatori, ben presto seguiti da molti altri musicisti. Caratteristica del bebop sono i tempi molto veloci, le dissonanze armoniche e l'improvvisazione, vera anima di questo genere musicale astratto e ribelle.


lunedì 14 aprile 2014

TESINA SUL SOGNO

Storia=Emigrazione di massa d'inizio '900 e il sogno americano
Geografia=Gli USA
Italiano=Pascoli e la poetica del fanciullino
Inglese=M.L.King "I have a dream"
Francese="Le reve" di Emile Zola
Scienze=La memoria
Tecnica=I metalli preziosi
Arte=Dalì e Surrealismo
Musica=Chopin e i "Notturni"
Ed.Fisica=Le paralimpiadi


ALTERNATIVE

Storia=L'unità d'Italia
Storia=Il razzismo in America negli anni '60
Storia=Hitler e il folle sogno del nazismo
Geografia=I paradisi terrestri
Italiano=Il Romanticismo
Pascoli=Poemetto "Italy"
Inglese=Alice in Wonderland
Inglese="Sogno di una notte di mezza estate" di Shakespeare
Francese=Baudelaire e lo spleen
Scienze=Il sistema nervoso
Tecnica=Gli aerei e il sogno dei fratelli Wright
Arte=Magritte
Musica="Sogno" di Schumann

venerdì 11 aprile 2014

TESINA SUL TEATRO

Storia=Il Fascismo (censura teatrale/diffusione ideali fascisti)
Geografia=L'Africa (da collegare ad arte-Picasso)
Italiano=Pirandello
Inglese=Oscar Wilde (e il society drama)
Francese=L'Opera Garnier
Scienze=La luce
Tecnica=I materiali fono-assorbenti
Arte=La maschera-Picasso
Musica=L'opera lirica
Ed.Fisica=Mimica facciale


ALTERNATIVE

Italiano=D'Annunzio
Storia=La Belle Epoque
Storia=Gli anni '20
Inglese=Il Covent Garden
Inglese=Beckett
Francese=I vaudeville (Feydeau)
Francese=Ionesco
Francese=I café chantant
Scienze=Il suono
Arte=L'Affiche
Musica=Bellini
Musica=Verdi
Musica=Il melodramma
Ed.Fisica=L'apparto vocale
Ed.Fisica=Il linguaggio del corpo

mercoledì 9 aprile 2014

RIASSUNTO CARTAGINE

Territorio
Ricostruzione del porto di Cartagine
Cartagine era una colonia fenicia fondata nel IX sec. a.C, sulle coste settentrionali dell'Africa (attualmente si troverebbe alla periferia di Tunisi). Grazie alla posizione geografica e all'abilità mercantili dei suoi abitanti Cartagine passò dall'essere un fiorente porto commerciale a grande potenza del Mediterraneo. I Cartaginesi erano gli unici che, con le loro navi, oltrepassavano lo stretto di Gibilterra per spingersi fino in Inghilterra (dove acquistavano lo stagno) e lungo le coste africane (per cercare oro e metalli preziosi) che poi rivendevano a tutti i popoli del Mediterraneo. L'entroterra della città era fertile, quindi erano molti i prodotti agricoli che vi venivano coltivati---> in generale Cartagine aveva un'economia fiorente, che gli permise di fondare diverse colonie: Ibiza, Malaga, Cadice (in Spagna), Palermo, Trapani, Cagliari (in Italia), solo per citarne alcune.
Organizzazione politica
Per quanto riguarda l'ordinamento politico e l'organizzazione dello stato non si sa molto, tranne che il potere era esercitato da due magistrati eletti annualmente (i suffeti), ai quali era affiancato un senato (formato da membri scelti nelle famiglie mercantili più importanti) e da un'assemblea popolare (che però aveva poteri limitati).
Religione
A Cartagine c'erano due divinità principali--->Baal Hammon (protettore della città) e Tanit (dea della fertilità)
Esercito
Poiché il numero degli abitanti era limitato, Cartagine si dotò di un esercito di mercenari (cioè soldati che si facevano pagare per combattere) I generali, invece, erano cartaginesi provenienti da famiglie di grande tradizione militare.

Scontri con i Greci
Colonie greche in Sicilia
I grandi rivali dei Cartaginesi furono i Greci---> questi due popoli combatterono soprattutto in Sicilia dove i cartaginesi volevano impadronirsi delle colonie greche. Inizialmente furono sconfitti e, quindi, rivolsero le loro mire espansionistiche al litorale africano, conquistando tutta la costa fino a Gibilterra. Più tardi, mentre i Greci erano impegnati nelle guerre del Peloponneso, Cartagine riuscì a impadronirsi di molte città greche della Sicilia, tra cui Agrigento.

Roma e Cartagine
Quando Roma non era ancora la grande potenza che sarebbe diventata, i rapporti tra la capitale romana e Cartagine furono sempre amichevoli: scambiavano merci, si favorivano nelle rotte commerciali, etc.
Roma, però, espandendosi arrivò a controllare le poleis greche dell'Italia meridionale e lo scontro con Cartagine divenne a questo punto inevitabile. La guerra fra Roma e Cartagine occupò tutta la seconda metà del III sec. a.C. (Guerre Puniche)



martedì 8 aprile 2014

TESINA SU NEW YORK

Geografia=Gli USA
Storia=Immigrazione del '900
Italiano=Mario Soldati "America primo amore"
Inglese=F.S. Fitzgerald "Il Grande Gatsby"
Francese=Histoire de la Statue de la Liberté
Scienze=I vaccini/i batteri (collegamento a Jonas Salk, scienziato nato a NY)
Tecnica=L'acciaio (materiale largamente utilizzato nella costruzione dei grattacieli)
Arte=Il MOMA
Musica=Il Jazz
Ed.Fisica=La maratona di New York


ALTERNATIVE

Storia=La Seconda guerra mondiale (focus sull'intervento americano)
Storia=Gli anni '20/La crisi economica del '29
Storia=L'attentato dell'11 Settembre e i rapporti con il Medio Oriente
Storia=Colonizzazione (inglese e olandese) e fondazione di NY
Italiano= Pascoli "Italy"
Italiano=Baricco "Novecento"
Italiano=Melania Mazzucco "Vita"
Inglese=Jay McInerney "Le mille luci di New York"
Inglese=Nas (poeta americano del Queens) "N.Y. State of Mind"
Francese=Un match visuel entre Paris e NY (molto carino e originale!!!
Tecnica=Storia dei grattacieli
Arte=Andy Warhol
Arte=Il Graffitismo
Arte=Pop Art
Musica=Il charleston
Musica=I grandi teatri newyorchesi
Ed.Fisica=Il basket


domenica 6 aprile 2014

TESINA SUL CALCIO

Storia=Il calcio durante il fascismo (teoria dell'identità nazionale, propaganda politica, etc.)
Geografia=L'Europa
Inglese=Gli Hooligans
Francese=Il "fair play" di Zidane ai mondiali del 2006
Scienze=Effetto Magnus e moto dei corpi
Tecnica=La gomma
Musica=Una delle molte canzoni dedicate a questo sport
Ed.Fisica=Svolgimento del gioco del calcio




ALTERNATIVE

Inglese=Nick Hornby “Febbre a 90°”
Francese=De Coubertin

Per altre alternative vedere la Tesina sullo sport

venerdì 4 aprile 2014

RIASSUNTO CESARE PAVESE

Cesare Pavese
Cesare Pavese nasce il 9 settembre 1908, a Santo Stefano Belbo, paesino nelle Langhe piemontesi, da una famiglia borghese: il padre era cancelliere presso il tribunale di Torino, mentre la madre era figlia di commercianti benestanti. Pur abitando a Torino, egli rimase sempre legato ai luoghi della sua nascita che, più tardi, influenzeranno profondamente la sua opera.
Dopo il liceo classico si iscrive all’università, iniziando a scrivere i primi versi e appassionandosi alla letteratura americana. Dopo la laurea inizia la sua attività di traduttore (nel frattempo aveva imparato benissimo l’inglese e lo slang americano) e di insegnamento. Traduce opere importanti di Dos Passos (Il 42° Parallelo) e di James Joyce (Ritratto dell’artista da giovane). Nel frattempo viene assunto presso la casa editrice Einaudi, fondata da Giulio, suo amico ai tempi del liceo. Qui Pavese dirige per un anno la rivista “La Cultura”.
Nel 1935 viene arrestato con l’accusa di antifascismo e condannato a tre anni di confino in Calabria. Durante il confino, nel 1936,  viene pubblicata la sua prima raccolta poetica “Lavorare stanca” che passa praticamente inosservata.

Dedica autografa di Fernanda Pivano a Pavese
Tornato a Torino riprende l’attività di traduttore, occupandosi di opere di Steinbeck, Dickens e Defoe e, inizia il suo passaggio dalla poesia alla prosa: è in questi anni, infatti, che inizia a scrivere racconti e il suo primo romanzo breve “Il Carcere”.
Nel 1940, con l’Italia entrata in guerra, intensifica i suoi rapporti con gli antifascisti dell'epoca e la frequentazione con Fernanda Pivano, alla quale propone di sposarlo: la Pivano rifiuterà, ma fra i due rimarrà sempre una solida amicizia.
Nel 1941, con la pubblicazione di Paesi Tuoi, la critica sembra finalmente accorgersi di lui.
Pavese riesce ad evitare il reclutamento obbligatorio per una forma d’asma che lo affliggeva fin da bambino e, dopo un periodo trascorso a Roma, nel 1943 torna in una Torino devastata dai bombardamenti. Rifugiatosi nel Monferrato insieme alla sorella, per sfuggire alle retate dei tedeschi chiederà asilo nel Convitto dei Padri Somaschi a Casale Monferrato.
Pavese insieme all'attrice americana
Constance Dowling
Con la fine della guerra, scopre con amarezza che molti dei suoi vecchi amici sono morti: alcuni caduti valorosamente in battaglia, altri torturati in carcere dai fascisti. Pavese sente un forte senso di colpa per essersi nascosto e cerca di placare i rimorsi iscrivendosi al Partito Comunista Italiano e iniziando a collaborare con il giornale l’Unità. Inviato a Roma per potenziare la sede del giornale, torna a Torino dove prosegue febbrilmente l’attività di scrittore seppur con un crescente disagio interiore che sfocia in una depressione da cui non si riprenderà mai. 
Nel 1950 riceve il Premio Strega per La Bella Estate, ma nemmeno questo riconoscimento sembra regalargli stimoli e nuova gioia. Dopo l’ennesima delusione d’amore con l’attrice americana Constance Dowling (a cui aveva dedicato il romanzo La Luna e i Falò) Pavese si suicida ingerendo barbiturici in una camera d’albergo di Torino.

Muore a soli 42 anni, il 27 Agosto 1950. 

giovedì 3 aprile 2014

RIASSUNTO IL GATTOPARDO

"Il Gattopardo", scritto da Tomasi di Lampedusa nella metà degli anni '50, venne pubblicato postumo, nel 1958, un anno dopo la morte dello scrittore.
La vicenda si svolge in Sicilia fra il 1860 (epoca della spedizione dei Mille) e il 1910.
Il protagonista è Don Fabrizio Corbera Principe di Salina, nobile siciliano la cui casata è rappresentata da un gattopardo, testimone del lento decadere del ceto aristocratico in favore della nuova classe emergente, la borghesia.
Don Fabrizio permette a suo nipote Tancredi, giovane ed ambizioso, di unirsi alla spedizione dei Mille, consapevole che i nuovi cambiamenti politici e sociali non potranno risolvere i problemi del Sud.
Quando, come ogni anno, il protagonista si reca nella tenuta estiva di Donnfugata, scopre che è stato eletto sindaco don Calogero Sedara, un borghese di umili origini, poco istruito che però è riuscito ad arricchirsi e a fare carriera politica.
Tancredi, che inizialmente aveva manifestato interesse per Concetta, una delle figlie di don Fabrizio, si innamora e sposa la figlia don Calogero, Angelica, attratto dalla sua bellezza, ma anche dal suo denaro. La dote di Angelica favorirà la carriera dell'ambizioso Tancredi. Don Fabrizio, invece, rifiuta la nomina a senatore del Regno d'Italia e, all'inviato del governo Chevalley, propone al suo posto Sedara.
Il principe, senza più illusioni, prosegue la sua vita fin quando muore, nel 1883, in un'anonima stanza d'albergo mentre torna da Napoli ove si era recato per alcune visite mediche.
Le ultime pagine del romanzo portano la narrazione fino al 1910, quando le figlie di don Fabrizio, ormai vecchie e sole, assistono alla distruzione di alcune reliquie presenti nella cappella di famiglia: è l'atto conclusivo e definitivo che segna la scomparsa di un'epoca.






mercoledì 2 aprile 2014

TESINA SULLE INNOVAZIONI MEDICHE DEL '900

Storia=L'Italia post-unità (Questione meridionale)
Italiano=Verga (Malaria)
Tecnica=I raggi x
Scienze=I batteri
Francese=Louis Pasteur 
Inglese=Joseph Lister e l'antisepsi
Geografia=L'Europa
Arte=Picasso "Scienze e carità"
Musica=La musicoterapia
Ed.Fisica=Il doping

ALTERNATIVE

Storia=L'Unità di Italia/Risorgimento
Storia= La Belle Epoque
Storia= La Prima Guerra Mondiale
Geografia=L'Asia
Geografia=L'Africa
Francese=Proust
Arte=Gustav Klimt "Medicina"


Organizzazione del discorso
Partire da Geografia parlando dell'Europa a cui collegare Storia con una panoramica sul periodo fra 800/900, ricco di scoperte e innovazioni tecnologiche. A questo punto introdurre il confronto con la situazione dell'Italia dopo l'unificazione (differenza nord-sud)---> Italiano con Verga e i protagonisti dei suoi romanzi: quegli umili che, oltre alla povertà, si trovavano spesso anche di fronte alla malattia-->malaria.
Passare a Scienze con i batteri e le scoperte di Pasteur in Francese. Poi fare Inglese con l'antisepsi e Lister. Collegare Picasso per Arte con la sua rappresentazione della malattia nel quadro citato e passare ai tempi moderni con Musica e l'importanza della musicoterapia e Ed.Fisica con il discorso che i farmaci possono aiutare a combattere le malattie, ma possono essere utilizzati anche per altri scopi-->doping. 

martedì 1 aprile 2014

RIASSUNTO REPUBBLICHE SORELLE

Dopo la Rivoluzione, in tutta Europa si diffusero i princìpi che avevano portato al cambiamento sociale e politico in Francia --->nacquero le cosiddette Repubbliche Sorelle (la Repubblica Elvetica in Svizzera, la Repubblica Batava in Olanda), cioè "stati" ispirati al modello francese che avrebbero dovuto essere autonomi e che in realtà furono sempre dipendenti dalla Francia sia dal punto di vista militare sia da quello politico ed economico.
Repubbliche sorelle in Italia 1796-1799
Anche sul territorio italiano si era ampiamente diffuso lo spirito della rivoluzione: nelle piazze di ogni città e di ogni paese vennero innalzati gli alberi della Libertà (simbolo della rivoluzione), intorno ai quali si danzava e si festeggiava. L'idea di una Nazione italiana, sul modello di quella francese, aveva preso piede tra i ceti intellettuali e borghesi della Penisola. 
Dopo la fine della campagna d'Italia, con la Pace di Campoformio del 1797, Napoleone cede il Veneto [MA NON VENEZIA!] all'Austria e tiene per se' la Lombardia. 
I territori conquistati vengono così organizzati in Repubbliche: viene fondata la Repubblica Cisalpina 1797, la Repubblica Ligure 1797, quella Romana 1798 e quella Partenopea 1799
Il dominio di Napoleone è pressoché totale: solo la Sardegna resta in mano ai Savoia e la Sicilia ai Borboni.
  • La Repubblica Cisalpina comprendeva: Lombardia, parte del Veneto e dell'Emilia-Romagna. Adottò una costituzione e una bandiera (il tricolore che ancora oggi è la bandiera dell'Italia). 
  • La Repubblica Ligure con capitale Genova che comprendeva Liguria, isola di Capraia e alcuni territori fra Liguria e Piemonte.
  • La Repubblica Romana fu proclamata nel 1798 dai giacobini (patrioti romani) che rovesciarono il potere della Chiesa con l'appoggio dell'esercito francese. Papa Pio VI fu esiliato in Francia dove morì.
  • La Repubblica Partenopea: a Napoli regnava Ferdinando IV di Borbone che fu deposto dai francesi nel gennaio del 1799. La Repubblica partenopea ebbe vita breve, durò infatti solo 6 mesi. 

Albero della Libertà a Pistoia
Perché falliscono le Repubbliche Sorelle 
(tasse, leva obbligatoria, opere d'arte saccheggiate)
Inizialmente i princìpi rivoluzionari funzionarono---> la borghesia, il popolo, gli intellettuali: erano in molti a credere alla propaganda francese secondo cui gli italiani erano stati finalmente liberati dall'oppressore.
Ben presto, però, le pesanti tasse, il reclutamento forzato di uomini per combattere le guerre dei francesi, il continuo saccheggio di opere d'arte italiane trasferite nei musei parigini, le violenze e le repressioni, fecero intendere che Napoleone non aveva certo liberato il popolo, ma l'aveva semplicemente spostato dal controllo austriaco/borbonico a quello francese. Insomma, l'Italia era passata da uno sfruttatore all'altro: il governo di Parigi impediva qualsiasi forma di autonomia alle repubbliche e furono in molti a restarne delusi, sia fra i contadini (che, soprattutto a Napoli organizzarono vere e proprie rivolte contro i francesi e i patrioti italiani) che fra gli intellettuali (ad. esempio Foscolo). 



Seconda coalizione antifrancese
Questo stato generale di scontento portò al fallimento delle Repubbliche Sorelle--->mentre Napoleone è impegnato nella Campagna d'Egitto si forma la Seconda Coalizione (formata da Gran Bretagna, Austria e Russia)---> Austria e Russia penetrano in Italia sconfiggendo l'esercito francese. I giacobini italiani vennero perseguitati ed uccisi e gli antichi sovrani tornarono sui loro troni. 

Napoleone torna in Italia
Napoleone, però, dopo aver sistemato gli eserciti stranieri torna in Italia e mette in atto una dura reazione: l'esercito napoleonico, nel quale militavano anche patrioti italiani, restaurò le repubbliche al nord---> nasceva così nel 1800 la Repubblica Subalpina e nel 1802 la Repubblica Italiana, futuro Regno d'Italia napoleonico, che unì i territori delle repubbliche sorelle del nord Italia
Nel 1805 l'Impero francese si annesse la Repubblica Ligure e restaurò la sua sovranità (non più con repubbliche ma con regni) a Napoli, Roma e nel resto della penisola.

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