martedì 27 agosto 2013

TRAMA BREVE ORLANDO INNAMORATO

A Parigi Carlo Magno e ventiduemila guerrieri, fra cristiani e saraceni, banchettano per la festa di Pentecoste. Ad un certo punto arriva la bellissima Angelica insieme al fratello Argalia che è in possesso di armi fatate. Argalia sfida tutti i cavalieri a duello, con la condizione che i vinti saranno suoi prigionieri, mentre il vincitore avrà in sposa Angelica.
L'unico a battere Argalia è Ferragauto, ma in quel momento Angelica - che, naturalmente, non vuole sposarlo! - fugge verso Oriente. La inseguono, innamorati, Ranaldo e Orlando.
Giunti nella selva Ardenna, Ranaldo beve un'acqua magica che gli ispira odio per Angelica, mentre Angelica beve ad una fonte che la farà innamorare di lui. Per la maggior parte del poema, quindi, Angelica inseguirà Ranaldo ed egli scapperà da lei.
Da questo avvenimento centrale si dipaneranno moltissime avventure.
Ad un certo punto Angelica trova rifugio nella fortezza di Albraccà (capitale del Cataio) e qui giungono tutti i cavalieri innamorati di lei, tra cui anche Agricane, re di Tartaria, che la vuole a tutti i costi. Angelica viene difesa da Orlando e da Sacripante. Alla fine Agricane viene ucciso in duello da Orlando.
Anche Ranaldo arriva ad Albraccà ed è costretto a battersi col cugino Orlando, che è geloso di lui. Angelica però, teme per la vita di Ranaldo e spedisce Orlando in missione evitando che i due si battano per lei.
Intanto il re dei Mori, Agramante, sta per attaccare l'imperatore e le truppe africane, guidate da Rodomonte, invadono la Francia.
Angelica a questo punto torna in occidente, ma nella selva dell'Ardenna l'incantesimo si ripete, solo che, questa volta, Ranaldo berrà un'acqua che lo farà innamorare di Angelica e alla donna succederà il contrario.
Ranaldo e Orlando litigano di nuovo e stanno per battersi in duello, ma interviene Carlo Magno che affida Angelica a Namo, duca di Baviera, e la promette in sposa a quello dei due che con più valore si distinguerà in battaglia.
L'opera si interrompe con la vicenda di Bradamante e Ruggiero, che avrebbero dovuto sposarsi e consentire così al Boiardo di celebrare la dinsatia degli Estensi che da loro due aveva preso origine.
La storia venne poi ripresa e conclusa da Ludovico Ariosto nell'Orlando Furioso.

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