martedì 23 aprile 2013

ANDY WARHOL E I MASS MEDIA

Andy Warhol è stato uno degli artisti più rappresentativi del secolo scorso.
Figlio di immigrati rumeni, studia arte all'università di Pittsburgh e dopo la laurea si trasferisce a New York dove inizia ad affermarsi nel mondo della pubblicità lavorando come grafico per riviste come Vogue e Glamour.
Nel corso degli anni lavorò in maniera stupefacente producendo decine e decine di lavori, spaziando dalla pittura alla scultura, dalla serigrafia al cinema, misurando la sua creatività anche in qualità di attore, sceneggiatore e montatore di pellicole.
I suoi soggetti preferiti sono quelli preferiti dalle masse, quelli accessibili a tutti, che tutti potevano vedere e comprare nei negozi e nei supermercati: bottiglie di coca.cola, lattine di minestra e banconote da un dollaro diventano, grazie a Warhol, vere opere da esporre nei musei. E' chiara, dunque, la rivoluzione del suo pensiero artistico che voleva l'arte alla portata di tutti, riconoscibile,  fruibile e "consumabile" esattamente come quei prodotti commerciali da cui traeva ispirazione.
Abbiamo accennato anche al forte legame fra Warhol e i mass media, evidente soprattutto nel grande interesse dell'artista per l'informazione giornalistica, che trovò negli headlines (i titoli di testa) la sua massima espressione. Fin dai suoi esordi come grafico pubblicitario, Warhol colleziona titoli di giornali presi da quotidiani, magazine, tabloid, e programmi televisivi e la selezione di questi titoli costituisce una sorta di archivio che l’artista utilizza per l’esecuzione di alcune sue opere. headline works, le opere-titolo che rielaborano prime pagine o ritagli stampa, la cui produzione attraversa l’intera carriera dell’artista. Naturalmente Warhol predilige la stampa popolare e in particolare i tabloid, come il “Daily News” o il “New York Post”, orientandosi verso le notizie che colpiscono il grande pubblico, il gossip sulle celebrità e gli eventi catastrofici. Non mancano tuttavia anche articoli di critica sociale, come quelli che ricordano le morti dovute a percosse della polizia. Ritroviamo così personaggi come Margaret d’Inghilterra e Madonna, ma anche terremoti e disastri aerei, mescolati in una selezione del tutto arbitraria fatta da Warhol, nella quale tutto si pone sullo stesso piano e si svuota di significato. Una particolare segnalazione merita la più grande delle opere di questo ciclo, il trittico Fate presto, che riproduce la prima pagina de “Il Mattino” di Napoli del 23 novembre 1981, commissionato a Warhol dal gallerista napoletano Lucio Amelio in occasione del terremoto dell’Irpinia al fine di lasciare un segno di questa grande tragedia che colpì l’Italia.
E' così che nacquero gli


1 commento:

  1. Sono cosi volenteroso che non mi va di leggere neanche... D:finisco male Y-Y

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