giovedì 4 aprile 2013

RICERCA SULLA MOTION CAPTURE


La Motion capture – o motion tracking – è una moderna tecnica tridimensionale che serve a catturare i movimenti naturali del corpo per poi trasferirli al digitale. In pratica si posizionano una serie di sensori (maggiore è il loro numero, più dettagliata sarà la riproduzione) sul corpo di un attore (ma può anche essere un animale!) e si registrano i suoi movimenti corporei (salto, camminata, corsa, alzata, seduta, etc). A questo punto un computer rileva le posizioni dei sensori e le riproduce come una serie di punti – cioè i movimenti scheletrici dell'attore- a cui i grafici 3D daranno sembianze umane, costruendo le caratteristiche fisiche che il personaggio deve avere, dandogli forma e disegnando i suoi abiti. Il risultato sarà un personaggio di fantasia che però agisce, si muove e si comporta in modo identico all'uomo.
In origine la mocap veniva usata soprattutto per scopi militari o in ambito sportivo, dove serviva come strumento per la ricerca biomeccanica e il funzionamento dei muscoli in movimento. 
Il primo vero strumento di motion capture, però, vedrà la luce solo agli inizi degli anni ’80, grazie al Data
Il Data Glove di Zimmermann
Glove, un' invenzione brevettata da Thomas Zimmerman, con cui venivano manipolati i suoni della chitarra grazie ad un'interfaccia hardware. In pratica, la chitarra poteva essere suonata senza la presenza della chitarra stessa, ma semplicemente indossando un guanto su cui sono cuciti dei piccoli tubi di plastica all’interno dei quali passa un fascio luminoso.
 Negli ultimi venticinque anni, questa tecnica è diventata uno strumento essenziale nel mondo dell'animazione, dando la possibilità ai grafici 3D di rendere più realistici i personaggi dei cartoni animati e di animare creature fantastiche. I primi prodotti commerciali che hanno avuto una diffusione di massa e che hanno utilizzato le tecnologie proprie della Realtà Virtuale, anche se ne sono solo un surrogato, sono il videogioco di “Lara Croft” ed il lungometraggio di animazione “Toy Story”. Siamo nel 1995 e, per la prima volta, dei personaggi digitali realizzati utilizzando le tecniche dell’animazione tridimensionale diventano delle vere e proprie star internazionali.
Anche il mouse, in fondo,  può essere considerato uno strumento di motion capture digitale perché riesce a codificare il movimento della nostra mano in informazioni binarie e, grazie alla semplicità del meccanismo e dei dati elaborati, trasferisce in “tempo reale” il movimento allo schermo del pc garantendoci quell'interattività che facilita la navigazione, il gioco on line, etc.
Ci avevate mai pensato?

[Molte delle informazioni che ho utilizzato nell'articolo sono state ricavate qui]

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