giovedì 30 gennaio 2014

RIASSUNTO IL CANTARE DEL CID

Il cantare del mio Cid è uno dei poemi epici più importanti della letteratura spagnola. L'opera, di cui non si conosce l'autore, è divisa in 3 parti e risale al XII secolo (1140 circa).
Cid, protagonista del poema, è un personaggio realmente esistito il cui nome era Rodrigo Diaz de Bivar e che visse alla corte del re di Castiglia. Dopo essere stato accusato di essersi impossessato di alcuni beni appartenenti alla corona, abbandonò la patria penetrando nelle terre occupate dagli Arabi, riportando su di essi numerose vittorie. Riuscì addirittura ad espugnare la città di Valencia, dove morì nel 1099. Il soprannome "Cid" in arabo significa "signore" e gli venne attribuito proprio dai Mori, popolazione presso cui Rodrigo Diaz suscitò grande ammirazione per le doti umane e militari.
Il Cid è considerato l'eroe nazionale, il simbolo della Riconquista, cioè della lunga guerra per la liberazione delle terre occupate dagli Arabi--->arrivati in Spagna nel 711 d.C ne vengono definitivamente cacciati solo nel 1492.

Trama
Il Cid, accusato di essersi impadronito di alcuni tributi riscossi per conto del Re Alfonso di Castiglia, viene condannato all'esilio. Prima di partire l'uomo affida la moglie Jimena e le figlie Elvira e Sol alle cure dei monaci, dopodiché lascia la Castiglia con i suoi uomini più fidati. Inoltrandosi in territorio arabo compirà numerose ed eroiche imprese. Dopo ogni vittoria sui Mori, è sua abitudine mandare al re, cui è rimasto fedele nel cuore nonostante l'ingiusta accusa, ricchissimi doni. Il re, dal canto suo, non lo perdona, ma concede a coloro che lo desiderano di unirsi al Cid nella lotta contro gli Arabi. L'eroe si spinge fino alla città di Valencia che conquista dopo 9 mesi di assedio. Dopo questa importante vittoria, chiede al re che moglie e figlie possano raggiungerlo e così avviene. Il re propone al Cid due sposi per le sue figliole: gli infanti di Carriòn, don Diego e Don Fernando Gonzales. Il Cid non ha molta simpatia per questi due giovani che intuisce essere piuttosto avidi e disonesti, ma non si oppone al matrimonio soprattutto per compiacere il re. Le nozze vengono celebrate a Valencia con grandi festeggiamenti. Ben presto, però, i due giovani si riveleranno per quello che sono: due pavidi che, per il loro comportamento vigliacco, si faranno deridere da tutta la corte. A questo punto i due, furibondi, vogliono vendicarsi e comunicano di voler tornare a Carriòn con le loro mogli. In realtà, durante il viaggio, picchiano a sangue le due ragazze e le abbandonano più morte che vive dentro un bosco. Elvira e Sol vengono salvate e riportate dal padre. A questo punto il Cid chiede al re che gli venga restituita la dote di matrimonio: ne nasce un duello fra gli infanti e i sostenitori del Cid, ma i due vengono sconfitti e quindi dichiarati traditori.
Intanto il principe di Aragona e quello di Navarra chiedono la mano di Elvira e Sol; il padre acconsente e anche il re ne è felice. Il poema si chiude bruscamente con la notizia della morte del Cid.

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